Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15713 del 23/06/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 23/06/2017, (ud. 23/05/2017, dep.23/06/2017),  n. 15713

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – rel. Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso 17829/2016 proposto da:

BS DI B.S. & C. SNC, ora srl, nonchè

B.S. in proprio e B.P. in proprio, elettivamente

domiciliati in ROMA, VIA F. CORRIDONI 14, presso lo studio

dell’avvocato STEFANO VALENTINI, rappresentati e difesi

dall’avvocato ARTURO PARDI;

– ricorrenti –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE DIREZIONE PROVINCIALE UFF. CONTROLLI

PESARO-URBINO;

– intimata –

avverso la sentenza n. 81/2016 della COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE

delle MARCHE, depositata 16/02/2016.

Fatto

PREMESSO IN FATTO

che:

– la B.S. di B.S. & C. snc, ora srl, ed i soci, B.S. e B.P., in proprio, propongono ricorso per cassazione, affidato a tre motivi, nei confronti dell’Agenzia delle Entrate (che non resiste), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale delle Marche n. 81/03/2016, depositata in data 16/02/2016, con la quale – in corrcroversia concernente l’impugnazione di avviso di accertamento emesso per maggiori IVA ed IRAP dovute dalla società, in relazione all’anno d’imposta 2004, a seguito di contestazione di maggiori ricavi derivanti dalla cessione di alcuni – e stata riformata la decisione di primo grado; che aveva accolto il ricorso dei contribuenti (rilevando la congruità dei valori dichiarati in atti dalla società rispetto ai valori OMI e la non decisività dei maggiori valori risultanti dall’istruttoria esperita dagli Istituti di credito ai fini di concessione di mutuo);

– in particolare, i giudici d’appello, nell’accogliere il gravame dell’Agenzia delle Entrate, hanno sostenuto che il recupero di tassazione si era basato “non solamente sui valori OMI”, ma anche sul fatto che i cespiti erano stati valutati dagli Istituti di credito ai fini della concessione di mutuo per un importo maggiore rispetto a quello dichiarato nell’atto di compravendita, laddove quest’ultima stima era “particolarmente attendibile” ed era stata oltretutto “corroborata” dal riscontro con i valori elaborati dall’Osservatorio dei Prezzi degli Immobili; inoltre, a fronte di tali elementi offerti dall’Ufficio, a società contribuente non aveva offerto valida prova contraria, limitandosi ad “affermazioni…generiche…quali una riferita prassi degli istituti di credito di concedere mutui più elevati per permettere ai mutuatari di sostenere le spese accessorie”;

– a seguito di deposito di proposta ex art. 380 bis c.p.c., è stata fissata l’adunanza della Corte in Camera di consiglio, con rituale comunicazione alle parti; la ricorrente ha depositato memoria.

Diritto

RILEVATO IN DIRITTO

che:

– in sede di memoria, la ricorrente ha chiesto dichiararsi “cessata la materia del contendere”, con compensazione delle spese, dando atto di avere depositato dichiarazione di adesione alla definizione agevolata di cui al D.L. n. 193 del 2016, convenite in L. n. 225 del 2016, con modificazioni, in relazione a due carichi ruolo;

– avendo il presente giudizio ad oggetto un avviso di accertamento, non è chiara (in difetto, per altro, di espressa rinuncia al presente ricorso) la correlazione tra il presente giudizio e le cartelle di cui è stata chiesta la definizione agevolata, c.d, “rottamazione”, con necessità che la parte istante fornisca documentazione ai riguardo.

PQM

 

Rinvia la causa a nuovo ruolo, con termine di gg. 60, dada comunicazione della presente ordinanza, affinchè la parte contribuente documenti la correlazione tra i carichi di cui è chiesta la definizione agevolata, c.d. “rottamazione”, ai sensi della L. n. 225 del 2016 e l’avviso di accertamento oggetto gel presente giudizio.

Così deciso in Roma, il 23 maggio 2017.

Depositato in Cancelleria il 23 giugno 2017

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