Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15630 del 22/06/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 22/06/2017, (ud. 01/02/2017, dep.22/06/2017),  n. 15630

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCHIRO’ Stefano – Presidente –

Dott. CIRILLO Ettore – Consigliere –

Dott. MANZON Enrico – Consigliere –

Dott. NAPOLITANO Lucio – rel. Consigliere –

Dott. VELLA Paola – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 19659-2015 proposto da:

COMUNE DI SANTA MARIA DEL CEDRO P.I. (OMISSIS), in persona del

Sindaco pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA

MAZZINI 8, presso lo STUDIO LEGALE PRECENZANO – RUGGIERO,

rappresentato e difeso dall’avvocato GIUSEPPE BRUNO;

– ricorrente –

contro

P.L.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 538/4/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di CATANZARO, depositata il 17/04/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio

riconvocata, non partecipata, del 16/03/2017 dal Consigliere Dott.

NAPOLITANO LUCIO.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte, costituito il contraddittorio camerale ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., come integralmente sostituito dal D.L. n. 168 del 2016, art. 1 – bis, comma 1, lett. e), convertito, con modificazioni, dalla L. n. 197 del 2016; dato atto che il collegio ha autorizzato, come da Decreto del Primo Presidente in data 14 settembre 2016, la redazione della presente motivazione in forma semplificata, osserva quanto segue:

La CTR della Calabria (Catanzaro) – con sentenza n. 538/4/2015, depositata il 17 aprile 2015, notificata l’8 maggio 2015, respinse l’appello proposto nei confronti della sig.ra P.L. dal Comune di Santa Maria del Cedro avverso la sentenza della C-11) di Cosenza che, in parziale riforma di decreto presidenziale di cessazione della materia del contendere per annullamento in autotutela dell’atto impositivo, aveva pronunciato in ordine alle spese del giudizio secondo il criterio della soccombenza virtuale, ponendole a carico del Comune nella misura liquidata di Euro 2.210,29, oltre IVA e CPA.

Avverso la sentenza della CTR l’ente locale ha proposto ricorso per cassazione affidato a tre motivi. L’intimata non ha svolto difese.

Con il primo motivo il Comune ricorrente denuncia (in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4) la nullità della sentenza per difetto assoluto di motivazione, ovvero per motivazione apparente.

Il motivo è manifestamente fondato, compendiandosi la motivazione, in parte qua, nell’affermazione secondo la quale “pure in caso di declaratoria della cessazione della materia del contendere, il giudice può regolare le spese del giudizio secondo il criterio della soccombenza virtuale, in applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 15, comma 1”, alla quale segue il richiamo di altra pronuncia della CTR della Calabria (n. 495/01/2009).

La pronuncia impugnata, che omette peraltro del tutto d’indicare i motivi addotti dal Comune a sostegno dell’appello proposto avverso la sentenza di primo grado, non consente in alcun modo di ricostruirne, infatti, il percorso argomentativo seguito al fine di escludere la sussistenza dei presupposti atti a giustificare la compensazione delle spese richiesta dal Comune (tra le molte, in tema di motivazione del tutto omessa o apparente, cfr. Cass. sez. 6-5, ord. 15 luglio 2016, n. 14602; Cass. sez. 5, 27 luglio 2007, n. 16736, nonchè, in controversia analoghe, Cass. sez. 6-5, ord da. n. 22249 a n. 22253 depositate il 3 novembre 2016) e, inoltre, dei presupposti per la condanna in forza del principio della soccombenza virtuale.

Quanto sopra determina l’assorbimento dei restanti motivi.

Il ricorso va pertanto accolto per manifesta fondatezza in ordine al primo motivo, assorbiti gli altri, con conseguente cassazione dell’impugnata pronuncia in relazione al motivo accolto e rinvio per nuovo esame alla CTR della Calabria (Catanzaro) in diversa composizione.

PQM

 

Accoglie il ricorso in relazione al primo motivo, assorbiti gli altri. Cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia la causa alla Commissione tributaria regionale della Calabria in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 16 marzo 2017.

Depositato in Cancelleria il 22 giugno 2017

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