Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16091 del 09/06/2021

Cassazione civile sez. VI, 09/06/2021, (ud. 08/04/2021, dep. 09/06/2021), n.16091

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DORONZO Adriana – Presidente –

Dott. PATTI Adriano Piergiovanni – rel. Consigliere –

Dott. DI PAOLANTONIO Annalisa – Consigliere –

Dott. PONTERIO Carla – Consigliere –

Dott. BELLE’ Roberto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 65-2020 proposto da:

M.A., elettivamente domiciliato in ROMA PIAZZA CAVOUR

presso la CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentato e

difeso dagli avvocati ERMANNO SPEDALIERE, LEOPOLDO SPEDALIERE,

LUCIANO SPEDALIERE;

– ricorrente –

contro

INPS – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, in persona del

legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso l’AVVOCATURA CENTRALE

DELL’ISTITUTO, rappresentato e difeso dagli avvocati MAURO

SFERRAZZA, MARIA PASSARELLI, VINCENZO TRIOLO, VINCENZO STUMPO;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 3895/2019 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,

depositata il 25/06/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata dell’08/04/2021 dal Consigliere Relatore Don. ADRIANO

PIERGIOVANNI PATTI.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. con sentenza 25 giugno 2019, la Corte d’appello di Napoli rigettava la domanda di M.A., ammesso integralmente per il credito di T.f.r. allo stato passivo della l.c.a. della Cooperativa Portabagagli delle Stazioni FF.SS. di (OMISSIS), di pagamento dal Fondo di garanzia dell’Inps anche per il T.f.r. maturato prima del luglio 1997;

2. preliminarmente rilevato come in tale periodo, anteriore all’estensione con la L. n. 196 del 1997 della disciplina in materia di fondo di garanzia per il T.f.r. ai soci lavoratori di cooperativa, di solo riconoscimento della garanzia di tale credito nei limiti in cui reso operativo in favore dei soci nella loro autonomia contrattuale e pertanto basato sulla contribuzione volontaria, la Corte territoriale escludeva la prova, a carico del lavoratore, di tale corresponsione contributiva, non operando il principio di automaticità delle prestazioni previdenziali, conseguente al versamento contributivo obbligatorio;

3. con atto notificato il (OMISSIS), il socio lavoratore ricorreva per cassazione con due motivi, cui l’Inps resisteva con controricorso e memoria ai

sensi dell’art. 380bis c.p.c..

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. il ricorrente deduce erronea interpretazione e falsa applicazione degli artt. 2697 e 2729 c.c., per attribuzione dell’onere probatorio al lavoratore, nell’impossibilità di accedere ai documenti (in particolare: fogli paga, mod. O1/M) pretesi dall’Inps, pure in costanza di accantonamento del T.f.r. dalla cooperativa (primo motivo);

2. esso è manifestamente infondato;

3. in tema di intervento del Fondo di garanzia dell’Inps per il pagamento del trattamento di fine rapporto in favore di soci lavoratori di cooperative in situazione di insolvenza, la L. n. 196 del 1997, art. 24 – che ha esteso l’intervento del Fondo a tali lavoratori – è applicabile retroattivamente, in funzione di tutela previdenziale dei soci lavoratori, a condizione che siano stati pagati i contributi previdenziali per il periodo precedente all’entrata in vigore della disposizione, attesa la ratio della norma transitoria, che riconosce rilevanza all’assicurazione volontariamente e irretrattabilmente istituita dalle cooperative, e la finalità dell’intervento normativo, consistente nel riconoscimento della garanzia del credito per TFR nei limiti in cui sia stato reso operativo in favore dei soci dall’autonomia contrattuale, a seguito di conforme previsione statutaria o assembleare o di comportamenti concludenti, quali in particolare il versamento della prescritta contribuzione (Cass. 11 giugno 2010, n. 14076; Cass. 10 maggio 2016, n. 9479; Cass. 16 gennaio 2017, n. 862);

3.1. in base ai consolidati principi valevoli in materia di ripartizione degli oneri di allegazione e prova del rapporto obbligatorio (Cass. s.u. 30 ottobre 2001, n. 13533; Cass. 12 febbraio 2010, n. 3373; Cass. 20 gennaio 2015, n. 826), la prova dei fatti costitutivi di una pretesa anche di natura previdenziale incombe sul creditore che agisce, mentre il debitore convenuto è gravato dell’onere della prova del fatto estintivo dell’altrui pretesa, costituito dall’avvenuto adempimento (Cass. 3 ottobre 2017, n. 23057; Cass. 4 settembre 2018, n. 21640);

nel caso in esame, non vi è dubbio che tra i fatti costitutivi dell’obbligazione gravante sul Fondo di garanzia vi è l’avvenuto pagamento dei contributi previdenziali per il periodo precedente all’entrata in vigore della L. n. 196 del 1997, con la conseguenza che incombe all’odierno ricorrente fornire la dimostrazione di tale pagamento;

nè può operare il criterio di vicinanza della prova, quale mezzo di definizione della regola finale di giudizio di cui all’art. 2697 c.c., ben avendo l’interessato la possibilità, secondo le regole di diritto di accesso agli atti della P.A. o eventualmente, sulla base degli strumenti processuali a tal fine predisposti dall’ordinamento, di acquisire la documentazione necessaria a suffragare le proprie ragioni (Cass. 24 giugno 2020, n. 12490);

4. il ricorrente deduce poi omessa valutazione e decisione sull’argomentazione di palese erroneità della trattenuta, in quanto sproporzionata (secondo motivo);

5. esso è inammissibile;

6. la sua formulazione è assolutamente inidonea, ben oltre la pur non necessaria adozione di formule sacramentali o esatta indicazione numerica di una delle cinque ragioni di impugnazione tassativamente previste dall’art. 360 c.p.c., comma 1, non essendo il motivo specificamente articolato in modo immediatamente ed inequivocabilmente riconducibile ad alcuna di tali ipotesi (Cass. s.u. 24 luglio 2013, n. 17931; Cass. 7 novembre 2013, n. 25044; Cass. 20 settembre 2017, n. 21819; Cass. 7 maggio 2018, n. 10862);

7. pertanto il ricorso deve essere rigettato, con la regolazione delle spese del giudizio secondo il regime di soccombenza e raddoppio del contributo unificato, ove spettante nella ricorrenza dei presupposti processuali (Cass. s.u. 20 settembre 2019, n. 23535).

PQM

La Corte rigetta il ricorso e condanna il lavoratore alla rifusione, in favore del controricorrente, delle spese del giudizio, che liquida in Euro 200,00 per esborsi e Euro 3.500,00 per compensi professionali, oltre rimborso per spese generali 15% e accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Adunanza camerale, il 8 aprile 2021.

Depositato in Cancelleria il 9 giugno 2021

 

 

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