Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1604 del 23/01/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 1604 Anno 2018
Presidente: D’ASCOLA PASQUALE
Relatore: SCALISI ANTONINO

ORDINANZA
sul ricorso 27225-2016 proposto da:
RA -v(
clusTINA, elettivamente domiciliata in Rom_\, pl zz
DI MIA I ABI RF V N 20, presso lo studio dell’avvocato MAURO
VAGLIO, che la rappresenta e difende;

– ricorrente contro
ROMA GunTALE 02438750586, EQUITALIA SERVIZI PER LA
RISCOSSIONE SPA. 13756881002;

intimati

avverso la sentenza n. 10609/2016 del TRIBUN ALE di ROMA,
emessa il 23/05/2016;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 26/10/2017 dal Consigliere Dott. ANTONINO

Data pubblicazione: 23/01/2018

RG. 27225 del 2016 Ravot Cristina Roma Capitale

Il Collegio preso atto
che il Consigliere relatore dott. A. Scalisi ha proposto che la
controversia fosse trattata in Camera di Consiglio non partecipata
della Sesta Sezione Civile di questa Corte, ritenendo il ricorso
fondato perché la sentenza impugnata non ha correttamente

La proposta del relatore è stata notificata alle parti.
Letti gli atti del procedimento di cui in epigrafe, dal quale risulta
che la sig.ra Ravot Cristina proponeva appello avverso la sentenza
n. 41100/13 con la quale il Giudice di Pace di Roma aveva accolto
l’opposizione proposta dalla stessa Ravot avverso la cartella di
pagamento emessa per conto di Roma Capitale a seguito del
verbale di accertamento per violazione del Codice della Strada e
aveva compensato le spese del giudizio. Parte appellante chiedeva
la riforma della impugnata sentenza nella sola parte relativa alla
mancata condanna della parte soccombente alla rifusione delle
spese di lite. Si costituiva Roma Capitale che si rimetteva al Giudice
in merito al proposto gravame. Si costituiva, anche, Equitalia Sud
spa, chiedendo il rigetto del gravame e, comunque, che non
venissero poste a proprio carico le spese del giudizio, stante il
proprio difetto di legittimazione passiva.
Il Tribunale di Roma, pur escludendo la configurabilità della
soccombenza di Equitalia Sud spa, accoglieva l’impugnazione e, in
riforma del relativo capo, le spese di entrambi i gradi di lite
andavano poste interamente a carico di Roma Capital. Tuttavia,
compensava le spese del secondo grado del giudizio, posto che
Roma Capitale si era costituita al solo fine della regolarità del
contraddittorio.

1

applicato i principi in tema di liquidazione delle spese giudiziali.

RG. 27225 del 2016 Ravot Cristina Roma Capitale

La cassazione di questa sentenza è stata chiesta da Ravot Cristina
per due motivi. Roma Capitale e Equitalia Sud spa, in questa fase
non hanno svolto attività giudiziale.
Ragioni della decisione
1.= Ravot Cristina lamenta:

91,92,118 comma 2 disp. att., 132 comma 2 n. 4 cod. proc. civ.
11. Cost. in relazione all’art. 360 n. 3 cod. proc. civ. Secondo la
ricorrente, il Tribunale di Roma avrebbe, arbitrariamente,
compensato le spese di giudizio nonostante l’integrale accoglimento
dell’impugnazione proprio in punto di regolamentazione delle spese
del giudizio di primo grado, ritenendo che fosse giustificato motivo
per la compensazione la condotta processuale tenuta da Roma
Capitale, costituitasi al solo fine della regolarità del contraddittorio.
b) con il secondo motivo l’omesso esame di un fatto decisivo per
l’illegittima compensazione delle spese del grado di appello in
relazione all’art. 360 n. 5 cod. proc. civ. Secondo la ricorrente, le
osservazioni che il Giudice di merito avrebbe addotto a sostegno
della compensazione delle spese integrerebbe una vera e propria
omissione di motivazione. Fare riferimento, secondo la ricorrente,
senza alcuna ulteriore spiegazione alla circostanza che la condotta
processuale tenuta da Roma Capitale costituitasi al solo fine della
regolarità del contraddittorio costituisce giustificato motivo per
disporre la compensazione “significa in buona sostanza omettere la
motivazione.
1.1.= Entrambi i motivi, che per la loro innegabile connessione
vanno esaminati congiuntamente, sono fondati.
Costituisce principio generale dell’ordinamento processuale civile
quello secondo cui la parte soccombente deve rimborsare a quella
vittoriosa le spese processuali, ex art. 91 c.p.c., in applicazione del
2

a) con il primo motivo la violazione o falsa applicazione degli artt.

RG. 27225 del 2016 Ravot Cristina Roma Capitale

principio di causalità, per cui non è esente dal sopportare l’onere
I
delle spese di lite la parte che col suo comportamento abbia
provocato la necessità del processo. Tuttavia,01 sensi dell’art. 92
cod. proc. civ. (così come riformato dalla legge n. 263 del 2005,
applicabile ratione temporis) il giudice ha il potere di compensare le

indicate nella motivazione (cioè ragioni che proprio perché gravi ed
eccezionali giustificherebbero la deroga del principio generale) .
Ora, nella fattispecie in esame le stesse ragioni che hanno portato
all’accoglimento dell’appello dovevano condurre a liquidare anche le
spese di secondo grado (così come consapevolmente o no ha
affermato lo stesso Tribunale , pag. 4, le spese di entrambi i gradi
di lite vanno poste interamente a carico di Roma Capitale), posto
che la motivazione secondo cui la condotta processuale tenuta da
Roma Capitale

costituitasi al solo fine della regolarità del

contraddittorio, integrerebbe gli estremi di un giustificato motivo
per la

compensazione,

non

può

considerarsi

plausibile

nell’escludere gli estremi di una soccombenza.
In definitiva, il ricorso va accolto e non essendo necessari ulteriori
accertamenti in fatto si può decidere nel merito liquidando le spese
del giudizio di appello nonché le spese del presente giudizio di
cassazione, queste ultime vanno distratte a favore dell’avv. Mauro
Vaglio dichiaratosi antistatario.
PQM
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e
decidendo nel merito liquida a favore del ricorrente a carico della
parte soccombente: a) per spese del giudizio di appello, la somma
di C. 650,00 oltre accessori come per legge, e b) per le spese del
presente giudizio di cassazione, la somma di C. 500,00 di cui C.
100,00 per esborsi, oltre spese generali pari al 15% dei compensi,
3

spese qualora sussistono gravi ed eccezionali ragioni esplicitamente

RG. 27225 del 2016 Ravot Cristina Roma Capitale

ed accessori come per legge, con distrazione a favore dell’avv.
Mauro Vaglio che si è dichiarato antistatario
Così deciso nella Camera di Consiglio della sottosezione Seconda
della Sesta Sezione Civile della Corte di Cassazione il 26 ottobre
2017

Il Presidente

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