Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1542 del 22/01/2018


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Cassazione civile, sez. VI, 22/01/2018, (ud. 10/01/2018, dep.22/01/2018),  n. 1542

Fatto

RAGIONI DELLA DECISIONE

La Corte:

costituito il contraddittorio ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c. (come modificato dal D.L. 31 agosto 2016, n. 168, convertito con modificazioni dalla L. 25 ottobre 2016, n. 197), osserva con motivazione semplificata:

1. L’Agenzia delle entrate ricorre, con unico motivo declinato per violazione di norme di diritto sostanziali, per la cassazione della sentenza n. 126/2016, laddove la CTR-Puglia (sez. Lecce) ha annullato l’avviso di accertamento (OMISSIS) (Iva, Irpeg, Irap – 2003) notificato il 6 ottobre 2008, perchè preceduto da accertamento parziale (OMISSIS) notificato il 26 febbraio 2007 e definito in adesione il 17 luglio 2007. La contribuente, s.r.l. Emmeauto Lecce, resiste con controricorso.

2. Il ricorso è fondato.

2.1 La difesa erariale, con opportuni e precisi rinvii agli atti contenuti nell’incarto processuale (peraltro confermati dai rinvii effettuati anche dalla difesa privata), fa rilevare che il secondo atto impositivo si basa sul p.v.c. redatto dalla G.d.F. il 18 dicembre 2007, dunque successivo sia al primo atto impositivo, sia all’atto di adesione.

2.2 In punto di diritto è assolutamente pacifico che costituiscono dati la cui sopravvenuta conoscenza legittima l’integrazione o la modificazione in aumento dell’avviso di accertamento, mediante notificazione di nuovi avvisi, ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 43, comma 3, (e D.P.R. n. 633 del 1972, art. 57, comma 3), anche i dati conosciuti da un ufficio fiscale, ma non ancora in possesso di quello che ha emesso l’avviso di accertamento al momento dell’adozione di esso (Cass., Sez. 5, Sentenza n. 11057 del 12/05/2006).

2.3 Peraltro il D.P.R. n. 600 del 1973, art. 33, il quale pone a carico degli uffici finanziari e della Guardia di finanza l’obbligo di darsi reciproca e tempestiva comunicazione delle attività intraprese, non attribuisce al contribuente il diritto a non essere ulteriormente compulsato, nè consente, in mancanza di un’espressa comminatoria, di dedurre dalla eventuale violazione di tale obbligo una sanzione sul piano della validità dell’accertamento, trattandosi di una disposizione volta a regolare (per evidenti ragioni di economicità) i rapporti tra l’ufficio fiscale e la Guardia di finanza (Cass., Se. 5, Sentenza n. 23353 de13011012006).

2.4 Nè ciò è derogabile per esservi stato un primo accertamento parziale, che – a mente del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 41-bis (e il D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54) – è solo uno strumento diretto a perseguire finalità di sollecita emersione della materia imponibile, ove le attività istruttorie diano contezza della sussistenza a qualsiasi titolo di attendibili posizioni debitorie e non richiedano, in ragione della loro oggettiva consistenza, l’esercizio di valutazioni ulteriori rispetto al mero recepimento del contenuto della segnalazione ricevuta dall’Ufficio procedente (Cass., Sei 5, Sentenza n. 2633 del 10/ 0212016).

2.5 Nè, ancora, rileva che il primo accertamento, notificato il 26 febbraio 2007, sia stato definito con adesione il 17 luglio 2007, poichè, per norma espressa, tale forma di definizione non esclude l’esercizio dell’ulteriore azione accertatrice entro i termini previsti dal D.P.R. n. 600 del 1973, art. 43 e del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 57, “se la definizione riguarda accertamenti parziali” (così il D.Lgs. 19 giugno 1997, n. 218, art. 2, comma 4, lett. b)).

3. La CTR-Puglia (sez. Lecce), nell’annullare l’avviso di accertamento notificato il 6 ottobre 2008 e basato sul p.v.c. redatto dalla G.d.F. il 18 dicembre 2007 (documentazione extra-contabile; sotto-fatturazione; fraudolenta applicazione di aliquote agevolate), si è discostata dai superiori principi di diritto, essendosi limitata ad affermare, con asserzione anapodittica, che si era trattato di elementi che l’Agenzia “avrebbe dovuto o potuto conoscere sin dall’inizio”.

3.1 La sentenza d’appello va, pertanto, cassata con rinvio al giudice competente per nuovo esame, alla luce degli enunciati principi di diritto, e per la regolazione delle spese.

PQM

La Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza in relazione al motivo accolto; rinvia alla Commissione tributaria regionale della Puglia (sez. Lecce) in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, il 10 gennaio 2018.

Depositato in Cancelleria il 22 gennaio 2018

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