Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15542 del 21/07/2020

Cassazione civile sez. trib., 21/07/2020, (ud. 25/02/2020, dep. 21/07/2020), n.15542

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BISOGNI Giacinto – Presidente –

Dott. FUOCHI TINARELLI Giuseppe – Consigliere –

Dott. NONNO Giacomo Maria – rel. Consigliere –

Dott. SUCCIO Roberto – Consigliere –

Dott. SAIJA Salvatore – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso iscritto al n. 13177/2012 R.G. proposto da:

Agenzia delle entrate, in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso

la quale è domiciliata in Roma, via dei Portoghesi n. 12;

– ricorrente –

– controricorrente incidentale –

contro

Sahara di G.B. & C. s.n.c., in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in Roma, via

Ottaviano n. 42, presso lo studio dell’avv. Bruno Lo Giudice, che la

rappresenta e difende unitamente all’avv. Franco Zangheri giusta

procura speciale a margine del ricorso;

– controricorrente –

– ricorrente incidentale –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Emilia Romagna n. 39/19/2011, depositata il 7 aprile 2011;

Udita la relazione svolta nella pubblica udienza del 25 febbraio 2020

dal Consigliere Nonno Giacomo Maria.

Udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore

Generale Dott. Visonà Stefano, che ha concluso per l’accoglimento

del terzo e del sesto motivo, rigettati i restanti.

Udito l’avv. Alfonso Peluso per la ricorrente.

Fatto

RILEVATO

CHE:

1. con la sentenza n. 39/19/11 del 07/04/2011, la Commissione tributaria regionale dell’Emilia Romagna (di seguito CTR) accoglieva l’appello proposto da Sahara di G.B. & C. s.n.c. (di seguito Sahara) e del socio amministratore Elvis Brighi avverso la sentenza n. 45/03/08 della Commissione tributaria provinciale di Forlì (di seguito CTP), che aveva respinto il ricorso proposto dai contribuenti avverso due avvisi di accertamento, l’uno nei confronti della società per IRAP e IVA e l’altro nei confronti del socio per IRPEF, entrambi relativi all’anno d’imposta 2002;

1.1. come emerge anche dalla sentenza impugnata, l’avviso di accertamento nei confronti della società era stato emesso con riferimento a tre fatture ricevute per provvigioni e consulenza, fatture ritenute prive dei presupposti giustificativi;

1.1.1. l’avviso di accertamento nei confronti del socio, invece, veniva emesso in conseguenza della rettifica del reddito della società e imputato per partecipazione;

1.1.2. analoghi avvisi di accertamento per reddito di partecipazione venivano notificati anche agli altri soci B.G., B.E. e N.F.M.;

1.2. la CTR, per quanto ancora interessa in questa sede, motivava l’accoglimento dell’appello della società contribuente evidenziando che non vi era violazione del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 14, in materia di litisconsorzio necessario: da un lato, non era stata mai chiesta la riunione dei singoli procedimenti riguardanti i soci B.G. e B.E., i cui procedimenti erano stati definiti dalla medesima Sezione della CTP e dallo stesso collegio, dall’altro, N.F.M. non aveva mai impugnato l’avviso di accertamento che lo riguardava;

2. l’Agenzia delle entrate impugnava la sentenza della CTR con ricorso per cassazione, affidato a sei motivi;

3. Sahara resisteva con controricorso e proponeva ricorso incidentale affidato ad un unico motivo.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

1. va pregiudizialmente affrontata la questione relativa all’integrità del contraddittorio tra Sahara e i soci Br.El., B.G., B.E. e N.F.M.;

1.1. è noto, infatti, che “l’unitarietà dell’accertamento che è alla base della rettifica delle dichiarazioni dei redditi della società di persone e di quelle dei singoli soci comporta, in linea di principio, la configurabilità di un litisconsorzio necessario, con il conseguente obbligo per il giudice, investito dal ricorso proposto da uno soltanto dei soggetti interessati, di procedere all’integrazione del contraddittorio, ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 14, pena la nullità assoluta del giudizio stesso, rilevabile – anche d’ufficio – in ogni stato e grado del processo” (così Cass. n. 16730 del 25/06/2018; ma la giurisprudenza della S.C. è pacifica: si vedano a mero titolo esemplificativo Cass. n. 27603 del 30/10/2018; Cass. n. 1472 del 22/01/2018; Cass. n. 26648 del 10/11/2017; Cass. n. 15566 del 27/07/2016; Cass. n. 7789 del 20/04/2016; Cass. n. 25300 del 28/11/2014; litisconsorzio escluso dalla Corte unicamente in caso di controllo automatizzato delle dichiarazioni della società, senza rideterminazione del reddito: cfr. Cass. n. 9527 del 11/05/2016);

