Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16068 del 21/07/2011

Cassazione civile sez. trib., 21/07/2011, (ud. 07/06/2011, dep. 21/07/2011), n.16068

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – Presidente –

Dott. PERSICO Mariaida – Consigliere –

Dott. PARMEGGIANI Carlo – rel. Consigliere –

Dott. DIDOMENICO Vincenzo – Consigliere –

Dott. SAMBITO Maria Giovanna Concetta – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 20582/2009 proposto da:

COMUNE di GARBAGNATE MILANESE (OMISSIS), in persona del Sindaco

pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA SESTIO CALVINO

33, presso lo studio dell’avvocato CANNAS LUCIANA, che lo rappresenta

e difende, giusta procura speciale a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

M.A.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato

in ROMA, VIA BOEZIO 16, presso lo studio dell’avvocato IMPARATO

DARIO, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato MICHELE

MILANI, gisuta procura speciale a margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 24/2008 della COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE

di MILANO del 6/06/08, depositata il 17/06/2008;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

07/06/2011 dal Consigliere Relatore Dott. CARLO PARMEGGIANI;

udito l’Avvocato Imparato Dario, difensore del controricorrente che

si riporta agli scritti;

è presente il P.G. in persona del Dott. PIETRO GAETA che aderisce

alla relazione.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

Nella causa indicata in premessa è stata depositata in cancelleria la seguente relazione ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., comunicata al P.M. e notificata agli avvocati delle parti costituite:

“Il Comune di Garbagnate Milanese propone ricorso per cassazione, con due motivi, avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia n. 24/13/08 pronunciata in data 6-6-08, depositata in data 17-6-08, che in riforma della sentenza di primo grado della CTP di Milano, che aveva respinto il ricorso di M. A. avverso tre avvisi di accertamento e liquidazione del Comune di Garbagnate relativo ad ICI non versata per gli anni 2000, 2001, 2002, in relazione ad un terreno ritenuto edificabile, accoglieva l’appello del contribuente ed annullava l’avviso per difetto di motivazione.

Resiste il contribuente con controricorso con il quale sostiene la inammissibilità del ricorso e la infondatezza delle argomentazioni nel merito.

Con il primo motivo di ricorso l’Ufficio deduce violazione del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 2, comma 5, ed art. 11, comma 2 bis, e della L. n. 212 del 2000, art. 7, in quanto la Commissione aveva ritenuto difetto di motivazione nell’accertamento sostenendo che i dati contenuti nell’accertamento stesso non erano in sè sufficienti e quelli contenuti in un prospetto allegato all’atto ma in esso non menzionato non integravano tali mancanze. Ad avviso della Commissione l’atto di accertamento avrebbe dovuto contenere fin dall’origine tutti i dati su cui l’accertamento era fondato, ivi compreso il valore comparato alla zona territoriale, all’indice di edificabilità, alla destinazione d’uso consentita dallo strumento urbanistico, ai prezzi medi delle aree similari sul mercato di vendita.

Con il secondo motivo deduce vizio di motivazione in quanto la Commissione non aveva preso in considerazione la documentazione prodotta in giudizio dal Comune.

Il primo motivo è ammissibile, in quanto contrariamente all’assunto del contribuente il quesito di diritto, che necessariamente nella specie deve fare riferimento ad elementi motivazionali, è specifico e congruo rispetto alla normativa che si assume violata. Nel merito appare palesemente fondato. E’ giurisprudenza consolidata della Corte che il D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 11, comma 2 bis, disponendo che gli avvisi di liquidazione ed accertamento devono essere motivati in relazione ai presupposti di fatto ed alle ragioni giuridiche che li hanno determinati, non chiede adempimenti ulteriori rispetto alla elencazione dei dati necessari per fare comprendere al contribuente le ragioni dell’ente impositore (v. Cass. 5755/2005, Cass. 25511 del 2006, n. 14094 del 20109, n.. 22841 del 2010) Nella specie è incontestato che tali dati si ricavavano dall’accertamento integrato dall’allegato prospetto, in cui si definiva il terreno in contestazione, lo strumento urbanistico, il classamento e la valutazione dell’UTE, il tributo versato da contribuente e quello ritenuto congruo dal Comune.

Tali dati sono idonei a concretare una valida motivazione, essendo devoluta alla fase contenziosa ed alla relativa istruttoria la valutazione di merito della fondatezza della pretesa enunciata. Il secondo motivo rimane assorbito”.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che il Collegio, udita la parte comparsa, a seguito della discussione in Camera di consiglio, condivide i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione, e, pertanto, riaffermati i principi sopra richiamati, il ricorso deve essere accolto, la sentenza cassata,e, non ostandovi questioni di fatto, la causa può essere decisa nel merito, con reiezione del ricorso introduttivo del contribuente; che le spese del presente giudizio di legittimità seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo, laddove si ritiene di compensare le spese dei gradi di merito tra le parti.

PQM

La Corte accoglie il ricorso. Casa la sentenza impugnata e decidendo nel merito, respinge il ricorso introduttivo del contribuente.

Condanna il contribuente alle spese a favore del Comune, liquidate in Euro 2.500, di cui Euro 200 per esborsi, oltre spese generali ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 7 giugno 2011.

Depositato in Cancelleria il 21 luglio 2011

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