Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16089 del 28/06/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 28/06/2017, (ud. 06/04/2017, dep.28/06/2017),  n. 16089

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Presidente –

Dott. LOCATELLI Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. TRICOMI Laura – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. IANNELLO Emilio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 17489-2011 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore, MINISTERO

ECONOMIA FINANZE in persona del Ministro pro tempore, elettivamente

domiciliati in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA

GENERALE DELLO STATO, che li rappresenta e difende;

– ricorrenti –

contro

NICOLAUS HOTELS ITALIA SRL, elettivamente domiciliato in ROMA VIA

FRANCESCO CRISPI 36, presso lo studio dell’avvocato RICCARDO

LOMBARDI, rappresentato e difeso dall’avvocato FRANCESCO ROMANELLO

POMES;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 72/2010 della COMM. TRIB. REG. di BARI,

depositata il 13/05/2010;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

06/04/2017 dal Consigliere Dott. LOCATELLI GIUSEPPE.

Fatto

FATTI DI CAUSA

La Società Nicolaus Hotels italia srl acquistava dalla società Nicoltel spa un complesso alberghiero per il corrispettivo di Euro 25.300.000. Successivamente all’acquisto la società suddivideva il complessivo prezzo pagato in costo storico del terreno e del fabbricato, costo storico di impianti e macchinari, costo storico di determinati beni, deducendo le quote di ammortamento secondo le percentuali diversificate previste per ciascuna categoria di beni strumentali. L’Ufficio, a seguito di verifica, riteneva che l’intero importo versato doveva essere riferito al costo storico di terreni e fabbricati ammortizzabile al 3%, con conseguente inapplicabilità delle maggiori quote annuali di ammortamento previste per gli impianti ed altri beni. Pertanto emetteva avviso di accertamento con il quale, per l’anno di imposta 2004, accertava un maggior reddito imponibile derivante, per Euro 585.386, da quote di ammortamento dedotte in misura eccedente il limite spettante, in violazione del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 102.

Contro l’avviso di accertamento la società Nicolaus Hotels Italia srl proponeva ricorso alla Commissione tributaria provinciale di Bari che lo rigettava con sentenza n. 64 del 2008.

La società proponeva appello alla Commissione tributaria regionale che lo accoglieva con sentenza del 13.5.2010.

Contro la sentenza di appello l’Agenzia delle Entrate propone ricorso, con unico motivo, per violazione del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 102 e dell’art. 2967 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

La società resiste con controricorso, chiedendo di dichiarare inammissibile il ricorso.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Il ricorso è inammissibile. Il motivo di ricorso concretamente articolato dalla Agenzia delle Entrate non evidenzia alcuna violazione di legge contenuta nella sentenza impugnata, ma, prescindendo da ogni riferimento alla motivazione della sentenza impugnata, propone al giudice di legittimità di effettuare direttamente la valutazione in fatto in ordine alla ” arbitrarietà della ripartizione del prezzo di acquisto effettuato dalla Nicolaus Hotels Italia srl nei registro dei cespiti ammortizzabili ai fini del calcolo delle quote di ammortamento”.

Spese regolate come da dispositivo.

PQM

 

Dichiara inammissibile il ricorso. Condanna l’Agenzia delle Entrate al rimborso delle spese in favore della controricorrente, liquidate in euro cinquemila, oltre spese generali nella misura forfettaria del 15% ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 6 aprile 2017.

Depositato in Cancelleria il 28 giugno 2017

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