Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16169 del 28/07/2020

Cassazione civile sez. trib., 28/07/2020, (ud. 20/02/2020, dep. 28/07/2020), n.16169

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE MASI Oronzo – Presidente –

Dott. ZOSO Liana Maria Teresa – rel. Consigliere –

Dott. BALSAMO Milena – Consigliere –

Dott. REGGIANI Eleonora – Consigliere –

Dott. TADDEI Margherita – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 6304-2014 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

R.G., R.C., RO.LU., R.A.,

M.E., C.M., C.A.C., B.M.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 6/2013 della COMM. TRIB. REG. di CAMPOBASSO,

depositata il 23/01/2013;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

20/02/2020 dal Consigliere Dott. ZOSO LIANA MARIA TERESA;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

GIACALONE GIOVANNI che ha concluso per il rigetto del ricorso;

udito per il ricorrente l’Avvocato ROCCHITTA che ha chiesto

l’accoglimento.

 

Fatto

ESPOSIZIONE DEI FATTI DI CAUSA

1. R.A., R.G., R.C., Ro.Lu., M.E., C.M., C.A.C. e B.M. impugnavano l’avviso di rettifica e liquidazione dell’imposta di registro relativa all’atto di compravendita di un terreno sito in (OMISSIS) registrato il 1.3.2004. L’ufficio aveva elevato il valore del terreno da Euro 100.000,00 ad Euro 222.000,00. La CTP di Isernia accoglieva il ricorso con sentenza che era confermata dalla CTR del Molise sul rilievo che l’avviso di rettifica era privo della motivazione. Inoltre gli atti di comparazione non erano stati specificamente indicati nell’atto impositivo e solo nel giudizio di appello l’agenzia delle entrate aveva prodotto copia di due atti di compravendita che non avevano valenza probatoria poichè di essi non vi era traccia nella motivazione dell’atto impositivo. Infine la perizia di parte prodotta dai contribuenti offriva elementi convincenti per ritenere congruo il valore indicato in atto, anche tenuto conto del fatto che occorreva considerare gli oneri di urbanizzazione ed il fatto che alcune aree avrebbero dovuto essere cedute al comune in forza della stipulanda concessione urbanistica.

2. Avverso la sentenza della CTR propone ricorso per cassazione l’agenzia delle entrate affidata a sei motivi. I contribuenti non si sono costituiti in giudizio.

Diritto

ESPOSIZIONE DELLE RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Con il primo motivo la ricorrente deduce nullità della sentenza, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, in relazione all’art. 112 c.p.c.. Sostiene che la CTR ha giudicato extra petita laddove ha ritenuto l’illegittimità dell’avviso di liquidazione dovuta alla omessa motivazione dello stesso. Invero il giudice di prime cure aveva rigettato il motivo di ricorso fondato sul difetto di motivazione dell’atto impositivo ed i contribuenti, nel costituirsi nel giudizio di appello, non avevano riproposto la questione, per il che essa doveva intendersi rinunciata.

2. Con il secondo ed il terzo motivo deduce vizio di motivazione e nullità della sentenza impugnata, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 4 e 5, nella parte in cui la CTR non ha motivato l’affermazione secondo cui, contrariamente all’evidenza, l’avviso di liquidazione non era sufficientemente motivato.

3. Con il quarto motivo deduce nullità della sentenza, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, in relazione al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 58, derivante dall’essere incorsa la CTR in error in procedendo. Ciò in quanto i giudici di appello hanno ritenuto inutilizzabili gli atti di compravendita prodotti nel giudizio di appello a titolo di comparazione laddove, invece, avrebbero dovuto esaminarli al fine di decidere la causa nel merito, essendo la produzione documentale liberamente consentita in grado di appello.

4. Con il quinto motivo deduce vizio di motivazione, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, per aver la CTR inopinatamente tenuto conto degli oneri di urbanizzazione del terreno considerandoli come incidenti sul costo del terreno, laddove si trattava solamente di un elemento di cui l’acquirente avrebbe potuto tener conto nel valutare la convenienza dell’affare.