1.2. il litisconsorzio non viene meno allorquando, come in ipotesi, si discuta di IRAP e IVA (si veda l’epigrafe della sentenza impugnata): da un lato, l’IRAP è imputata per trasparenza ai singoli soci (Cass. S.U. n. 13452 del 29/05/2017; Cass. S.U. n. 10145 del 20/06/2012; Cass. n. 29128 del 13/11/2018; Cass. n. 19599 del 24/07/2018; Cass. n. 13767 del 31/07/2012); dall’altro, se è vero che in tema di IVA non si pone un problema di litisconsorzio, è altrettanto vero che allorquando l’Ufficio abbia contestualmente proceduto, con un unico atto, ad accertamenti ai fini anche di altre imposte (come appunto l’IRAP), fondati su elementi comuni, il profilo dell’accertamento impugnato concernente l’imponibile IVA non si sottrae al vincolo necessario del simultaneus processus per l’inscindibilità delle due situazioni, insuscettibili di autonoma definizione (Cass. n. 6303 del 14/03/2018; Cass. n. 21340 del 21/10/2015; Cass. n. 26071 del 30/12/2015);

1.3. la necessità dell’integrazione del contraddittorio nei confronti dei litisconsorti pretermessi è esclusa unicamente nel caso di contemporanea pendenza di più giudizi introdotti dai litisconsorti e trattati e decisi in unico contesto (cfr. Cass. n. 29843 del 13/12/2017; Cass. n. 3830 del 18/02/2010), con possibile riunione sanante in appello (Cass. n. 3789 del 15/02/2018), ma non in sede di legittimità (Cass. n. 13595 del 30/05/2017);

1.4. nel caso di specie, peraltro, il rilievo officioso relativo alla necessaria integrazione del contraddittorio è precluso dalla mancata impugnazione del capo della sentenza della CTR che ha escluso la sussistenza del litisconsorzio necessario con i soci B.G., B.E. e N.F.M. (Cass. n. 3024 del 28/02/2012; Cass. n. 20260 del 19/09/2006);

2. va, peraltro, evidenziato, sempre in via pregiudiziale, che l’Agenzia delle entrate ha proposto impugnazione unicamente nei confronti di Sahara e non anche del socio Br.El., litisconsorte necessario non solo sotto il profilo sostanziale, ma anche sotto il profilo processuale, essendo stato parte del giudizio di primo grado e di appello in controversia all’evidenza inscindibile;

2.1. la mancata impugnazione nei confronti di un litisconsorte necessario non implica nè l’inammissibilità del gravame nè il passaggio in giudicato della sentenza impugnata nei confronti di quest’ultimo, come sostenuto dalla controricorrente: invero, l’impugnazione conserva l’effetto di impedire il passaggio in giudicato della sentenza impugnata, ma impone al giudice di disporre l’integrazione del contraddittorio nei confronti del litisconsorte pretermesso (Cass. n. 8065 del 21/03/2019; Cass. n. 27927 del 31/10/2018; Cass. n. 19910 del 27/07/2018; Cass. n. 18364 del 31/07/2013; Cass. n. 11552 del 14/05/2013; Cass. n. 3071 del 08/02/2011);

2.2. va, dunque, disposta l’integrazione del contraddittorio nei confronti di Br.El., nei cui confronti non è stato notificato il ricorso per cassazione a parte dell’Agenzia delle entrate.

PQM

La Corte rinvia la causa a nuovo ruolo, onerando la parte diligente dell’integrazione del contraddittorio nei confronti di Br.El. nel rispetto del termine di giorni novanta giorni dalla comunicazione della presente ordinanza.

Così deciso in Roma, il 25 febbraio 2020.

Depositato in Cancelleria il 21 luglio 2020

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