Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1547 del 23/01/2020

Cassazione civile sez. VI, 23/01/2020, (ud. 11/12/2019, dep. 23/01/2020), n.1547

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MOCCI Mauro – Presidente –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – rel. Consigliere –

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 35529-2018 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE 06363391001, in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

S.G., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,

presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato

VINCENZO TARANTO;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 4315/13/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della SICILIA SEZIONE DISTACCATA di CATANIA, depositata il

02/11/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 11/12/2019 dal Consigliere Relatore Dott. MARIA ENZA

LA TORRE.

Fatto

RITENUTO

che:

L’Agenzia delle entrate ricorre per- la cassazione della sentenza della CTR della Sicilia, che in controversia su impugnazione da parte di S.G. del diniego di rimborso dell’imposta Irpef e Ilor nel triennio 1990/1992, previsto a favore dei soggetti colpiti dal sisma siciliano del dicembre 1990, ha respinto l’appello dell’Ufficio, confermando la sentenza di primo grado che aveva parzialmente accolto il ricorso del contribuente.

La CTR, preso atto dell’art. 107, par. 2, lett. B TFUE, del regolamento comunitario cd de minimis (n. 1407/2E43 e n. 717/2014) e della giurisprudenza unionale (C-2015-5549:i e di legittimità (Cass. n. 10191/2017), ha respinto l’appello de l’Ufficio, trattandosi nella fattispecie di professionista e c’importo complessivo del rimborso richiesto per il triennio di gran lunga inferiore a quello limite fissato dal legislatore comunitario ai fini de la regola de minimis.

Il contribuente si costituisce con controricorso, eccependo l’inammissibilità e l’infondatezza del riccrso.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Col primo motivo si deduce violazione della L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, e violazione L. n. 190 del 2014, art. 1, comma 66, art. 108, par. 3, TFUE, ex art. 360 c.p.c., n. 3, mancando una norma ad hoc che preveda la copertura finanziaria dell’agevolazione in questione;

col secondo motivo, proposto ex art. 360 c.p.c., n. 3, si deduce violazione della L. n. 190 del 2014, art. 1, comma 665, come modif. dalla L. n. 123 del 2017.

Il primo motivo è fondato e va accolto, con assorbimento del secondo.

Va premesso che secondo questa Co-te, il rimborso d’imposta di cui alla L. n. 190 del 2014, art. 1, comma 665, a favore dei soggetti colpiti dal sisma siciliano del 13 e 16 dicembre 1990, a seguito dell’intervento della Commissione IJE con la decisione del 14 agosto 2015, C (201.5) 5549, non è applicabile ai soggetti che esplicano attività di “impresa comunitaria”, rispetto alla quale rileva esclusivamente lo svolgimento ci attività economica volta a fornire beni o servizi (nella specie tale attività di medico), essendo invece irrilevante l’elemento soggettivo, sia sotto il profilo della qualifica dell’attività (di impresa o professonale, di lavoro autonomo e di esercente attività c.d., protette), sia sotto il profilo della struttura propria del soggetto (persona fisca o ente collettivo, soggetto di diritto privato o pubblico), rilevando esclusivamente lo svolgimento di una attività economica volta a fornire beni o servizi (Cass. 13 dicembre 2017, n. 29905).

Inoltre, in tema di aiuto ci Stato erogato a un’impresa per calamità naturali, il giudice nazionale è tenuto a verificare se il beneficio individuale sia compatibile con regolamento “de minimis” applicabile o, hn di ‘etto, se ricorrono le condizioni che rendono l’aiuto compatibile con il,nercato interno ai SerlS dell’art. 107, p. 2, lett. b), TFUE (e cioè che si tratti di aiuto destinato a compensare i danni causati da calamità naturali). Da ciò cerva che il contribuente che vuole fruire del beneficio deve fornire la prova, per il rispetto del limite del “de minimis.;”, che l’ammontare totale degli aiuti ottenuti nel periodo di tre anni (decorrente dal momento dell’ottenimento del primo aiuto e comprendente qualsiasi aiuto pubblico, accordato sotto qualsiasi forma) non supera la soglia prevista nel regolamento, ovvero, per l’applicazione dell’ipotesi prevista dall’art. 107, p. 2. lett. b) TFUE, di avere sede operativa nell’area colpita dalla calamità al momento dell’evento ed anche l’assenza di una sovra compensazione dei danni subiti, scorporando dal pregiudizio accertato l’importo compensato da altre fonti (assicurative o derivanti da altre forme di aiuto: Cass. 2 maggio 2018, n. 10450);

Nel caso di specie, la CTR ha esaminato la questione, ma lo ha fatto limitatamente alla somma richiesta a rimborso, che risulta inferiore al tetto de minimis di Euro 200.300, sen;:a esaminare gli ulteriori profili.

E stato affermato sul punto, con decisione cui si aderisce, che nel rispetto del principio de ron basta che l’importo chiesto in rimborso ed ogget:o del singolo procedimento sia inferiore alla soglia fissata del diritto dell’UE, dovendo invece la relativa prova riguardare l’ammontare massimo totale dell’auto rientrante nella categoria de minimis su un periodo di tre anni a decorrere dal momento del primo aiuto, comprendendovi qualsiasi aiuto pubblico accordato, anche quale aiuto de minimis (Cass. n. 14465 del 09/06/2017; n. 30928/2019. E’ mancata pertanto nella fattispecie la valutazione delle ulteriori condizioni che rendono legittimo l’aiuto di stato (verificare tutti gli aiuti ottenuti a qualsiasi titolo in regime de minimis nell’arco di tre esercizi finanziari, in relazione alle allegazioni del contribuente), essendo lo Stato responsabile degli strumenti necessari per attuare un efficace controllo.

La sentenza impugnata deve, pertanto, essere cassata e la causa rinviata alla CTR della Sicilia, in diversa composizione, che provvederà anche Sulle spese del presente giudizio di cassazione.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla CTR della Sicilia, in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 11 dicembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 23 gennaio 2020

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