Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15481 del 26/07/2016


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Cassazione civile sez. VI, 26/07/2016, (ud. 23/06/2016, dep. 26/07/2016), n.15481

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. CIRILLO Ettore – Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 11423-2015 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

S.A., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR

presso la CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato MARCO

ANTONIO LOI, giusta procura a margine della costituzione in

giudizio;

– resistente –

avverso la sentenza n. 371/8/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di CAGLIARI SEZIONE DISTACCATA di SASSARI del 6/10/2014,

depositata il 05/11/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

23/06/2016 dal Consigliere Relatore Dott. ROBERTO GIOVANNI CONTI;

udito l’Avvocato Valerio Ficali (delega avvocato Marco Antonio Loi)

difensore del resistente che si riporta agli scritti.

Fatto

IN FATTO E IN DIRITTO

La sentenza della CTR Sardegna indicata in epigrafe ha accolto l’appello di S.A. annullando la pronunzia di primo grado che aveva rigettato il ricorso contro l’avviso di accertamento, il ruolo e la cartella dallo stesso individualmente indicati.

L’Agenzia ha proposto ricorso per cassazione affidato a tre motivi. Nessuna difesa scritta ha depositato la parte intimata che ha però depositato memoria.

Il primo motivo di ricorso è manifestamente infondato alla stregua dei principi espressi dalle S.U. di questa Corte a proposito dell’impugnabilità dell’estratto ruolo se correlata all’impugnazione di un altro atto pregresso che si assume non notificato alla parte contribuente – Cass. S.U. n. 19704/2015 -. Il secondo motivo è inammissibile per carenza di interesse. La CTR ha esaminato nel merito la censura esposta dalla parte contribuente per effetto della riforma della decisione di primo grado che aveva ritenuto non impugnabile autonomamente l’estratto ruolo. Il richiamo all’art. 112 c.p.c. è dunque ultroneo rispetto alla ratio decidendi che ha invece esaminato parte delle censure esposte dalla parte contribuente concernenti la legittimità degli atti presupposti, rimaste assorbite in primo grado per effetto della ritenuta inammissibilità del ricorso. Rispetto a tale decisione la censura esposta dall’Agenzia è dunque mal posta.

Il terzo motivo di ricorso è manifestamente inammissibile.

La CTR, omettendo l’esame della questione relativa alla validità della cartella, ha ritenuto di esaminare la questione correlata alla validità dell’atto di accertamento, ritenendo assorbita l’altra questione.

Orbene, rispetto a tale decisione, la questione relativa al mancato esame dell’eccezione relativa alla nullità dell’avviso di accertamento non integra un fatto controverso e decisivo per il giudizio che possa essere aggredito con il vizio di cui all’art. 360 c.pl.c., n. 5 nella versione ratione temporis applicabile, semmai ponendo in discussione la correttezza giuridica della decisione impugnata, non integrando l’assorbimento di una questione il concetto di fatto controverso e decisivo per il giudizio alla stregua dell’art. 360 c.p.c., n. 5.

Il ricorso va pertanto rigettato.

Nulla sulle spese.

PQM

La Corte, visti gli artt. 375 e 380 bis c.p.c. Rigetta il ricorso.

Nulla sulle spese.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della sezione sesta civile, il 23 giugno 2016.

Depositato in Cancelleria il 26 luglio 2016

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