Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1583 del 23/01/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Ord. Sez. 3 Num. 1583 Anno 2018
Presidente: VIVALDI ROBERTA
Relatore: D’ARRIGO COSIMO

ORDINANZA
sul ricorso iscritto al n. 12020/2015 R.G. proposto da:
Vittoria Assicurazioni s.p.a., in persona del legale rappresentante
pro termale, rappresentato e difeso dall’Avv. Giorgio Marcai, con
domicilio eletto in Roma, via di Monte Verde, n. 162;
– ricorrente contro
Matiauda Mario Eugenio, Hase Sandra Liliana e Matiauda Eloisa
Sabrina, rappresentato e difeso dall’Avv. Franco Sabatini e Lorenzo
Minisci, con domicilio eletto in Roma, viale Gorizia, n. 14;
– ricorrenti Matiauda Eva Estefania;
– intimata Centrone Gianbattista e Centrone Andrea, rappresentati e difesi
dall’Avv. Renato Tobia, con domicilio eletto in Roma, via G. Mazzini,
n. 11;

Data pubblicazione: 23/01/2018

- controricorrenti Mazza Hermanos Sociedad Anonima Commerciai, in persona del
legale rappresentante pro tempore;
– intimata Franco Beatriz;
– intimata avverso la sentenza della Corte d’appello di Roma depositata il 22

Udita la relazione svolta in camera di consiglio dal Consigliere
Cosimo D’Arrigo;
lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero, in persona del
Sostituto Procuratore generale Alberto Cardino, che ha chiesto il
rigetto del ricorso proposto da Mario Eugenio Matiauda, Sandra
Liliana Hase e Eloisa Sabrina Matiauda e l’accoglimento del ricorso
proposto da Vittoria Assicurazioni s.p.a.;
letta la sentenza impugnata;
letti i ricorsi, i controricorsi e le memorie depositate ai sensi
dell’art. 380-bis-1 cod. proc. civ.;
RITENUTO

Eloisa Sabrina Matiauda, cittadina argentina in viaggio in Italia,
veniva investita, mentre attraversava la strada, da un veicolo di
proprietà di Gianbattista Centrone e condotto da Andrea Centrone,
riportando gravissime conseguenze.
I genitori Mario Eugenio Matiauda e Sandra Liliana Hase, in
proprio e in rappresentanza delle figlie Eloisa Sabrina e Eva
Estefania, citavano in giudizio i Centrone e la loro compagnia
assicurativa Vittoria Assicurazioni s.p.a., chiedendone la condanna
al risarcimento dei danni.
L’assicurazione chiamava in giudizio Beatriz Franco, guida
turistica accompagnatrice della vittima, per sentirne affermata la
responsabilità per

culpa in vigilando,

avendo consentito

l’attraversamento pedonale in lontananza dalle strisce pedonali in
2

maggio 2014.

una carreggiata a tre corsie.
Interveniva volontariamente nel giudizio, la Mazza Hermanos
Sociedad Anonima Commerciai,

tour operator presso cui era

impiegata la Franco, per surrogarsi ai diritti del danneggiato:
avendo corrisposto ai coniugi Matiauda-Hase una somma a titolo di
risarcimento del danno, ne chiedeva la restituzione da parte del
danneggiante e/o dell’assicurazione.

addebitandone il 70% in capo ad Andrea Centrone e il 30% al
concorso colposo della vittima. Per l’effetto, Andrea Gianbattista
Centrone venivano condannati al risarcimento del danno nei
confronti degli attori, nonché alla restituzione delle somme versate
allo stesso titolo dalla Mazza Hermanos Sociedad Anonima
Commerciai; la Vittoria Assicurazione s.p.a. veniva condannata
solidalmente nei limiti del massimale garantito.
La sentenza era impugnata separatamente dai Centrone e, in
via incidentale, dalla Franco e dalla Mazza Hermanos Sociedad
Anonima Commerciai. Si costituivano in giudizio Mario Eugenio
Matiauda e Sandra Liliana Hase.
Il processo d’appello veniva interrotto per morte del difensore
della Franco. Riassunto il giudizio e integrato il contraddittorio nei
confronti delle sorelle Eloisa Sabrina e Eva Estefania Matiauda,
queste ultime restavano contumaci, così come la Franco, che non si
costituiva con nuovo difensore.
La Corte d’appello di Roma, in parziale riforma della sentenza di
primo grado, rideterminava il grado di colpa del danneggiante e del
danneggiato, fissandolo nella misura del 50°h ciascuno. Inoltre,
condannava la Vittoria Assicurazioni s.p.a. a manievare i Centrone
per una somma eccedente il massimale garantito, ravvisando
un’ipotesi di

mala gestio

impropria, consistita nel non avere

tempestivamente adempiuto alle proprie obbligazioni verso
l’assicurato.
Avverso tale decisione ha proposto ricorso, con un unico
3

