Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16161 del 28/06/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 28/06/2017, (ud. 25/05/2017, dep.28/06/2017),  n. 16161

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. ZOSO Liana M.T. – Consigliere –

Dott. CARBONE Enrico – rel. Consigliere –

Dott. FASANO Anna Maria – Consigliere –

Dott. AMATORE Roberto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 9272/2010 R.G. proposto da:

Agenzia delle entrate, rappresentata e difesa dall’Avvocatura

generale dello Stato, presso i cui uffici in Roma alla via dei

Portoghesi n. 12 domicilia;

– ricorrente –

contro

Credito Bergamasco s.p.a., rappresentata e difesa dagli Avv.ti

Giancarlo Zoppini, Giuseppe Russo Corvace e Giuseppe Pizzonia,

presso il cui studio in Roma alla via della Scrofa n. 57

elettivamente domicilia, per procura a margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Lombardia n. 82/63/09 depositata il 24 febbraio 2009.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 25 maggio

2017 dal Consigliere Carbone Enrico.

Letta la memoria depositata dalla controricorrente, che insiste per

il rigetto del ricorso.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

CHE:

L’Agenzia delle entrate ricorre per cassazione avverso la conferma in appello dell’annullamento della cartella notificata al Credito Bergamasco per recupero sul 2003 dell’IRAP ad aliquota maggiorata L.R. Veneto n. 34 del 2002, ex art. 2.

Il ricorso denuncia violazione della L.R. Veneto n. 34 del 2002, art. 2, L. n. 289 del 2002, art. 3, L. n. 350 del 2003, art. 2, per aver il giudice d’appello escluso l’applicazione dell’aliquota maggiorata al 5,25% in favore dell’aliquota ordinaria al 4,25%.

Il ricorso è fondato nei limiti segnati dalla giurisprudenza di legittimità, che, superando un indirizzo favorevole all’applicazione dell’aliquota ordinaria (Cass. 13 aprile 2012, n. 5867, Rv. 621893), ha circoscritto la sospensione disposta dalla L. n. 289 del 2002, art. 3, alle sole maggiorazioni regionali non confermative dell’aliquota vigente per il 2002, nella specie pari al 4,75%, in aderenza agli obiettivi normativi di decentramento fiscale (Cass. 14 novembre 2012, n. 19838, Rv. 624295; Cass. 18 settembre 2013, n. 21327, Rv. 628165; Cass. 25 luglio 2014, n. 17017, Rv. 632142; Cass. 15 dicembre 2014, n. 26263, Rv. 633707; Cass. 23 febbraio 2015, n. 3574, Rv. 634443).

Non occorrendo indagini di fatto, la causa va decisa nel merito, col rigetto dell’impugnazione della cartella fino all’aliquota del 4,75%; il pregresso contrasto giurisprudenziale e la parziale soccombenza reciproca impongono di compensare tutte le spese.

PQM

 

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza e – decidendo nel merito rigetta l’impugnazione della cartella di pagamento fino all’aliquota del 4,75%; compensa le spese processuali di ogni fase e grado.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 25 maggio 2017.

Depositato in Cancelleria il 28 giugno 2017

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