Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1588 del 27/01/2014


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 1588 Anno 2014
Presidente: DI PALMA SALVATORE
Relatore: RAGONESI VITTORIO

ORDINANZA
sul ricorso 15529-2012 proposto da:
FALLIMENTO ICED SRL, in persona del Curatore pro tempore,
elettivamente domiciliato in ROMA, VIA BOCCIONI 4, presso lo
studio dell’avvocato SMIROLDO ANTONINO, rappresentato e
difeso dall’avvocato RASCIO NICOLA giusta autorizzazione G.D. e
giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente contro
MARONE VITTORIO, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
E.GLORI 30- 40, presso lo studio dell’avvocato ROBERTA
NICCOLI, rappresentato e difeso dagli avvocati ALFONSO ERRA,
ANDREA NAPOLITANO;

– controricorrenti –

2A-ti

213

Data pubblicazione: 27/01/2014

avverso il decreto n. V.G. 1975/11 della CORTE D’APPELLO di
NAPOLI del 14/12/2011, depositato il 22/12/2011;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
15/10/2013 dal Consigliere Relatore Dott. VITTORIO RAGONESI;
è presente il P.G. in persona del Dott. CARMELO SGROI che ha

concluso come da relazione.

Ric. 2012 n. 15529 sez. M1 – ud. 15-10-2013
-2-

La Corte rilevato che sul ricorso n. 15529/12 proposto dal
Fallimento ICED srl nei confronti di Merone Vittorio il

“Il relatore Cons. Ragonesi, letti gli atti depositati:
RILEVATO
Che Fallimento ICED srl ha proposto ricorso per Cassazione
sulla base di un motivo avverso il decreto, depositato il 22.12.11,
con cui la Corte d’appello di Napoli ha dichiarato inammissibile
il reclamo proposto dal fallimento avverso il provvedimento del
tribunale di Napoli ,emesso il 3.10.11, con cui veniva dichiarato
estinto, per assenza delle parti all’udienza di comparizione, il
procedimento di opposizione al decreto di pagamento a favore
del CTU reso nel giudizio civile n.45721/09 r.g.;
che l’intimato ha resistito con controricorso.

Osserva
Con l’unico motivo di diritto il fallimento ricorrente contesta il
provvedimento impugnato laddove questo ha ritenuto che contro

Consigliere relatore ha depositato la relazione che segue.

il provvedimento del Tribunale non fosse esperibile reclamo ma
semmai ricorso per cassazione ex art 111 cost.
Il motivo è palesemente infondato.

Come già correttamente affermato dal provvedimento impugnato,
costituisce principio consolidato nella giurisprudenza di questa
Corte quello per cui il giudizio di opposizione al procedimento di
liquidazione che si svolge ,come nel caso di specie, a norma
della L. 13 giugno 1942, n. 794, artt. 29 e 30, viene deciso in
camera di consiglio con ordinanza non impugnabile, con la
conseguenza che, anche se sia stato seguito il rito ordinario, al
provvedimento conclusivo, pur se adottato nella forma della
sentenza, deve riconoscersi natura sostanziale di ordinanza,
sottratta all’appello ed impugnabile solo con il ricorso per
cassazione ex art. 111 Cost.,

qualora si controverta su questioni che incidono

sul diritto del professionista al compenso o sulla sua misura ( Cass

10428/01)

con la sola eccezione che la contestazione involga i presupposti
stessi del diritto del patrono al compenso e cioè l’esistenza del
rapporto di clientela (ipotesi nella quale, invece, la sentenza
pronunciata all’esito del giudizio di opposizione può essere
((

impugnata soltanto con l’appello). (Cass., n. 10190 del 2000;
Cass., 6809 del 2002;
Cass., n. 16843 del 2005 Cass 6225/10).

l’ammontare degli importi liquidati al CTU, non è dubbio che
avverso il provvedimento del tribunale non poteva essere
proposto reclamo.
Ove si condividano i testé formulati rilievi, il ricorso può essere
trattato in camera di consiglio ricorrendo i requisiti di cui all’art
375 cpc.
PQM
Rimette il processo al Presidente della sezione per la
trattazione in Camera di Consiglio
Roma 30.5.13
IlCons.relatore”

Considerato che non emergono elementi che possano portare a diverse conclusioni di
quelle rassegnate nella relazione di cui sopra;
che pertanto il ricorso va rigettato con condanna del ricorrente alle spese di giudizio
liquidate come da dispositivo
PQM

Nel caso di specie, risultando che il fallimento aveva contestato

Rigetta il ricorso e condanna il fallimento ricorrente al pagamento delle spese di
giudizio liquidate in euro 3500,00 oltre euro 100,00 per esborsi oltre spese prenotate
a debito

Roma 15.10.13

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