Il Tribunale di Roma ripartiva la responsabilità dell’evento lesivo

motivo, la Vittoria Assicurazioni s.p.a.
Mario Eugenio Matiauda, Sandra Liliana Hase e Eloisa Sabrina
Matiauda, hanno presentato un successivo ricorso, che è stato
riunito e va trattato congiuntamente al primo ai sensi dell’art. 335
cod. proc. civ. Gli stessi hanno depositato note difensive.
Hanno resistito con appositi controricorsi, nei confronti di
entrambe le parti ricorrenti, Andrea e Gianbattista Centrone.

CONSIDERATO

1. Va affrontata preliminarmente l’eccezione di difetto di
notificazione del ricorso della Vittoria Assicurazioni s.p.a. a Eva
Estefania Matiauda, dedotta con le note difensive prodotte dai suoi
familiari. L’eccezione è manifestamente infondata, in quanto il
Consolato Generale d’Italia a Buenos Aires, con nota prot. 22117
del 7 luglio 2015, ha restituito la notificazione effettuata alla
predetta, con la dicitura «chiuso, lasciato avviso, termine scaduto,
non reclamato, restituire al mittente». Sostanzialmente, si tratta di
una notificazione per compiuta giacenza regolarmente
perfezionatasi, dato che l’ufficiale notificatore ha individuato il
domicilio della Matiauda, ha lasciato l’avviso di notificazione nella
buca delle lettere e ha atteso che scadesse il termine per ritirare
l’atto prima di restituirlo al mittente.
2.1 n ricorso proposto da Mario Eugenio Matiauda, Sandra
Liliana Hase e Eloisa Sabrina Matiauda, ancorché successivo
rispetto a quello proposto dalla Vittoria Assicurazioni s.p.a., pone
una questione preliminare di nullità della sentenza di secondo
grado nei confronti di Eloisa Sabrina Matiauda per violazione del
principio di integrità del contraddittorio, sicché esso va trattato per
con precedenza.
2.2 Con l’unico motivo in cui si articola il predetto ricorso, si
deduce la nullità del procedimento per violazione e falsa
applicazione degli artt. 75, 157, 159, 324, 325, 327 e 331 cod.
proc. civ., in relazione all’art. 360, comma primo, nn. 3 e 4, cod.
4

Gli altri intimati non hanno svolto attività difensiva.

proc. civ.
Si sostiene, in particolare, che la corte territoriale avrebbe
dovuto dichiarare inammissibile l’appello proposto nei confronti di
Sabrina Matiauda, in quanto notificato ai suoi genitori nonostante
costei avesse nel frattempo raggiunto la maggiore età. L’unica
sanatoria possibile per l’impugnazione notificata ai genitori,
piuttosto che alla figlia divenuta maggiorenne, sarebbe potuta

contumace.
In secondo luogo, anche ipotizzando come possibile
l’integrazione del contraddittorio, la corte d’appello comunque non
avrebbe disposto in tal senso, essendosi limitata ad autorizzare la
rinnovazione della notificazione della citazione; rinnovazione
possibile unicamente prima della scadenza dei termini per
impugnare. Anche in tale eventualità, pertanto, si sarebbe dovuta
dichiarare l’inammissibilità dell’impugnazione.
Infine, pure qualora si volesse considerare il provvedimento con
cui è stata disposta la rinnovazione della notificazione dell’atto di
appello, quale ordine di integrazione del contraddittorio ai sensi
dell’art. 331 cod. proc. civ., tale provvedimento sarebbe stato
comunque illegittimo, in quanto nel caso di specie non si
verserebbe in un caso di cause inscindibili. In tal senso, non
potrebbe essere addotto l’obbligo litisconsortile previsto dall’art.
140, comma 4, del cod. ass. relativo al rapporto tra persone
danneggiate e assicurazione, in quanto, trattandosi di norma di
natura processuale, non trova applicazione ai giudizi introdotti
anteriormente alla sua promulgazione.
In conclusione, sostengono i ricorrenti, non essendo stato
notificato l’atto di appello a Sabrina Matiauda e non trattandosi di
cause inscindibili, la decisione impugnata sarebbe nulla nei suoi
confronti, determinandosi così il passaggio in giudicato delle
statuizioni contenute nella sentenza di primo grado.
2.3 D ricorso è infondato.
5

