Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1595 del 23/01/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 1595 Anno 2018
Presidente: IACOBELLIS MARCELLO
Relatore: MOCCI MAURO

ORDINANZA

sul ricorso 24777-2016 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE C.F. 06363391001, in persona del
Direttore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che la rappresenta e difende ope legis;
– ricorrente contro

B&C DI CHIARAMELLO GIANLUCA G & C SNC, elettivamente
domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la CORTE DI
CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall’avvocato GUALTIERO
COSTA;
– controricorrente –

avverso la sentenza n. 410/26/2016 della COMMISSIONE
TRIBUTARIA REGIONALE del PIEMONTE, depositata il
23/03/2016;

Data pubblicazione: 23/01/2018

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio
non partecipata del 20/12/2017 dal Consigliere Dott. MAURO
MOCCI.
Rilevato:
che la Corte, costituito il contraddittorio camerale sulla

con motivazione semplificata;
che l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei
confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale
del Piemonte che aveva respinto il suo appello contro la
decisione della Commissione tributaria provinciale di Torino.
Quest’ultima aveva accolto l’impugnazione della B&C s.n.c.
contro una cartella di pagamento IVA, per l’anno 2008;
Considerato:
che il ricorso è affidato a due motivi;
che, col primo rilievo, si denuncia violazione e falsa
applicazione dell’art.54 bis DPR n. 633/72, in relazione all’art.
360 n. 3 c.p.c.: la CTR avrebbe erroneamente trascurato che il
potere dell’Ufficio di rettificare la dichiarazione dei redditi
avrebbe potuto essere esercitato anche attraverso controlli
automatizzati, non avendo la contribuente presentato la
dichiarazione dei redditi per l’anno 2007;
che, con la successiva doglianza, ai sensi dell’art. 360 n. 3
c.p.c., si invoca violazione e falsa applicazione degli artt. 112
c.p.c. e 2697 c.c., avendo il giudice d’appello omesso di
pronunziarsi sul quarto motivo di appello, concernente la
violazione dell’art. 2697 c.c.;
che l’intimata ha resistito con controricorso;
che il primo motivo è fondato;
che, infatti, in caso di omessa presentazione della dichiarazione
annuale IVA, è consentita l’iscrizione a ruolo dell’imposta
Ric. 2016 n. 24777 sez. MT – ud. 20-12-2017
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relazione prevista dall’art. 380 bis c.p.c. delibera di procedere

detratta e la consequenziale emissione di cartella di
pagamento, potendo il fisco operare, con procedure
automatizzate, un controllo formale che non tocchi la posizione
sostanziale della parte contribuente e sia scevro da profili
valutativi e/o estimativi nonché da atti di indagine diversi dal

sensi degli artt. 54-bis e 60 del d.P.R. n. 633 del 1972, fatta
salva, nel successivo giudizio di impugnazione della cartella,
l’eventuale dimostrazione, a cura del contribuente, che la
deduzione d’imposta, eseguita entro il termine previsto per la
presentazione della dichiarazione relativa al secondo anno
successivo a quello in cui il diritto è sorto, riguardi acquisti fatti
da un soggetto passivo d’imposta, assoggettati ad IVA e
finalizzati ad operazioni imponibili (Sez. U, n. 17758 del
08/09/2016; Sez. 6-5, n. 4360 del 20/02/2017);
che il secondo motivo resta assorbito;
che, pertanto, in accoglimento del ricorso la sentenza va
cassata ed il giudizio rinviato alla CTR Piemonte, in diversa
composizione, affinché si attenga agli enunciati principi e si
pronunzi anche con riguardo alle spese del giudizio di
cassazione.
P.Q.M.

La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il
secondo, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla
Commissione Regionale del Piemonte, in diversa composizione,
cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di
legittimità.
Così deciso in Roma il 20 dicembre 2017
Il Presi ente
Dr. MarceIk tacobellis

Ric. 2016 n. 24777 sez. MT – ud. 20-12-2017
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mero raffronto con dati ed elementi dell’anagrafe tributaria, ai

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