Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15408 del 13/07/2011

Cassazione civile sez. VI, 13/07/2011, (ud. 15/06/2011, dep. 13/07/2011), n.15408

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PREDEN Roberto President – –

Dott. AMATUCCI Alfonso – Consigliere –

Dott. AMENDOLA Adelaide – Consigliere –

Dott. GIACALONE Giovanni – rel. Consigliere –

Dott. FRASCA Raffaele – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 14067-2010 proposto da:

A.G. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA DEI VILLINI 15, presso lo studio dell’avvocato CAPRINO

GAETANO, che lo rappresenta e difende unitamente a se medesimo,

giusta procura speciale in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

ALLIANZ SPA (OMISSIS) – quale società conferitaria della Allianz

Subalpina SpA e del Lloyd Adriatico SpA (che hanno trasferito

interamente il proprio complesso aziendale organizzato per

l’esercizio dell’attività assicurativa alla Riunione Adriatica di

Sicurtà SpA con cambio denominazione sociale in società Allianz

SpA) in persona del procuratore, elettivamente domiciliata in ROMA,

VIA PANAMA 88, presso lo studio dell’avvocato SPADAFORA GIORGIO, che

la rappresenta e difende, giusta procura speciale a margine del

controricorso;

– controricorrente –

e contro

BRIXINA SRL (OMISSIS), B.G. in R.;

– intimate –

avverso la sentenza n. 863/2009 del TRIBUNALE di BOLZANO del 15.7.09,

depositata il 16/07/2009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

15/06/2011 dal Consigliere Relatore Dott. GIOVANNI GIACALONE;

udito per il ricorrente l’Avvocato Gaetano Caprino che chiede il

rinvio del ricorso per transazione.

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. ROSARIO

GIOVANNI RUSSO che si oppone al rinvio.

Fatto

IN FATTO E IN DIRITTO

Nella causa indicata in premessa è stata depositata la seguente relazione:

“1. La sentenza impugnata, confermando quella del Giudice di pace di Bolzano, ha rigettato la domanda di risarcimento danni da sinistro stradale proposta dall’odierno ricorrente ritenendo insussistenti i presupposti per l’applicazione dell’art. 2054 c.c. per mancanza di elementi certi che facessero propendere per uno scontro tra i veicoli. Non sussistevano elementi, da un lato, per far prevalere le dichiarazioni dei testi dell’attore su quelle della teste di parte convenuta, la cui reciproca attendibilità, rispettivamente per le discordanti versioni fornite e per il rapporto di parentela, poteva essere ragionevolmente messa in dubbio. Non poteva nemmeno escludersi, aggiungeva il Tribunale, che l’appellante, perdendo l’equilibrio, sia caduto del tutto autonomamente a terra e nel cadere sia andato ad urtare l’auto de qua. Il fatto che la conducente dell’auto si sia offerta di soccorrere l’odierno ricorrente, lungi dall’integrare condotta di valenza confessoria, andava semplicemente ricondotta a spirito di solidarietà ed educazione civica.

2. Ricorre per cassazione l’ A., con quattro motivi, resiste la compagnia assicuratrice con controricorso ; gli altri intimati non hanno svolto attività difensiva. Questi sono i motivi:

2.1. Violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c., art. 132 c.p.c., n. 4;

omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su punti decisivi, per avere il giudice d’appello erroneamente valutato le prove, dalle quali risulterebbe che la domanda dell’attrice era fondata;

2.2. Violazione delle norme di cui all’art. 360 c.p.c., n. 3 e n. 5 per avere deciso la causa senza prendere chiaramente posizione per alcuna delle parti e reso quindi una decisione priva di motivazione, con nullità della relativa sentenza;

2.3. Violazione dell’art. 2054 c.c. e art. 115 c.p.c., nonchè omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su punti decisivi per avere reso l’illegittima ed errata pronuncia sopra riportata, senza considerare che tutti i testi hanno affermato che l’incidente si era verificato a seguito di uno scontro (contatto) tra il manubrio della bicicletta e lo specchietto retrovisore dell’auto, che, pertanto, ponendo a base della decisione le prove offerte dalle parti avrebbe dovuto ritenersi un concorso di colpa; mentre il vizio di motivazione consisterebbe nel non aver considerato che tutti i testi hanno confermato l’avvenuto scontro tra i due veicoli.

2.4. Errata applicazione dell’art. 360, n. 5 omessa insufficiente e contraddittoria motivazione in relazione alla mancata applicazione dell’art. 92 c.p.c., per la mancata compensazione delle spese di lite, poste per entrambi i gradi a carico dell’odierno ricorrente.

3. Le censure – che possono trattarsi congiuntamente stante l’intima connessione e la sostanziale unitarietà delle relative doglianze – sono manifestamente prive di pregio.

3.1. Come emerge dalla motivazione innanzi riepilogata, il giudice di appello ha proceduto ad una completa e puntuale valutazione degli elementi probatori acquisiti agli atti ed ha verificato che non risultava provato che si fosse verificato uno scontro tra veicoli, traendone il congruo convincimento della non applicabilità dell’art. 2054 c.c.. Così operando il Tribunale, lungi dall’abdicare al proprio dovere decisorio, ha fatto corretta applicazione dei canoni in tema di ripartizione dell’onere probatorio: nella specie, incombeva sull’odierno ricorrente l’onere di provare che la fattispecie rientrasse nell’ipotesi prevista dalla legge.

3.2. Deve affermarsi, pertanto, confermando consolidati orientamenti di questa S.C., che i descritti motivi si risolvono in un’inammissibile richiesta di nuova valutazione di fatti ormai definitivamente accertati in sede di merito, dato che la parte ricorrente, lungi dal prospettare alcun vizio rilevante della sentenza gravata sotto il profilo di cui all’art. 360 c.p.c., n. 5, e delineando solo genericamente la violazione di norme sulla valutazione dei mezzi di prova e sulla ripartizione del relativo onere, si limita ad invocare una diversa lettura delle risultanze probatorie e dei fatti, come accertati, ricostruiti ed interpretati dalla corte di merito. Nelle parti in cui prospettano vizi di motivazione, le censure non tengono conto, quanto alla valutazione delle prove adottata dai giudici di merito, il sindacato di legittimità non può investire il risultato ricostruttivo in sè, che appartiene all’ambito dei giudizi di fatto riservati al giudice di merito, (Cass. n. 12690/10, in motivazione; n. 5797/05; 15693/04) . Del resto, i vizi motivazionali denunciabili in Cassazione non possono consistere nella difformità dell’apprezzamento dei fatti e delle prove dato dal giudice del merito rispetto a quello preteso dalla parte, spettando solo a detto giudice individuare le fonti del proprio convincimento, valutare le prove, controllarne l’attendibilità e la concludenza, scegliere tra le risultanze istruttorie quelle ritenute idonee a dimostrare i fatti in discussione, dare prevalenza all’uno o all’altro mezzo di prova, salvo i casi tassativamente previsti dalla legge in cui un valore legale è assegnato alla prova (Cass. n. 6064/08; nonchè Cass. n. 26886 /08 e 21062/09, in motivazione).

3.3. Anche la quarta censura è manifestamente infondata, avendo i giudici di merito correttamente fatto applicazione del principio della soccombenza nella decisione in ordine alle spese di lite”. La relazione è stata comunicata al Pubblico Ministero e notificata ai difensori delle parti costituite, che non hanno presentato memorie.

Ritenuto che, a seguito della discussione sul ricorso in camera di consiglio, il collegio ha condiviso i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione. Il ricorso deve perciò essere rigettato essendo manifestamente infondato. Le spese seguono la soccombenza nei rapporti tra le parti costituite (Allianz) e si liquidano in dispositivo.

visti gli artt. 380-bis e 385 cod. proc. civ..

P.Q.M.

Rigetta il ricorso. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio nei confronti della parte costituita, che liquida in Euro 900= di cui Euro 700= per onorario, oltre spese generali ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 15 giugno 2011.

Depositato in Cancelleria il 13 luglio 2011

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