Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16163 del 28/06/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 28/06/2017, (ud. 25/05/2017, dep.28/06/2017),  n. 16163

 

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. ZOSO Liana M.T. – Consigliere –

Dott. CARBONE Enrico – rel. Consigliere –

Dott. FASANO Anna Maria – Consigliere –

Dott. AMATORE Roberto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 12167/2010 R.G. proposto da:

Agenzia delle entrate, rappresentata e difesa dall’Avvocatura

generale dello Stato, presso i cui uffici in Roma alla via dei

Portoghesi n. 12 domicilia;

– ricorrente –

contro

M.G., rappresentata e difesa dall’Avv. Silverio Damu,

elettivamente domiciliata presso il suo studio in Cagliari alla via

Pessina n. 97, per procura a margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Sardegna n. 17/1/09 depositata il 17 marzo 2009.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 25 maggio

2017 dal Consigliere Carbone Enrico.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

CHE:

In relazione ad avviso di liquidazione dell’imposta di registro notificato a M.G. per decadenza dal beneficio “prima casa” (atto di acquisto del 4 maggio 2000, registrato il 23 maggio 2000), l’Agenzia delle entrate ricorre per cassazione con due motivi avverso la sentenza che ha accolto l’appello della contribuente e annullato l’avviso.

Il primo motivo di ricorso denuncia violazione del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 1, nota 2 bis, tariffa 1, per aver il giudice d’appello escluso la decadenza in quanto la contribuente aveva di fatto vissuto nell’immobile ad acquisto agevolato pur senza avervi trasferito la residenza anagrafica entro l’anno.

Il primo motivo è fondato; un’ovvia ratio di certezza giuridica postula che qui rilevi la residenza anagrafica, non il dato fattuale (Cass. 22 febbraio 2008, n. 4628, Rv. 602052); quantomeno, il beneficiario deve aver avanzato tempestiva richiesta di trasferimento della residenza nel Comune di acquisto (Cass. 19 dicembre 2002, n. 18077, Rv. 559305; Cass. 26 ottobre 2007, n. 22528, Rv. 600989; Cass. 8 gennaio 2015, n. 110, Rv. 633995); nella specie, la contribuente ammette di aver “dimenticato” di chiedere il trasferimento di residenza dal Comune di origine (Cagliari) a quello di acquisto (Quartu S. Elena), sicchè il recupero del beneficio era legittimo e doveroso.

Il secondo motivo di ricorso denuncia vizio di motivazione, per aver il giudice d’appello individuato la residenza di fatto della M. nel Comune di acquisto sulla base delle utenze di servizio. Il secondo motivo è assorbito, perchè logicamente successivo a quello già accolto.

Non occorrendo indagini di fatto, la causa va decisa nel merito, col rigetto dell’impugnazione dell’avviso; le spese dei giudizi di merito sono compensate in ragione dell’esito alterno, quelle del giudizio di legittimità sono regolate per soccombenza.

PQM

 

Accoglie il ricorso quanto al primo motivo, assorbito il secondo; cassa la sentenza in relazione al motivo accolto e – decidendo nel merito – rigetta l’impugnazione dell’avviso di liquidazione; compensa le spese processuali dei gradi di merito e condanna M.G. a rifondere all’Agenzia delle entrate le spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 2.200,00 per compensi, oltre spese prenotate a debito.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 25 maggio 2017.

Depositato in Cancelleria il 28 giugno 2017

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