Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15591 del 14/07/2011

Cassazione civile sez. VI, 14/07/2011, (ud. 15/06/2011, dep. 14/07/2011), n.15591

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PREDEN Roberto – Presidente –

Dott. AMATUCCI Alfonso – Consigliere –

Dott. AMENDOLA Adelaide – Consigliere –

Dott. GIACALONE Giovanni – Consigliere –

Dott. DE STEFANO Franco – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

P.R.G. (OMISSIS), elettivamente domiciliata

in ROMA, VIA L. MANTEGAZZA 24, presso lo studio dell’avvocato MARCO

GARDIN, rappresentata e difesa dall’avvocato PERRONE ELIO giusta

mandato a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

INA ASSITALIA SPA, (già Assitalia – Le Assicurazioni d’Italia Spa –

giusta atto di fusione per incorporazione delle Società Ina Vita Spa

ed Assitalia Le Assicurazioni d’Italia Spa nella Fata Assicurazioni

Spa che ha assunto la nuova denominazione Ina Assitalia Spa), in

persona del suo procuratore speciale, elettivamente domiciliata in

ROMA, VIA DI MONTE FIORE 22, presso lo studio dell’avvocato GIGANTE

CATERINA, rappresentata e difesa dall’avvocato SCHIAVONI CARLO giusta

procura speciale a margine del controricorso;

– controricorrente –

e contro

FONDAZIONE SALVATORE MAUGERI, in persona del legale rappresentante

pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE ANGELICO 92,

presso lo studio dell’avvocato SILVETTI CARLO, che la rappresenta e

difende unitamente all’avvocato ZANUTTIGH LORIANA giusta procura

speciale a margine del controricorso;

– controricorrente –

e contro

ASSITALIA ASSICURAZIONI D’ITALIA SPA – ISPETTORATO R.C. INF. MALATTIA

– LECCE;

– intimata –

avverso la sentenza n. 38/2010 della CORTE D’APPELLO di BARI del

5/01/2010, depositata il 18/01/2010;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

15/06/2011 dal Consigliere Relatore Dott. GIUSEPPA CARLUCCIO;

udito l’Avvocato Perrone Elio difensore della ricorrente che si

riporta agli scritti;

udito l’Avvocato Iannetti Gianluigi (delega avvocato Silvetti Carlo),

difensore della controricorrente che si riporta agli scritti; è

presente il P.G. in persona del Dott. ROSARIO GIOVANNI RUSSO che

nulla osserva.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

Che, prestandosi il ricorso ad essere trattato con il procedimento di cui agli artt. 376 e 360 bis cod. proc. civ., è stata redatta relazione;

che la relazione ha il seguente contenuto:

” P.R.G. conveniva in giudizio la Fondazione Salvatore Maugeri – proprietaria dell’Istituto di riabilitazione dove, recatasi per assistere il marito, era scivolata a causa dei residui di cibo lasciati sul pavimento dal personale, che poco prima aveva servito i pasti – chiedendo il risarcimento dei danni patiti per effetto della caduta. Il Tribunale rigettava la domanda di condanna dell’Istituto ex artt. 1228 e 2049 c.c., per mancanza di prova del nesso eziologico.

L’appello proposto dalla P., sostenendo che il giudice avrebbe dovuto qualificare la domanda come responsabilità ex art. 2051 c.c., veniva rigettato, avendo la Corte di merito ritenuto che la domanda in primo grado, come precisata negli scritti conclusionali ed emergente dai capitoli di prova testimoniale, era stata avanzata ai sensi dell’art. 2049 c.c., mentre diverso è il fatto costituente titolo di responsabilità ai sensi dell’art. 2051 c.c., fatto valere in appello (sentenza 18 gennaio 2010).

Il ricorso ha censurato la sentenza con unico motivo.

Gli intimati (con l’eccezione di Assitalia Le Assicurazioni d’Italia Spa – Ispettorato R.C. Inf. Malattia Lecce, pur ritualmente intimata) hanno resistito con controricorso, eccependone l’inammissibilità (INA), prima ancora dell’infondatezza.

E’ applicabile ratione temporis la L. n. 69 del 2009.

Proposta di decisione.

Il ricorso è inammissibile per violazione dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 4.

Il motivo del ricorso è così rubricato: “sussiste violazione di legge e vizio di motivazione (art. 360 c.p.c., n. 3-5)” (p. 15 del ricorso).

Dalla parte esplicativa, svolta attraverso il richiamo di precedenti pronunce della Corte, sembra potersi desumere una censura alla sentenza impugnata consistente nel non avere la Corte di merito escluso la novità della domanda ex art. 2051 c.c., essendo lo stesso il fatto costitutivo del diritto, e ne non aver deciso la causa ai sensi del suddetto articolo.

La mancanza della chiara indicazione delle norme violate, sia in rubrica che nell’articolazione del motivo. Il mancato richiamo delle norme processuali, che sicuramente si sarebbero dovuto assumere come violate secondo la prospettazione della censura che complessivamente sembra ricavabile, unito all’omesso richiamo dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, nella incompleta rubrica del motivo. La mancanza di ogni riferimento all’art. 345 c.p.c. La non limpidissima utilizzazione dei precedenti giurisprudenziali richiamati.

Tutti questi elementi impediscono ai ricorso di raggiungere lo scopo della precisa e certa individuazione della censura proposta, per violazione delle norme o di principi di diritto, avverso la sentenza impugnata;

nonchè lo scopo della verifica della riconducibilità della stessa censura nell’ambito delle critiche consentite secondo il vincolante ventaglio dell’art. 360 c.p.c..

Conseguente, è l’inammissibilità, secondo la giurisprudenza consolidata (con riferimento alla mera riproduzione di pronunce della Corte di cassazione, affermate essere pertinenti alla decisione impugnata, cass. n. n. 20652 del 2009; in generale, da ultimo, Cass. n. 12929 del 2007).

L’inammissibilità del ricorso e è correlata alla sussistenza di precedenti conformi”;

che la suddetta relazione è stata notificata agli avvocati delle parti costituite e comunicata al Pubblico Ministero presso la Corte.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

Che il Collegio condivide le osservazioni in fatto e le argomentazioni e le conclusioni in diritto della relazione;

che i rilievi, mossi dalla ricorrente con memoria, non sono idonei ad inficiare le argomentazioni della relazione;

che, pertanto, il ricorso – correlato alla sussistenza di precedenti conformi – deve essere dichiarato inammissibile;

che le spese seguono la soccombenza.

P.Q.M.

LA CORTE DI CASSAZIONE Dichiara inammissibile il ricorso; condanna P.R.G. al pagamento delle spese processuali del giudizio di cassazione: in favore della Fondazione Salvatore Maugeri, che liquida in Euro 3.300,00, di cui Euro 200,00 per spese, oltre alle spese generali ed agli accessori di legge; in favore di INA Assitalia Spa, che liquida in Euro 2.600,00, di cui Euro 200,00 per spese, oltre alle spese generali ed agli accessori di legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile – 3, il 15 giugno 2011.

Depositato in Cancelleria il 14 luglio 2011

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