Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15903 del 06/07/2010

Cassazione civile sez. trib., 06/07/2010, (ud. 26/05/2010, dep. 06/07/2010), n.15903

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MERONE Antonio – Presidente –

Dott. CARLEO Giovanni – rel. Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – Consigliere –

Dott. GRECO Antonio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

M.A.F., elettivamente dom.to in Roma, Viale

delle Milizie 9, presso lo studio dell’avv. D’ACUNTI Carlo Maria e

dell’avv. Antonella Mastrocola, che lo rappresentano e difendono

giusta mandato speciale a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate, in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato presso i

cui uffici è domiciliata in Roma, Via dei Portoghesi 12;

– controricorrente –

MINISTERO ECONOMIA E FINANZE;

– intimato –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio

n. 388/1/07, depositata il 13.12.2007;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

dal Consigliere Dott. Giovanni Carleo;

Lette le conclusioni scritte dell’Avvocatura Generale dello Stato per

conto dell’Agenzia delle Entrate, della difesa del e le successive

memorie scritte depositate da entrambe le parti;

Uditi il P.G. in persona del Dr. Massimo Fedeli.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

Ritenuto che il contribuente ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio n. 388/1/07, depositata il 13.12.2007, con la quale è stato in parte accolto l’appello dell’Ufficio e dichiarato inammissibile l’appello incidentale del contribuente avverso la sentenza di primo grado della CTP di Roma con cui era stato parzialmente accolto il ricorso del contribuente avverso l’avviso di rettifica e liquidazione di maggiore imposta notificato al contribuente come erede di M.F.;

ritenuto che l’Agenzia delle entrate si è costituita con controricorso;

ritenuto che il ricorrente ha lamentato con la prima doglianza la violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 54, comma 2, per aver la CTR dichiarato inammissibile l’appello incidentale proposto dal contribuente, con cui quest’ultimo aveva lamentato l’erroneità della sentenza di primo grado ed aveva chiesto che il giudice d’appello dichiarasse la nullità dell’avviso di accertamento per carenza di motivazione; ritenuto che l’art. 54 sopra citato, che regola l’appello incidentale, si limita a stabilire che esso deve essere presentato nei modi e nei termini previsti per le controdeduzioni che vengono depositate presso la Commissione Regionale entro sessanta giorni dalla notifica dell’appello principale; ritenuto che, pertanto, solo l’appello proposto per primo (appello principale) deve essere notificato alle altre parti per poi essere depositato presso la Commissione competente nei trenta giorni successivi mentre l’appello proposto successivamente (appello incidentale) deve essere depositato direttamente presso la Commissione competente nei sessanta giorni successivi alla notifica dell’appello principale; ritenuto che l’art. 54 esige solo che l’appello incidentale sia depositato,come appunto avvenuto nel caso, escludendo che debba invece venire notificato alla controparte, (cfr. Cass. n. 22023/06, n. 8785/08, n. 15009/09);

ritenuto conclusivamente che il primo motivo di ricorso deve essere accolto e che esso, avendo rilievo pregiudiziale sul piano logico – con l’appello incidentale il contribuente aveva lamentato la carenza di motivazione dell’avviso di accertamento – comporta l’assorbimento degli altri, con conseguente cassazione della sentenza impugnata nei limiti del motivo accolto; ritenuto che, occorrendo un rinnovato esame della controversia, la causa deve essere rinviata ad altra Sezione della CTR Lazio, che provvederà anche in ordine al regolamento delle spese della presente fase di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbiti gli altri, cassa la sentenza impugnata nei limiti del motivo accolto con rinvio anche per le spese ad altra sezione della CTR Lazio.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 26 maggio 2010.

Depositato in Cancelleria il 6 luglio 2010

 

 

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