consistere nella costituzione in giudizio di costei, invece rimasta

Questa Corte ha, infatti, chiarito che l’integrazione del
contraddittorio, in fase di gravame, deve essere disposta non solo
quando il giudizio di primo grado si sia svolto nei confronti di
litisconsorti necessari di diritto sostanziale, e l’appello non sia stato
proposto nei confronti di alcuni di essi, ma anche nel caso di c.d.
litisconsorzio necessario processuale, quando l’impugnazione non
sia stata proposta nei confronti di tutte le parti, non legate da

loro dipendenti, derivando la sua necessità dal solo fatto che le
parti siano state presenti in primo grado (Sez. 1, Sentenza n. 7732
del 19/04/2016, Rv. 639306; Sez. 3, Sentenza n. 1535 del
26/01/2010, Rv. 611192).
Nella specie, nel giudizio di appello si controverteva del
concorso di colpa fra il conducente della vettura, Andrea Centrone
e la danneggiata Eloisa Sabrina Matiauda. La sua posizione
processuale, dunque, era processualmente inscindibile o comunque
dipendente dalla posizione del Centrone. Ricorrevano, dunque, le
condizioni alle quali la corte d’appello poteva disporre – così come
ha fatto – l’integrazione del contraddittorio, ai sensi dell’art. 331
cod. proc. civ.
Non vale, di contro, osservare che nell’ordinanza si parlasse di
rinnovazione della notificazione, piuttosto che di integrazione del
contraddittorio. Si tratta, infatti, di una questione meramente
terminologica, dal momento che nella sostanza il provvedimento
era certamente volto ad integrare il contraddittorio nei confronti di
una parte rappresentata nel giudizio di primo grado dai propri
genitori e divenuta nel frattempo maggiorenne.
Il ricorso, pertanto, deve essere rigettato.
3.1 La Vittoria Assicurazioni s.p.a. deduce la violazione e falsa
applicazione dell’art. 112 cod. proc. civ. da parte del giudice di
appello che, ritenendo la responsabilità dell’assicuratore oltre il
limite del massimale, ha riforma-refe> un capo della sentenza di
primo grado in realtà non impugnato da alcuna delle parti in causa.
6

litisconsorzio necessario, purché si tratti di cause inscindibili o tra

3.2 La censura è erroneamente ascritta all’ipotesi di cui all’art.
360, primo comma, n. 3, cod. proc. civ., laddove il paradigma
corretto sarebbe stato quello del successivo n. 4.
Tuttavia, sebbene il ricorso per cassazione, avendo ad oggetto
censure espressamente e tassativamente previste dall’art. 360,
primo comma, cod. proc. civ., debba essere articolato in specifici
motivi riconducibili in maniera immediata ed inequivocabile ad una

disposizione, non è necessaria adozione di formule sacramentali o
l’esatta indicazione numerica di una delle predette ipotesi.
Pertanto, nel caso in cui il ricorrente lamenti l’omessa pronuncia,
da parte dell’impugnata sentenza, in ordine ad una delle domande
o eccezioni proposte, non è indispensabile che faccia esplicita
menzione della ravvisabilità della fattìspecie di cui al n. 4 del primo
comma dell’art. 360 cod. proc. civ., con riguardo all’art. 112 cod.
proc. civ., purché il motivo rechi univoco riferimento alla nullità
della decisione derivante dalla relativa omissione (Sez. U, Sentenza
n. 17931 del 24/07/2013, Rv. 627268).
Nella specie, è chiara la volontà della ricorrente di denunciare la
nullità della sentenza impugnata per vizio di ultrapetizione e, di
conseguenze, la censura supera il vaglio di ammissibilità.
3.3 Ciò posto, il motivo è fondato.
La censura si rivolge nei confronti del capo della sentenza
d’appello che dispone:

