Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16146 del 28/06/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 28/06/2017, (ud. 23/05/2017, dep.28/06/2017),  n. 16146

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BRUSCHETTA Ernestino Luigi – Presidente –

Dott. CAIAZZO Rosario – Consigliere –

Dott. FUOCHI TINARELLI Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. PERRINO Maria Angelina – Consigliere –

Dott. TEDESCO Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 29092/2010 R.G. proposto da:

Seredil Italia Srl e D.D., quale rappresentante della

Seredil Srl, rappresentati e difesi dall’Avv. Domenico Perna, con

domicilio eletto presso l’Avv. Pasquale Landolfi, in Roma, via dei

Gracchi n. 187, giusta procura speciale a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate, in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso

la quale è domiciliata ex lege in Roma, via dei Portoghesi n. 12;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Lombardia n. 10/44/10, depositata il 1 febbraio 2010.

Udita la relazione svolta nella Camera di consiglio del 23 maggio

2017 dal Consigliere Dott. Giuseppe Fuochi Tinarelli.

Fatto

FATTO E DIRITTO

rilevato che:

– Seredil Italia Srl e D.D., legale rappresentante della società, impugnano per cassazione la decisione della CTR della Lombardia che, con riguardo ad un avviso di accertamento per un indebito rimborso d’imposta, aveva dichiarato inammissibile il gravame dei contribuenti, trattandosi di ricorso (e poi appello) proposto da società estinta perchè cancellata dal registro delle imprese, mentre, con riguardo a D.D., lo stesso aveva agito in primo grado in proprio e non quale legale rappresentante della società, rivendicando inammissibilmente tale qualità solo in sede di gravame e, comunque, per un soggetto estinto, derivandone che la società non era più legittimata al giudizio ed il suo ex amministratore privo della capacità di rappresentarla;

– evidenzia la CTR, per quanto rileva, che l’avviso di accertamento traeva origine dalla mancata risposta ad un questionario da parte della società, la cui notifica – all’ex liquidatore e all’ex amministratore – era effettuata, dopo tre anni dalla cancellazione, mediante pubblici proclami; pure il successivo avviso di accertamento era notificato mediante affissione alla casa Comunale; la riscossione delle somme avveniva, quindi, con escussione della garanzia fideiussoria nei confronti della Società Italiana Cauzioni Spa, che a sua volta, operava in rivalsa nei confronti dei coobbligati ex soci; da ciò il ricorso della Soredil Srl “nell’interesse” degli ex soci e della Società Italiana Cauzioni;

– tutto ciò premesso, i contribuenti chiedono la cassazione della sentenza lamentando che la pretesa fiscale sorge dall’omessa risposta ad un questionario inviato dall’Ufficio quando la società era già estinta, sottolineando che la cancellazione dal registro delle imprese se non determina il venir meno degli obblighi precedenti, non comporta l’insorgere di nuovi obblighi a carico della società e, nella specie, di rispondere al questionario tardivamente inviato dall’Ufficio;

– il ricorso è inammissibile risultando il motivo del tutto generico, privo di censure effettive alla decisione della CTR impugnata, traducendosi in una generica critica in ordine all’applicazione dell’art. 2495 c.c. (ad opera, tra l’altro, della CTP) circa la possibilità per la società di rispondere al questionario inviato dall’Ufficio;

– oltre a ciò va comunque rilevato che la società è stata cancellata dal registro delle imprese in data 10 novembre 2004, e, dunque, si è estinta prima della presentazione del ricorso, dunque inammissibile ab origine;

– il ricorso va pertanto dichiarato inammissibile; le spese, attesa la peculiarità in fatto della vicenda su descritta, vanno integralmente compensate.

PQM

 

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Compensa le spese del presente giudizio.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 23 maggio 2017.

Depositato in Cancelleria il 28 giugno 2017

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