Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16072 del 09/06/2021

Cassazione civile sez. II, 09/06/2021, (ud. 14/01/2021, dep. 09/06/2021), n.16072

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – Presidente –

Dott. BELLINI Ubaldo – Consigliere –

Dott. ABETE Luigi – Consigliere –

Dott. CASADONTE Annamaria – rel. Consigliere –

Dott. BESSO MARCHEIS Chiara – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 26276/2019 proposto da:

T.J.R., rappresentato e difeso dall’avvocata Simona

Alessio, con studio in Torino via Collegno 44;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, (OMISSIS), ope legis domiciliato in Roma, Via

Dei Portoghesi 12, presso l’Avvocatura Generale dello Stato, che lo

rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso il decreto del Tribunale di Roma, depositato il 28/05/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

14/01/2021 dal Consigliere Dott. Annamaria Casadonte.

 

Fatto

RILEVATO

che:

– T.J.R., cittadino della Costa d’Avorio, ha impugnato per cassazione il decreto con cui il Tribunale di Roma ha respinto il ricorso proposto nei confronti del diniego della protezione internazionale e di quella umanitaria deciso dalla competente Commissione territoriale;

– assume il ricorrente di essere di religione cristiana mentre la sua famiglia è musulmana e di essersi convertito sin da piccolo a seguito della frequentazione con le persone con cui giocava a calcio; precisava che i suoi genitori non avevano accettato la sua conversion; era stato costretto a lasciare nell'(OMISSIS) il suo paese a seguito della morte per annegamento del fratello più grande perchè i genitori lo accusavano di stregoneria e dell’omicidio del fratello, chiedendo ad alcuni giovani del paese di picchiarlo; aggiungeva di essere stato effettivamente picchiato ed accusato di stregoneria fuggendo in Mali e poi in Libia dove era stato picchiato, arrestato, sottoposto ai lavori forzati riuscendo a fuggire imbarcandosi per l’Italia;

– il tribunale procedeva all’audizione del ricorrente ma concludeva ritenendo le motivazioni esposte non credibili contraddittorie e generiche;

– la cassazione del decreto impugnato è chiesta sulla base di un motivo cui resiste con controricorso l’intimato Ministero dell’interno.

Diritto

CONSIDERATO

che:

– con l’unico motivo il ricorrente denuncia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, l’omessa pronuncia in violazione dell’art. 112 c.p.c. e conseguente nullità del provvedimento impugnato, sui presupposti allegati per il riconoscimento delle varie forme di protezione internazionale;

– il motivo esamina congiuntamente tutte le distinte forme vagliate dal decreto impugnato ed è inammissibile perchè non indica quali specifici fatti allegati dal ricorrente non sarebbero stati considerati dal tribunale nell’esame delle domande di protezione internazionale;

– inoltre il ricorso appare privo delle indicazioni richieste dall’art. 366 c.p.c., n. 4, avuto riguardo ai presupposti normativi asseritamente non considerati dalla pronuncia impugnata (cfr. Cass. 28780/2020);

– il ricorso va pertanto dichiarato inammissibile;

– in applicazione del principio della soccombenza parte ricorrente va condannata alla rifusione delle spese di lite a favore del controricorrente nella misura indicata in dispositivo;

– ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso; condanna parte ricorrente alla rifusione delle spese di lite a favore della controricorrente che liquida in Euro 2100 oltre spese prenotate a debito.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Seconda Civile, il 14 gennaio 2021.

Depositato in Cancelleria il 9 giugno 2021

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA