Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16126 del 28/06/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 28/06/2017, (ud. 22/05/2017, dep.28/06/2017),  n. 16126

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BRUSCHETTA Ernestino Luigi – Presidente –

Dott. CAIAZZO Rosario – Consigliere –

Dott. FUOCHI TINARELLI Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. PERRINO Angelina Maria – Consigliere –

Dott. TEDESCO Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 13001/2010 R.G. proposto da:

New Plastic Spa, rappresentata e difesa dall’Avv. Pasquale Mercone,

con domicilio eletto presso l’Avv. Maria Rosaria Caporilli, in Roma,

via Luca della Robbia n. 3, giusta procura speciale a margine del

ricorso;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle entrate, in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso

la quale è domiciliata ex lege in Roma, via dei Portoghesi n. 12;

– resistente –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Campania n. 12/11/08, depositata il 26 novembre 2008.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 22 maggio

2017 dal Consigliere Giuseppe Fuochi Tinarelli.

Fatto

RILEVATO

CHE:

– la New Plastic Spa impugna per cassazione la decisione della CTR della Campania che, confermando la decisione di primo grado, aveva ritenuto fondata la rettifica della dichiarazione per l’anno d’imposta 2003 in relazione a costi non deducibili, assumendo, con un unico motivo, omessa ed insufficiente motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio, per l’omessa indicazione delle ragioni per cui sono state disattese le eccezioni del contribuente;

– il ricorso va dichiarato inammissibile per tardività;

– il ricorrente, invero, deduce l’avvenuta sospensione dei termini di impugnazione “in pendenza di giudizio di revocazione, deciso con sentenza n. 245/15/09, depositata il 09/11/2009”, ma trascura di considerare che, ai sensi dell’art. 398 c.p.c., comma 4, la mera presentazione del ricorso per revocazione non determina automaticamente la sospensione dei termini per la proposizione del ricorso per cassazione ma richiede una apposita pronuncia da parte del giudice davanti al quale è stata proposta la domanda e che, inoltre, ove il provvedimento sia stato concesso, egli “ha l’onere, a pena di inammissibilità, di indicare e provare, mediante produzione di idonea documentazione a norma dell’art. 372 c.p.c., l’istanza di sospensione del termine, il provvedimento del giudice della revocazione che concede la sospensione e la comunicazione della sentenza che abbia pronunciato sulla revocazione, nonchè le relative date dei suddetti atti, al fine di consentire alla Corte di legittimità di verificare la tempestività dell’impugnazione” (v. Cass. n. 7624 del 2015; v. anche Cass. n. 12701 del 2014);

– nella specie, il ricorrente si limita a dedurre l’avvenuta presentazione del ricorso per revocazione, senza indicare, nè tantomeno documentare, se sia stato emesso, e in quale data, un provvedimento di sospensione;

– il ricorso va pertanto dichiarato inammissibile; nulla per le spese attesa la mancata costituzione dell’Agenzia delle entrate.

PQM

 

La Corte dichiara inammissibile il ricorso; nulla per le spese.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 22 maggio 2017.

Depositato in Cancelleria il 28 giugno 2017

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