Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15747 del 02/07/2010

Cassazione civile sez. trib., 02/07/2010, (ud. 12/05/2010, dep. 02/07/2010), n.15747

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – Presidente –

Dott. MERONE Antonio – Consigliere –

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Consigliere –

Dott. D’ALESSANDRO Paolo – rel. Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

D’Ed.Mer. s.a.s. di d’Acunzo Eliodoro & C., elettivamente

domiciliata

in Roma, Viale Mazzini 131, presso l’avv. Ignazio Serra,

rappresentata e difesa dall’avv. MAURI Ernesto giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

Consorzio di Bonifica Integrale Comprensorio Sarno; E.T.R. S.p.A.;

– intimati –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Campania n. 277/9/07 del 20/2/08.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

Considerato che il Consigliere relatore, nominato ai sensi dell’art. 377 c.p.c., ha depositato la relazione scritta prevista dall’art. 380 bis, nei termini che di seguito si trascrivono:

“La s.a.s. D’Edmer propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Campania che ha rigettato l’appello da essa proposto contro la pronuncia di primo grado, che aveva rigettato il ricorso proposto contro una cartella di pagamento per contributi consortili.

Nè il Consorzio nè il Concessionario si sono costituiti.

Il ricorso contiene sette motivi. Può essere trattato in Camera di consiglio, alla stregua delle considerazioni che seguono:

Le Sezioni Unite di questa Corte hanno affermato che, in materia tributaria, l’unitarietà dell’accertamento che è alla base della rettifica delle dichiarazioni dei redditi delle società di persone e delle associazioni di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 5 e dei soci delle stesse e la conseguente automatica imputazione dei redditi a ciascun socio, proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili ed indipendentemente dalla percezione degli stessi, comporta che il ricorso tributario proposto, anche avverso un solo avviso di rettifica, da uno dei soci e dalla società riguarda inscindibilmente sia la società che tutti i soci – salvo il caso in cui questi prospettino questioni personali -, sicchè tutti questi soggetti devono essere parte dello stesso procedimento e la controversia non può essere decisa limitatamente ad alcuni soltanto di essi; siffatta controversia, infatti, non ha ad oggetto una singola posizione debitoria del o dei ricorrenti, bensì gli elementi comuni della fattispecie costitutiva dell’obbligazione dedotta nell’atto autoritativo impugnato, con conseguente configurabilità di un caso di litisconsorzio necessario originario. Conseguentemente, il ricorso proposto anche da uno soltanto dei soggetti interessati impone l’integrazione del contraddittorio ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 14 (salva la possibilità di riunione ai sensi del successivo art. 29) ed il giudizio celebrato senza la partecipazione di tutti i litisconsorzi necessari è affetto da nullità assoluta, rilevabile in ogni stato e grado del procedimento, anche di ufficio (SS.UU. 14815/08).

La causa va pertanto rimessa al giudice di primo grado per l’integrazione del contraddittorio nei confronti dei soci della società di persone”;

che le parti non hanno presentato memorie;

che il collegio condivide la proposta del relatore;

che pertanto, decidendo sul ricorso, va dichiarata la nullità dell’intero procedimento, con conseguente cassazione della sentenza impugnata e rinvio alla Commissione tributaria provinciale di Salerno, giudice di primo grado;

che appare equo compensare le spese dell’intero giudizio.

P.Q.M.

la Corte, decidendo sul ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria provinciale di Salerno; compensa le spese.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Tributaria, il 12 maggio 2010.

Depositato in Cancelleria il 2 luglio 2010

 

 

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