Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1594 del 20/01/2017


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Cassazione civile, sez. II, 20/01/2017, (ud. 29/09/2016, dep.20/01/2017),  n. 1594

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PETITTI Stefano – Presidente –

Dott. GIUSTI Alberto – rel. Consigliere –

Dott. COSENTINO Antonello – Consigliere –

Dott. FALASCHI Milena – Consigliere –

Dott. SCARPA Antonio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso proposto da:

Avv. P.A., rappresentato e difeso da se stesso, con

domicilio eletto nello studio dell’Avv. Stefania Casanova in Roma,

via Pompeo Trogo, n. 21;

– ricorrente –

contro

UNIPOL Assicurazioni s.p.a., già Aurora Assicurazioni s.p.a., in

persona del legale rappresentante pro tempore;

– intimata –

avverso la sentenza del Tribunale di Napoli, sezione distaccata di

Marano di Napoli, in data 23 novembre 2011;

Udita la relazione della causa svolta nell’udienza pubblica del 29

settembre 2016 dal Consigliere relatore Dott. Alberto Giusti;

udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore

Generale dott. SERVELLO Gianfranco, che ha concluso per

l’inammissibilità del ricorso.

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. – L’avv. P.A. conveniva in giudizio, dinanzi al Giudice di pace di Marano di Napoli, la società Meie Aurora Assicurazioni s.p.a. al fine di sentirla condannare al pagamento della somma di Euro 2.233,17 a titolo di corrispettivo professionale così come da progetto di fattura inviato alla convenuta in virtù di sentenza di condanna al pagamento delle spese del giudizio di appello emesse dalla Corte d’appello di Napoli nel giudizio instaurato da P.A. contro la soc. Meie Assicurazioni, oltre al risarcimento del danno.

Si costituiva la società convenuta, deducendo l’infondatezza della domanda per avere essa corrisposto all’istante creditore l’importo come richiesto tramite assegno bancario, la cui copia depositava in atti.

Istruito il giudizio attraverso la produzione di documenti, il Giudice di pace, con sentenza n. 1110/2004, ritenendo provato l’avvenuto pagamento, rigettava la domanda, condannando, altresì, l’attore al risarcimento dei danni per lite temeraria ex art. 96 c.p.c., pari ad Euro 200, oltre interessi, nonchè al pagamento delle spese processuali.

2. – Il Tribunale di Napoli, con sentenza resa pubblica mediante deposito in cancelleria il 23 novembre 2011, ha escluso qualsiasi obbligo risarcitorio in capo all’avv. P. ex art. 96 c.p.c. in favore della Aurora Ass.ni s.p.a. sia per il giudizio di primo grado che per il giudizio di impugnazione, ed ha confermato per la parte rimanente la sentenza del Giudice di pace, condannando l’appellante avv. P. al pagamento delle spese processuali per il secondo grado, in favore della Aurora Ass.ni s.p.a., liquidate in Euro 2.541, di cui Euro 1.950 per onorari ed Euro 591 per diritti.

3. – Per la cassazione della sentenza del Tribunale l’avv. P. ha proposto ricorso, con atto avviato alla notifica il 4 gennaio 2013, sulla base di un motivo.

L’intimata non ha svolto attività difensiva in questa sede.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. – E’ fondata l’eccezione di inammissibilità del ricorso sollevata dal pubblico ministero.

Difatti, il ricorso per cassazione è stato avviato alla notifica a mezzo del servizio postale, ma il ricorrente non ha prodotto l’avviso di ricevimento e l’intimata non ha svolto attività difensiva.

Va ribadito che la produzione dell’avviso di ricevimento del piego raccomandato contenente la copia del ricorso per cassazione spedita per la notificazione a mezzo del servizio postale è richiesta dalla legge esclusivamente in funzione della prova dell’avvenuto perfezionamento del procedimento notificatorio e, dunque, dell’avvenuta instaurazione del contraddittorio; ne consegue che l’avviso non allegato al ricorso e non depositato successivamente può essere prodotto fino all’udienza di discussione di cui all’art. 379 c.p.c., ma prima che abbia inizio la relazione prevista dal primo comma della citata disposizione, anche se non notificato mediante elenco alle altre parti ai sensi dell’art. 372 c.p.c., comma 2; in caso, però, di mancata produzione dell’avviso di ricevimento, ed in assenza di attività difensiva da parte dell’intimato, il ricorso per cassazione è inammissibile (Cass., Sez. Un., 14 gennaio 2008, n. 627).

2. – Non vi è luogo a pronuncia sulle spese, non avendo l’intimata svolto attività difensiva in questa sede.

PQM

La Corte dichiara il ricorso inammissibile.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sezione Seconda civile, il 29 settembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 20 gennaio 2017

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