5. Con il sesto motivo deduce omesso esame di un fatto decisivo, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, per non aver la CTR considerato che il perito di parte aveva indicato il valore del terreno in Euro 22,00 per mq, ovvero in misura equivalente a quella indicata dall’ufficio, salvo poi detrarre inopinatamente il costo connesso all’urbanizzazione.

6. Osserva la Corte che il primo motivo di ricorso è fondato. Ciò in quanto, come emerge dalla sentenza della CTP che la ricorrente ha trascritto nel ricorso in adempimento dell’onere dell’autosufficienza, il motivo di ricorso afferente il difetto di motivazione dell’atto impositivo era stato espressamente rigettato. A tal punto, onde evitare la formazione del giudicato interno, i contribuenti vittoriosi avrebbero dovuto proporre impugnazione incidentale, non essendo sufficiente la mera riproposizione della questione in appello ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 56. L’onere dell’espressa riproposizione, sancito dalla norma di cui al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 56, non riguarda, nonostante l’impiego della generica espressione “non accolte”, le domande o le eccezioni respinte in primo grado, bensì solamente quelle su cui il giudice non abbia espressamente pronunciato (per esempio, perchè ritenute assorbite). In relazione alle domande o eccezioni espressamente respinte, di contro, non è ipotizzabile un’ulteriore alternativa rispetto all’unica, possibile, dell’impugnazione – in via principale o incidentale – o dell’acquiescenza totale o parziale; con relativa formazione, in questo secondo caso, di un giudicato interno preclusivo (Cass., Sez. 5, Sentenza n. 23228 del 13/11/2015; Cass., Sez. 5, Sentenza n. 7702 del 27/03/2013; Sez. 5, Sentenza n. 1545 del 24/01/2007). Nel caso che occupa i contribuenti, nel costituirsi nel giudizio di secondo grado, come emerge dall’atto di costituzione trascritto nel ricorso, non hanno svolto appello incidentale con riguardo al capo della decisione afferente la omessa motivazione dell’atto impositivo, per il che sulla questione si era formato il giudicato implicito e la CTR non avrebbe potuto riesaminare la questione.

7. Il secondo ed il terzo motivo rimangono assorbiti.

8. Il quarto motivo è fondato. La CTR ha ritenuto di non dover esaminare le documentazione prodotta dall’agenzia delle entrate in grado di appello, consistenti in due atti notarili da cui si sarebbe evinto, in tesi, che terreni siti in (OMISSIS) erano stati venduti al medesimo prezzo unitario di Euro 22,00 per mq. sul rilievo che essi non erano stati indicati nell’atto impositivo. Ora, tale circostanza (la mancata indicazione di essi nell’atto impositivo) avrebbe potuto determinare la declaratoria di illegittimità dell’atto stesso per mancanza di adeguata motivazione ma sul punto si era formato il giudicato interno. La CTR, dunque, non avrebbe potuto esimersi dall’esaminare la produzione documentale effettuata in grado di appello, giusta il D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 58, al fine di valutare nel merito la fondatezza della pretesa tributaria, potendo l’agenzia delle entrate dedurre nel corso del giudizio elementi ulteriori a sostegno della pretesa tributaria.

9. Il quinto ed il sesto motivo rimangono assorbiti.

10. La sentenza va, dunque, cassata in relazione ai motivi accolti e la causa va rinviata per nuovo esame alla CTR del Molise in diversa composizione, la quale provvederà anche sulle spese di questo giudizio di legittimità.

PQM

La corte accoglie il primo ed il quarto motivo di ricorso, dichiara assorbiti gli altri, cassa la sentenza impugnata e rinvia per nuovo esame alla CTR del Molise in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del giorno, il 20 febbraio 2020.

Depositato in Cancelleria il 28 luglio 2020

 

 

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