Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16043 del 21/07/2011

Cassazione civile sez. trib., 21/07/2011, (ud. 07/06/2011, dep. 21/07/2011), n.16043

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – Presidente –

Dott. PERSICO Mariaida – Consigliere –

Dott. PARMEGGIANI Carlo – rel. Consigliere –

Dott. DIDOMENICO Vincenzo – Consigliere –

Dott. SAMBITO Maria Giovanna Concetta – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 19795/2009 proposto da:

COMUNE DI ROMA (OMISSIS), in persona del Sindaco, elettivamente

domiciliato in ROMA, VIA DEL TEMPIO DI GIOVE 21, presso l’AVVOCATURA

COMUNALE, rappresentato e difeso dall’avvocato RAIMONDO Angela,

giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

TELECOM ITALIA SPA (OMISSIS), in persona del legale rappresentante

ed amministratore delegato, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

CRESCENZIO 91, presso lo studio dell’avvocato LUCISANO Claudio, che

la rappresenta e difende unitamente all’avvocato GARAVOGLIA MARIO,

giusta procura speciale a margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 17/2008 della COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE

di ROMA del 22/02/08, depositata il 25/06/2008;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

07/06/2011 dal Consigliere Relatore Dott. CARLO PARMEGGIANI;

udito l’Avvocato Lucisano Claudio, difensore della controricorrente

che si riporta agli scritti depositando nota d’udienza allegata;

è presente il P.G. in persona del Dott. PIETRO GAETA che condivide

la relazione.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

Nella causa indicata in premessa è stata depositata in cancelleria la seguente relazione ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., comunicata al P.M. e notificata agli avvocati delle parti costituite:

Il Comune di Roma propone ricorso per cassazione con due motivi avverso la sentenza n. 17/3/08 in data 22-2-08 depositata in data 25/6/08 che su appello del Comune modificava parzialmente la sentenza della CTP di Roma che accoglieva il ricorso della Telecom Italia s.p.a. e respingeva il gravame in ordine alla imposizione dell’ICI si alcuni immobili asserendo che anche nel caso che la rendita sia stata determinata con procedura DOCFA qualora la stessa non corrisponda a quella richiesta dal contribuente il provvedimento attributivo della rendita deve essere notificato.

Con il primo motivo la Agenzia sostiene la falsa applicazione della L. n. 342 del 2000, art. 74, comma 1, in quanto anteriormente al 1/1/2000 anche in caso di procedura DOCFA non sussisteva l’obbligo di notifica degli atti modificativi della rendita catastale, e con il secondo analoga violazione in quanto in ogni caso a seguito di procedura DOCFA non è necessaria la notificazione della rendita anche se la modifica apportata non sia conforme alla proposta del contribuente.

La Telecom s.p.a resiste con controricorso.

Il primo motivo è fondato. Premesso in fatto che è indicato in sentenza come dato incontestato che la rendita per gli immobili in questione è stata attribuita con procedura DOCFA prima del 1-1-2000, e che la contestazione sul punto fatta in controricorso anzichè con ricorso incidentale è inammissibile, è giurisprudenza consolidata della Corte che “in tema di I.C.I., gli atti attributivi o modificativi della rendita catastale, emessi anteriormente alla data del 1 gennaio 2000 (a partire dalla quale l’efficacia dei medesimi decorre dalla loro notificazione, ai sensi della L. 21 novembre 2000, n. 342, art. 74, comma 1), sono dotati di immediata operatività, anche in assenza di comunicazione o notificazione al contribuente, ferma restando la loro impugnabilità unitamente all’avviso di liquidazione dell’imposta” (Cass. n. 19066 del 2005; in senso conforme Cass. 1 dicembre 2004, n. 22571 Cass. 20 gennaio 2005, n. 1196 Cass. n. 20734 del 2006).

Infatti la L. n. 342 del 2000, art. 74, comma 2, non afferma il principio dell’efficacia dell’attribuzione della rendita dalla data di sua effettiva conoscenza anche per gli atti adottati entro il 31 dicembre 1999, ma si limita a stabilire che per tali atti, che abbiano comportato attribuzione o modificazione della rendita e siano stati recepiti in atti impositivi dell’amministrazione finanziaria o degli enti locali non divenuti definitivi, non sono dovuti sanzioni e interessi relativamente al periodo compreso tra la data dei provvedimento di attribuzione o di modificazione della rendita e quella di scadenza del termine per la presentazione del ricorso avverso detto provvedimento, prorogato ai sensi dello stesso comma H). Il secondo motivo è assorbito.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che il Collegio, a seguito della discussione in Camera di consiglio, condivide i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione;

che l’assunto del contribuente secondo cui dalla sentenza non si evincerebbe che la determinazione della rendita sia stata effettuata in periodo anteriore al 2000 è infondata, in quanto il dato risulta ivi non contestato, e nulla di obiettivamente contrastante si evince nelle note depositate:

che pertanto, riaffermati i principi sopra richiamati, il ricorso deve essere accolto, con cassazione della sentenza impugnata e rinvio per nuovo esame a diversa sezione della CTR del Lazio, che provvederà anche sulle spese di questa fase di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia anche per le spese, a diversa sezione della CTR del Lazio.

Così deciso in Roma, il 7 giugno 2011.

Depositato in Cancelleria il 21 luglio 2011

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