Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15543 del 22/06/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 22/06/2017, (ud. 02/03/2017, dep.22/06/2017),  n. 15543

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CIRILLO Ettore – Presidente –

Dott. MANZON Enrico – Consigliere –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. VELLA Paola – rel. Consigliere –

Dott. SOLAINI Luca – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 9100-2016 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

C.A.E., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

CICERONE 28, presso lo studio dell’avvocato PIETRO DI BENEDETTO che

lo rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 4363/64/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE DI MILANO – SEZIONE DISTACCATA DI BRESCIA, depositata il

06/10/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 02/03/2017 dal Consigliere Dott. PAOLA VELLA.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che:

1. in fattispecie relativa ad avvisi di accertamento emessi per gli anni di imposta 2006 e 2007 a carico di C.A., ritenuto amministratore di fatto ed imprenditore occulto della MA.GI. s.r.l. – società unipersonale in Liquidazione, descritta come “cartiera” che aveva emesso fatture per operazioni inesistenti – la C.T.R. ha accolto l’appello del contribuente per l’assenza di motivazione del giudice di prime cure su “elementi precisi gravi e concordanti” circa il ruolo del Costa all’interno dell’azienda;

2. l’amministrazione ricorrente lamenta l’omesso esame di fatti decisivi e la violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, stante il valore decisivo attribuito alle sole dichiarazioni rese dall’amministratrice della società;

3. il Collegio ha disposto la motivazione in forma semplificata.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che:

4. la prima censura è fondata, poichè dei numerosi elementi allegati dall’Ufficio a supporto dell’attribuzione al Costa della qualifica di imprenditore occulto – puntualmente riportati a pag. 5 – 15 del ricorso – non vi è traccia nella sentenza impugnata, la quale si limita a valorizzare la sola deposizione della “titolare della società”;

5. pertanto, assorbita la seconda censura, la sentenza va cassata con rinvio, per nuovo e completo esame delle riferite risultanze di causa.

PQM

 

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla C.T.R. della Lombardia – sezione distaccata di Brescia, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 2 marzo 2017.

Depositato in Cancelleria il 22 giugno 2017

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