Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16007 del 27/06/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 27/06/2017, (ud. 10/03/2017, dep.27/06/2017),  n. 16007

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PETITTI Stefano – Presidente –

Dott. PICARONI Elisa – rel. Consigliere –

Dott. FALASCHI Milena – Consigliere –

Dott. SCALISI Antonino – Consigliere –

Dott. SCARPA Antonio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 29382/2015 proposto da:

B.M., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE LIEGI N.

32, presso lo studio dell’avvocato MARCELLO CLARICH, rappresentato e

difeso dall’avvocato FRANCESCO LONGO;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI SACILE, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA BALDUINA,

289, presso lo studio dell’avvocato ANDREA GARGANI, rappresentato e

difeso dall’avvocato FRANCESCO RIBETTI;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 847/2014 del TRIBUNALE di PORDENONE,

depositata il 28/10/2015;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 10/03/2017 dal Consigliere Dott. ELISA PICARONI.

Fatto

RAGIONI IN FATTO E IN DIRITTO DELLA DECISIONE

1. Il Tribunale di Pordenone, con sentenza depositata il 28 ottobre 2014, ha rigettato l’appello proposto da B.M. avverso la sentenza del Giudice di pace di Pordenone n. 93 del 2010, e nei confronti del Comune di Sacile.

2. Per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso B.M. affidato a sette motivi. Resiste con controricorso il Comune di Sacile, che ha depositato memoria.

3. Il relatore ha formulato proposta di decisione, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., nel senso della inammissibilità del ricorso per tardività.

La sentenza impugnata è stata depositata il 28 ottobre 2014, e quindi il termine lungo complessivo era di un anno con l’aggiunta del periodo di sospensione feriale, ridotto a 31 giorni dal D.L. n. 132 del 2014, art. 16, comma 1, con effetto dal 1 gennaio 2015 (il termine per impugnare scadeva oltre la prima sospensione feriale successiva all’entrata in vigore della novella).

4. In prossimità della data fissata per la Camera di consiglio non partecipata, il ricorrente ha fatto pervenire rituale atto di rinuncia al ricorso ai sensi dell’art. 390 c.p.c., sottoscritto dal solo difensore, munito del relativo potere come da procura a margine del ricorso, corredato della notifica alla controparte a mezzo pec.

3. Ricorrono i presupposti per la declaratoria di estinzione del giudizio di legittimità e, ai sensi dell’art. 391 c.p.c., l’onere delle spese rimane a carico del ricorrente stante la mancata adesione della controparte.

PQM

 

La Corte dichiara l’estinzione del giudizio e condanna il ricorrente alle spese del presente giudizio, che liquida in complessivi Euro 1.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali e accessori di legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile – 2, il 10 marzo 2017.

Depositato in Cancelleria il 27 giugno 2017

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