Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1541 del 27/01/2014


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Civile Sent. Sez. 5 Num. 1541 Anno 2014
Presidente: CIRILLO ETTORE
Relatore: MELONI MARINA

SENTENZA

sul ricorso 12641-2007 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro
tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che lo rappresenta e difende ope legis;
– ricorrente contro

2013
2879

FALL. LA FOLGORE SCARL;
– intimato –

avverso la sentenza n. 274/2005 della
COMM.TRIB.REG.SEZ.DIST. di SALERNO, depositata il
21/03/2006;

Data pubblicazione: 27/01/2014

udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 21/10/2013 dal Consigliere Dott. MARINA
MELONI;
udito per il ricorrente l’Avvocato DETTORI che ha
chiesto l’accoglimento;

Generale Dott. IMMACOLATA ZENO che ha concluso per
l’accoglimento del ricorso.

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore

Svolgimento del processo

Con avviso di rettifica parziale IVA per l’anno

parte dell’Agenzia delle Entrate Ufficio IVA di
Avellino, l’Amministrazione recuperava a tassazione
reddito imponibile per lire 43.000.000 ed accertava
una maggiore imposta IVA complessiva per lire
8.337.000. Il recupero scaturiva da un processo
verbale di constatazione della Guardia di Finanza
in data 28 novembre 1997 dal quale risultava che la
società aveva indebitamente emesso 60 note di
credito non suffragate da alcuna documentazione,
per rapporti commerciali risalenti al 1993
intrattenuti con la società Euroconserve spa
dichiarata fallita con sentenza nr.56 del
29/10/2002.

1997 notificato a La Folgore soc.coop. a r.l. da

La contribuente presentava ricorso avverso l’avviso
di rettifica davanti alla Commissione Tributaria
provinciale di Avellino e la CTP accoglieva il
ricorso solo parzialmente ed annullava in parte
l’avviso.

1

e

Su ricorso in appello

proposto

dall’Agenzia, la Commissione tributaria regionale
della

Campania,

con

sentenza

nr.274/02/05

depositata in data 21/3/2006, confermava la
sentenza di primo grado e compensava le spese di

Tributaria regionale della Campania ha proposto
ricorso per cassazione l’Agenzia delle Entrate con
un motivo e la contribuente non ha svolto difese.

MOTIVI DELLA DECISIONE
Con unico motivo di ricorso l’Ufficio lamenta
violazione dell’art.2 comma l lett. c-bis) D.L.
31/12/1996 nr. 699 in relazione all’art.360
comma l nr.3 cpc perché i giudici di appello
hanno ritenuto che il recupero a norma dell’art.
26 DPR 633/72, così come modificato dalla norma
di cui sopra, fosse illegittimo e ciò in quanto
era consentito alla società creditrice stornare

giudizio. Avverso la sentenza della Commissione

il proprio credito nei confronti della società
debitrice fallita anche senza chiedere
l’iscrizione al passivo fallimentare del credito
vantato nei confronti della società sottoposta a
procedura concorsuale.

2

T

Il motivo è fondato. Infatti, secondo Sez 5,
Sentenza n. 27136 del 16/12/2011, “In tema di
IVA, la variazione prevista dal secondo comma
dell’art. 26 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633,

fattura per un’operazione, successivamente
venuta meno per mancato pagamento a causa di
procedure esecutive rimaste infruttuose,
richiede, quale presupposto indefettibile, che
la procedura medesima non solo abbia avuto
effettivamente inizio, ma anche definitiva
conclusione, sicché sia certo – almeno in senso
relativo in quanto non può escludersi che il
debitore possa in futuro tornare “in bonis”
l’esito infruttuoso dell’esecuzione giudiziale e
non vi sia dubbio alcuno sull’incapienza (totale
o parziale) del patrimonio del debitore e sulla
definitività dell’insoluto. (In applicazione del

con riguardo al caso in cui sia stata emessa

principio, la S.C. ha cassato la sentenza
impugnata, che aveva ritenuto legittimo lo
“storno” di una fattura, motivato per la perdita
del credito vantato, prima che fosse iniziata la
procedura esecutiva per l’eventuale recupero).

3

DA-

Pertanto, conformemente al predetto orientamento
appare condivisibile l’affermazione dell’Ufficio
secondo il quale l’art. 26 sopra citato (il
quale afferma che la nota rettificativa in

un mancato pagamento causato da procedure
concorsuali rimaste infruttuose) deve essere
interpretato nel senso che è necessaria la
partecipazione del creditore alla procedura
concorsuale e che la prova dell’infruttuoso
esperimento del recupero concorsuale emerge solo
a seguito dell’infruttuosa ripartizione finale
dell’attivo oppure, in mancanza, con la
definitività del provvedimento di chiusura del
fallimento.
Per quanto sopra il ricorso deve essere accolto
e la sentenza deve essere cassata senza rinvio.
La causa può essere decisa nel merito ex art.

diminuzione può essere emessa solo quando vi sia

384 cpc non richiedendo ulteriori accertamenti
in punto di fatto, con rigetto del ricorso
introduttivo.
Ricorrono giusti motivi per compensare fra le
parti le spese dei gradi del giudizio di merito,
stante l’evolversi della vicenda processuale,
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mentre le spese del

giudizio

di

legittimità vanno poste a carico della società
contribuente.
P.Q.M.

decidendo nel merito rigetta il ricorso
introduttivo. Condanna La Folgore soc.coop. a
r.l. al pagamento delle spese di giudizio che si
liquidano in 1.600,00 oltre spese prenotate a
debito.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio della
V sezione civile il 21/10/2013
Il consigliere estensore

sid

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza e

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