Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15942 del 06/07/2010

Cassazione civile sez. trib., 06/07/2010, (ud. 26/05/2010, dep. 06/07/2010), n.15942

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MERONE Antonio – Presidente –

Dott. CARLEO Giovanni – Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – Consigliere –

Dott. BERTUZZI Mario – rel. est. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

O.V., residente in (OMISSIS), rappresentato e difeso per

procura a margine del ricorso dall’Avvocato Siracusa Giuseppina,

elettivamente domiciliato presso il suo studio in Barcellona Pozzo di

Gotto, via Ten. Genovese n. 26;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate, in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso

cui domicilia in Roma, via dei Portoghesi n. 12;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 148/2/07 della Commissione tributaria

regionale della Sicilia, Sezione distaccata di Messina, depositata il

31 dicembre 2007;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

26 maggio 2010 dal consigliere relatore dott. Mario Bertuzzi;

E’ presente l’avv. SIRACUSA Giuseppina;

e’ presente il Procuratore Generale in persona del dott. FEDELI

Massimo.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

Il Collegio:

letto il ricorso proposto da O.V. per la cassazione della sentenza n. 148/2/07 del 31.12.2007 della Commissione regionale della Sicilia, Sezione distaccata di Messina, che, in riforma della pronuncia di primo grado, aveva in parte accolto il suo ricorso per l’annullamento dell’avviso di accertamento con cui l’Ufficio, a seguito della rideterminazione del reddito della s.a.s. Arredamenti Otera di Otera Vincenzo & C, aveva elevato il suo reddito da partecipazione alla suddetta societa’ per l’anno 1996, reputando il giudice di secondo grado che il reddito dovesse essere determinato nella misura di quello dichiarato dalla societa’ a seguito di procedura di condono; letto il controricorso dell’Agenzia delle Entrate;

vista la relazione redatta ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c. dal consigliere delegato dott. Mario Bertuzzi, che ha concluso per la cassazione della sentenza di primo e di secondo grado e la rimessione della causa dinanzi alla Commissione tributaria provinciale osservando che:

– “nel caso di specie, in via preliminare ed assorbente rispetto all’esame del ricorso, occorre dichiarare la nullita’ dell’intero processo per violazione del principio dell’integrita’ del contraddittorio, tenuto conto che, secondo l’orientamento fatto proprio dalle Sezioni unite di questa corte con la decisione n. 14815 del 4 giugno 2008, il ricorso proposto da uno dei soci o dalla societa’ di persone, anche avverso un solo avviso di rettifica, riguarda inscindibilmente la posizione della societa’ e quella di tutti i soci (salvo che l’impugnativa prospetti questioni personali), con l’effetto che tutti questi soggetti devono essere parte nello stesso processo, e la controversia non puo’ essere decisa limitatamente ad alcuni soltanto di essi (D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 14, comma 1), sicche’, trattandosi di fattispecie di litisconsorzio necessario originario, il giudizio celebrato senza la partecipazione di tutti i litisconsorti e’ nullo per violazione del principio del contraddittorio di cui all’art. 101 c.p.c. e art. 111 Cost., comma 2, e la nullita’ puo’ e deve essere rilevata in ogni stato e grado del procedimento, anche di ufficio, con conseguente rimessione della controversia avanti al giudice di primo grado”;

rilevato che la relazione e’ stata regolarmente comunicata al Procuratore Generale, che non ha svolto controsservazioni, e notificata alle parti e che la parte ricorrente ha depositato memoria;

ritenuto che le argomentazioni e la conclusione della relazione meritano di essere interamente condivise, apparendo rispondenti sia a quanto risulta dall’esame degli atti di causa, che al prevalente orientamento della giurisprudenza di questa Corte, secondo cui la sussistenza del litisconsorzio necessario nell’ipotesi di rettifica del reddito da partecipazione del socio ad una societa’ di persone, stante l’unitarieta’ dell’accertamento previsto dall’ari, D.P.R. n. 917 del 1986, art. 5 permane anche nel caso in cui la societa’ abbia definito ogni controversia mediante la procedura di accertamento con adesione, se il socio non intenda conformarsi ad esso (Cass. n. 12318 del 2000: Cass. n. 13224 del 2009; Cass. n. 3576 del 2010);

che, pertanto, vanno cassate entrambe le sentenze di merito e la causa va rimessa dinanzi al giudice di primo grado affinche’, adempiuti i necessari adempimenti per assicurare l’integrita’ del contraddittorio, pronunci sul merito del ricorso introduttivo;

che le ragioni della decisione integrano giusti motivi di compensazione delle spese dell’intero giudizio.

P.Q.M.

pronunciando sul ricorso, cassa la sentenza di secondo grado e quella di primo grado e rinvia la causa alla Commissione tributaria provinciale di Messina. Compensa tra le parti le spese dell’intero giudizio.

Cosi’ deciso in Roma, il 26 maggio 2010.

Depositato in Cancelleria il 6 luglio 2010

 

 

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