Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1596 del 23/01/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 1596 Anno 2018
Presidente: IACOBELLIS MARCELLO
Relatore: MOCCI MAURO

ORDINANZA

sul ricorso 28775-2016 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE C.F. 06363391001, in persona del
Direttore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che la rappresenta e difende ope legis;
– ricorrente contro

BRESCI MIRNA, elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA
CAVOUR, presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentata e
difesa dall’avvocato PAOLA BECONI;
– controricorrente –

avverso la sentenza n. 78429//2016 della COMISSIONE
TRIBUTARIA REGIONALE della TOSCANA, depositata il
02/05/2016;

Data pubblicazione: 23/01/2018


udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio
non partecipata del 20/12/2017 dal Consigliere Dott. MAURO
MOCCI.
Rilevato:
che la Corte, costituito il contraddittorio camerale sulla

con motivazione semplificata;
che l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei
confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale
della Toscana che aveva respinto il suo appello contro la
decisione della Commissione tributaria provinciale di Prato.
Quest’ultima aveva accolto l’impugnazione di Mirna Bresci
contro un avviso di accertamento IRPEF, per l’anno 2007;
Considerato:
che il ricorso è affidato ad un unico motivo, col quale, ai sensi
dell’art. 360 n. 3 c.p.c., si invoca violazione e falsa applicazione
degli artt. 2729 e 39 comma

10 lett. d DPR n. 600/1973,

giacché la CTR – nonostante l’Ufficio avesse illustrato l’insieme
degli elementi indiziari posti a fondamento della
rideterminazione dell’imponibile – si sarebbe esclusivamente
concentrata sulla divergenza fra corrispettivo indicato nel
preliminare e quello recato dal definitivo;
che l’intimata ha resistito con controricorso;
che il motivo è fondato;
che al fine di valutare la corretta applicazione dell’art. 2729
c.c., occorre verificare se il giudice di merito abbia valutato i
requisiti della gravità, della precisione e della concordanza
degli elementi offerti in giudizio, posto che la scorretta
valutazione di essi, in quanto operata senza il rispetto dei
criteri di legge, non integra un giudizio di fatto, ma una vera e
propria valutazione in diritto soggetta al controllo di legittimità,
Ric. 2016 n. 28775 sez. MT – ud. 20-12-2017
-2-

relazione prevista dall’art. 380 bis c.p.c. delibera di procedere

anche in esito alla modifica dell’art. 360 n. 5 cod. proc. civ.
(Cass. n. 5157/2016; Cass. n. 9760 del 2015 e n.19894 del
2005; Cass. SU., n.8054 del 2014);
che, nella specie il giudice d’appello non ha tanto tralasciato
l’enunciazione degli elementi di fatto (quali indicati e descritti

valenza complessiva;
che, pertanto, in accoglimento del ricorso, la sentenza
impugnata va cassata con rinvio alla C.T.R. della Toscana, in
diversa composizione, che provvederà altresì alla liquidazione
delle spese del presente giudizio di legittimità.
PQM
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e
rinvia alla Commissione Tributaria Regionale della Toscana in
diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle
spese del presente giudizio di legittimità.
Così deciso in Roma il 20 dicembre 2017
Il Pres dente
Dr. Marcello acobellis

dalla ricorrente), quanto ha omesso di considerarli nella loro

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