Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15881 del 26/06/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 26/06/2017, (ud. 16/02/2017, dep.26/06/2017),  n. 15881

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CIRILLO Ettore – Presidente –

Dott. MANZON Enrico – Consigliere –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. SOLAINI Luca – rel. Consigliere –

Dott. VELLA Paola – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 8316-2016 proposto da:

T.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA FLAMINIA 167,

presso lo studio dell’avvocato ROBERTO NARCISI, rappresentato e

difeso dall’avvocato FRANCESCO MAGRINI;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– resistente –

avverso la sentenza n. 1539/25/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di FIRENZE, depositata il 23/09/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 16/02/2017 dal Consigliere Dott. SOLAINI LUCA.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Con ricorso in Cassazione affidato a tre motivi, il ricorrente, in primo luogo, censura la sentenza della CTR della Toscana, per violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in quanto, i giudici d’appello, in violazione del disposto normativo di cui alla rubrica, avrebbero aderito alle ipotesi accertative dell’ufficio, invece, di accogliere le chiare, esaustive e documentate spiegazioni fornite dal contribuente, in riferimento all’ammontare delle risorse finanziarie di cui il ricorrente aveva potuto beneficiare nell’anno 2007 e che erano solo quelle che gli erano derivate sia dal reddito regolarmente dichiarato che dalle somme derivategli dalla suddivisione del conto cointestato con la moglie.

Il motivo è, in via preliminare, inammissibile, per difetto di autosufficienza, in quanto non riporta e non localizza, ex art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, la documentazione soprattutto bancaria sulla base della quale ha fondato la propria censura secondo la quale, le risorse di cui aveva potuto beneficiare nel corso dell’anno 2007, erano solo quelle dallo stesso dichiarate (Cass. n. 26174/14, sez. un. 28547/08, sez. un. 23019/07, sez. un. ord. n. 7161/10). Il motivo di censura è, altresì, inammissibile perchè afferisce a valutazioni di merito di esclusiva competenza del giudice del merito (Cass. n. 25608/13), incensurabili in Cassazione se adeguatamente motivate e, comunque, esaminabili solo come vizio di motivazione, precluso nella specie, per la “doppia conforme” (Cass. n. 5528/14).

Con il secondo e terzo motivo dì censura, che possono essere esaminati congiuntamente, in quanto strettamente connessi, il ricorrente denuncia sia come omessa pronuncia, ex art. 112 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, sia come omesso esame, circa un fatto decisivo per il giudizio, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, la circostanza che i giudici d’appello non abbiamo preso in considerazione la domanda subordinata di rideterminazione delle maggiori imposte accertate, in quanto, il maggiore reddito accertato doveva comunque essere “inquadrato” come reddito da capitale, applicando le relative norme di determinazione della base imponibile e non, invece, come “reddito diverso”. La seconda censura è fondata con assorbimento del terzo motivo, infatti, è evidente come la CTR non si occupi affatto della questione della qualificazione del reddito e neppure delle aliquote applicabili, come aveva chiesto l’appellante in via subordinata.

La sentenza va, pertanto, cassata e rinviata nuovamente alla Commissione tributaria regionale della Toscana, in diversa composizione, affinchè, alla luce delle superiori considerazioni, riesamini il merito della controversia.

PQM

 

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Rigetta il primo motivo di ricorso, accoglie il secondo e assorbito il terzo. Cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla Commissione tributaria regionale della Toscana, in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 16 febbraio 2017.

Depositato in Cancelleria il 26 giugno 2017

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