«il limite del massimale opera con

riferimento agli importi del valutati all’epoca del sinistro, e non
anche per i maggiori importi dovuti per rivalutazione, interessi e
spese di lite (costituisce

ius receputm

il principio della

responsabilità dell’assicuratore oltre il massimale nell’ipotesi
dimora dell’adempimento delle proprie obbligazioni verso
l’assicurato; ex plurimis: Cass. 108/2011 […p. Vertendosi in una
ipotesi di

mala gestio

impropria, la copertura assicurativa

parametrata al massimale di polizza rivalutato dal fatto all’epoca
della sentenza, maggiorato della quota di interessi dovuti ex Cass.
7

delle cinque ragioni di impugnazione stabilite dalla citata

S. U. 1712/1985, e delle spese legali».
La

società

ricorrente

sostiene

che

tale

statuizione,

sostanzialmente di riforma rispetto a quanto disposto dal tribunale,
sarebbe viziata da ultrapetízíone, giacché né l’appellante principale,
né quelli incidentali avevano chiesto la riforma della sentenza di
primo grado in relazione a quanto dovuto dalla compagnia
assicurativa.

ricorrente, così come delle comparse di costituzione e degli appelli
incidentali, risulta che la responsabilità dell’assicuratore, affermata
in primo grado entro i limiti dettati dal massimale assicurato, non è
stata fatta oggetto di specifico motivo di impugnazione.
In particolare, con riferimento all’appello principale, non può
essere ravvisata un’impugnazione relativa al capo della decisione di
primo grado in questione, né nella parte riguardante la
contestazione dell’an debeatur, volto unicamente a rimettere in
discussione la corresponsabilità di Andrea Centrone e Eloisa
Sabrína Matíauda nella causazione dell’evento lesivo, né nello
scarno motivo riservato dall’appellante al quantum debeatur, che
peraltro la corte di merito riconosce esplicitamente inammissibile in
quanto generico.
Neppure dalla lettura della sentenza d’appello si ricava la
proposizione, da alcuno degli appellanti, di una censura relativa
all’accertamento della sussistenza dei presupposti per affermare la
responsabilità della società assicurativa oltre il limite del
massimale.
Tra l’altro, la circostanza posta a fondamento del ricorso in
esame non è contestata dai controricorrenti, che si limitano a
richiederne il rigetto, senza mai dedurre di aver formulato in grado
d’appello la specifica impugnazione di cui la Vittoria Assicurazioni
s.p.a. sostiene il difetto.
Di conseguenza si impone la cassazione della sentenza
impugnata, limitatamente alla parte in cui afferma la responsabilità
8

3.4 Dall’esame dell’atto di appello, come riprodotto dal

solidale della Vittoria Assicurazioni s.p.a. in misura superiore al
massimale pattuito da contratto.
4. Poiché il giudice d’appello ha riformato la decisione di primo
grado in ordine alla misura del concorso di colpa fra danneggiante
e danneggiato, pur ravvisando la fondatezza del vizio di
ultrapetizione nei confronti della compagnia assicurativa, non è
possibile decidere nel merito, essendo comunque necessari ulteriori

Conseguentemente, la sentenza deve essere cassata,
limitatamente all’accoglimento del ricorso proposto dalla Vittoria
Assicurazioni s.p.a., demandando al giudice di rinvio di stabilire
l’importo dovuto dalla società assicurativa, in base alla diversa
percentuale di responsabilità dell’assicurato accertata con
statuizione passata in giudicato, con il vincolo di non superare il
massimale previsto nella polizza assicurativa.
Allo stesso giudice di merito è demandato, inoltre, di regolare le
spese processuali fra le parti anche in relazione al giudizio di
legittimità, pure con riferimento al ricorso respinto.
P.Q.M.

rigetta il ricorso proposto da Mario Eugenio Matiauda, Sandra
Liliana Hase e Eloisa Sabrina Matiauda. Accoglie il ricorso proposto
da Vittoria Assicurazioni s.p.a. Cassa la sentenza impugnata in
relazione al ricorso accolto e rinvia alla Corte d’appello di Roma in
diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle
spese del giudizio di legittimità.
Così deciso in Roma, il 6 dicembre 2017.

accertamenti in punto di fatto.

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA