Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15521 del 21/07/2020

Cassazione civile sez. trib., 21/07/2020, (ud. 17/12/2019, dep. 21/07/2020), n.15521

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIRGILIO Biagio – Presidente –

Dott. D’AQUINO Filippo – Consigliere –

Dott. SUCCIO Roberto – Consigliere –

Dott. PUTATURO DONATI VISCIDO DI NOCERA M. G. – Consigliere –

Dott. FICHERA Giusep – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 13159/2012 R.G. proposto da:

Agenzia delle Entrate (C.F. 80224030587), in persona del direttore

pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocatura generale dello

Stato, elettivamente domiciliata presso i suoi uffici in Roma via

dei Portoghesi 12.

– ricorrente –

contro

Officina Meccanica F.lli G. s.n.c. di G.F. (C.F.

(OMISSIS)), in persona del legale rappresentante pro tempore,

G.F. (C.F. (OMISSIS)), G.G. (C.F. (OMISSIS)) e

G.A. (C.F. (OMISSIS)), tutti rappresentati e difesi dagli

avv.ti Carlo Amato e Giuseppe Marini, elettivamente domiciliati

presso lo studio di quest’ultimo, in Roma via di Villa Sacchetti 9.

– controricorrenti

Avverso la sentenza n. 58/01/2011 della Commissione Tributaria

Regionale del Veneto, depositata il giorno 4 aprile 2011.

Sentita la relazione svolta nella camera di consiglio del giorno 17

dicembre 2019 dal Consigliere Giuseppe Fichera.

Fatto

FATTI DI CAUSA

La Officina Meccanica F.lli G. s.n.c. di G.F. e i soci G.F. e G.G., impugnarono separatamente gli avvisi di accertamento notificati dall’Agenzia delle Entrate, con i quali vennero ripresi a tassazione maggiori redditi ai fini IRAP ed IVA per la società ed IRPEF per i soli soci, applicando le relative sanzioni, in relazione all’anno d’imposta 2003.

Le separate impugnazioni vennero riunite e quindi integralmente respinte in primo grado; proposto appello dai contribuenti, la Commissione Tributaria Regionale del Veneto, con sentenza depositata il giorno 4 aprile 2011, lo accolse annullando tutti gli atti impugnati.

Avverso la detta sentenza, l’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione affidato a cinque motivi, cui hanno risposto con controricorso la Officina Meccanica F.lli G. s.n.c. di G.F. e i soci G.F., G.G. e G.A..

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Con il primo motivo deduce l’Agenzia delle Entrate vizio di motivazione ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5), nonchè la violazione del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, artt. 18 e 36, poichè la commissione tributaria regionale ha sostanzialmente omesso di dare conto delle ragioni per cui ha inteso respingere le eccezioni preliminari, sollevate dall’appellata, in ordine al difetto di specificità dei motivi di appello.

2. Con il secondo motivo assume di nuovo vizio di motivazione ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5), nonchè la violazione del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, artt. 36 e 53, poichè il giudice di merito non ha rilevato l’inammissibilità dell’appello, per difetto dei requisiti di specificità dei relativi motivi.

3. Con il terzo motivo ancora denuncia vizio di motivazione ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5), nonchè la nullità della sentenza impugnata, essendo priva di motivazione, se non meramente apparente, in ordine all’eccezione di difetto di specificità dei motivi di appello.

3.1. I tre motivi sostanzialmente connessi per l’oggetto, possono essere esaminati congiuntamente e sono tutti privi di fondamento.

Com’è noto, nel processo tributario l’indicazione dei motivi specifici dell’impugnazione, richiesta dal D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53, non deve necessariamente consistere in una rigorosa e formalistica enunciazione delle ragioni invocate a sostegno dell’appello, richiedendosi, invece, soltanto una esposizione chiara ed univoca, anche se sommaria, sia della domanda rivolta al giudice del gravame, sia delle ragioni della doglianza (Cass. 21/11/2019, n. 30341; Cass. 19/01/2007, n. 1224).

Dunque, nella vicenda all’esame di questa Corte, attraverso la mera lettura degli atti processuali, non è dubitabile che gli appellanti, come del resto puntualmente riportato nella parte motiva della sentenza impugnata, formularono sette distinti motivi di censura, illustrando compiutamente tutte le plurime doglianze mosse alla sentenza impugnata.

4. Con il quarto motivo eccepisce la violazione del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 42 e del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 56, atteso che il giudice di merito ha ritenuto illegittimi gi atti impugnati, solo perchè non vi erano allegati gli atti di verifica relativi ad altre società, pure richiamati nella motivazione del provvedimento.

4.1. Il motivo non ha fondamento.

Secondo l’orientamento consolidato di questa Corte, in tema di avvisi di accertamento l’obbligo dell’Amministrazione di allegare tutti gli atti citati nell’atto, ai sensi della L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 7, va inteso in necessaria correlazione con la finalità “integrativa” delle ragioni che, per l’Amministrazione emittente, sorreggono l’atto impositivo, secondo quanto dispone la L. 7 agosto 1990, n. 241, art. 3, comma 3; il contribuente ha, infatti, diritto di conoscere tutti gli atti il cui contenuto viene richiamato per integrare tale motivazione, ma non quello di conoscere il contenuto di tutti quegli atti, cui si faccia rinvio nell’atto impositivo e sol perchè ad essi si operi un riferimento, ove la motivazione sia già sufficiente (e il richiamo ad altri atti abbia, pertanto, mero valore “narrativo”), oppure se, comunque, il contenuto di tali ulteriori atti, almeno nella parte rilevante ai fini della motivazione dell’atto impositivo, sia già riportato nell’atto noto (Cass. 18/12/2009, n. 26683; Cass. 10/02/2016, n. 2614; Cass. 05/10/2018, n. 24417).

Nella vicenda che ci occupa, allora, al contrario di quanto sostenuto dalla ricorrente, non risulta che negli avvisi di

accertamento impugnati l’amministrazione abbia neppure

sommariamente descritto gli esiti degli accertamenti svolti nei confronti di due società, le quali avevano intrattenuto rapporti di natura commerciale con la Officina Meccanica F.lli G. s.n.c. di G.F.. Più in dettaglio, nulla è riportato – come emerge chiaramente dalla lettura di uno degli avvisi di accertamento impugnati, integralmente riprodotto nel corpo del ricorso dell’Agenzia delle Entrate – in ordine a quale fosse il contenuto dei processi verbali di constatazione redatti in data 29 giugno 2006 a carico delle predette società; e ciò nonostante proprio siffatti processi verbali fossero stati posti a sicuro fondamento della ripresa a tassazione qui impugnata.

5. Con il quinto motivo lamenta la violazione del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, artt. 39 e 41-bis e del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 21, dell’art. 115 c.p.c., dell’art. 2697 c.c., nonchè vizio di motivazione ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5), considerato che nonostante gli elementi presuntivi addotti dall’amministrazione, la commissione tributaria regionale ha ritenuto che non vi fosse prova della natura fittizia dei contratti di gestione pubblicitaria.

5.1. Il motivo è inammissibile per difetto di interesse, atteso che, come visto, la decisione impugnata si fonda anche su un’altra ratio decidendi, che resiste alle censure avanzate dalla odierna ricorrente.

6. Le spese seguono la soccombenza.

P.Q.M.

Respinge il ricorso. Condanna la ricorrente al pagamento delle spese

processuali in favore dei controricorrenti, liquidate in complessivi Euro 5.600,00, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15% e agli accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 17 dicembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 21 luglio 2020

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA