Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1592 del 23/01/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 1592 Anno 2018
Presidente: IACOBELLIS MARCELLO
Relatore: LA TORRE MARIA ENZA

ORDINANZA
sul ricorso 22809-2016 proposto da:
RISCOSSIONE SICILIA SPA AGINTE RISCOSSIONE
PROVINCIA AGRIGENTO, in persona del Direttore Generale pro
tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, CORSO D’ITALIA
102, presso lo studio dell’avvocato GIOVANNI PASQUALE
MOSCA, rappresentata e difesa dall’avvocato SALVATORE
CLCCHIARA;

– ricorrente contro
LUPO GIOVANNI, elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA
CAVOUR, presso la

cown.

DI CASSAZIONE, rappresentato e

difeso dall’avvocato FRANCESCO) SCARDACI DI GRAZIA;

– contron.corrente –

Data pubblicazione: 23/01/2018

avverso la sentenza n. 869/30/2016 della COMMISSIONE
TRIBUTARIA REGIONALE della Sicilia (sez. di PALERMO),
depositata il 08/03/2016;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 29/11/2017 dal Consigliere Dott. MARIA ENZA LA

Ritenuto in fatto
Nella controversia concernente l’impugnazione da parte di Giovanni
Lupo di ruoli e delle relative cartelle di pagamento, la Commissione
tributaria regionale della Sicilia, con la sentenza indicata in epigrafe,
dichiarava inammissibile l’appello incidentale proposto dal
Concessionario avverso la prima decisione (solo parzialmente
favorevole al contribuente), dichiarava il proprio difetto di
giurisdizione relativamente alle iscrizioni a ruolo non aventi natura
tributaria e, per il resto, in accoglimento dell’appello principale del
contribuente, annullava tutte le cartelle, in quanto le raccomandate
informative erano state spedite a mezzo di posta privata.
_Nvverso l’indicata sentenza Riscossione Sicilia s.p.a. propone ricorso
per cassazione affidato ad unico motivo.
Il contribuente resiste con controricorso.
Considerato in diritto
1. Con l’unico motivo – prospettante cumulativamente violazione di
legge ed omesso esame di un fatto decisivo — la ricorrente deduce
l’errore perpetrato dal Giudice d’appello il quale, nel dichiarare nulle
le impugnate cartelle non si sarebbe accorto che la notifica era stata
effettuata avvalendosi del servizio di posta universale Poste italiane
s.p.a., censura la sentenza per avere la CTR ritenuto che nel caso in
esame fosse applicabile l’art. 140 c.p.c., mentre dagli atti di causa

Ric. 2016 n. 22809 sez. MT – ud. 29-11-2017
-2-

TORRI

emergeva, come accertato dal messo notificatore, che la società era
irreperibile presso la sede legale.
g.

Rigettate siccome palesemente infondate le eccezioni di
inammissibilità del ricorso sollevate dal contro ricorrente, la censura
è fondata alla luce dei principi reiteratamente affermati da questa

tema di notificazione a mezzo posta, la riserva in via esclusiva
prevista dall’art. 4, comma 5, del d.lgs. n. 261 del 1999, a favore
de/fornitore del servizio universale, volta a garantire l’attestazione
fidefacente della puntualità e regolarità degli adempimenti, è
rispettata allorquando il plico, inizialmente affidato ad un’agenzia
postale privata, sia da quest’ultima veicolato all’Ente Poste, il quale
provveda all’integrale esecuzione della procedura ed in particolare
alla consegna, con attestazione, sulla cartolina di ricevimento, della
relativa data, sicché la notifica non può considerarsi inesistente o
omessa».
3. Il ricorso va conseguentemente accolto e la sentenza cassata con
rinvio alla CTR della Sicilia, che provvederà anche sulle spese del
giudizio.

P.Q.M.
.‘ccoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le
spese, alla CTR della Sicilia, in diversa composizione.
Roma, 29/11/2017
Il Presiti, ente

Corte (cfr. Cass. N. 15347/2015; 13076/2016), secondo cui «In

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