Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15380 del 28/06/2010

Cassazione civile sez. III, 28/06/2010, (ud. 03/05/2010, dep. 28/06/2010), n.15380

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VARRONE Michele – Presidente –

Dott. PETTI Giovanni Battista – Consigliere –

Dott. FILADORO Camillo – Consigliere –

Dott. URBAN Giancarlo – Consigliere –

Dott. AMBROSIO Annamaria – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 11685-2005 proposto da:

ASSITECA BROKER ASSICURAZIONI SPA (OMISSIS) in persona

dell’Amministratore Delegato Dott. L.L., elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA S. TOMMASO D’AQUINO 75, presso lo studio

dell’avvocato D’OVIDIO ETTORE, rappresentato e difeso dall’avvocato

MANGIA GIOVANNI con procura speciale del Notaio Dott. ROBERTO DINI

in MILANO il 76/04/2005 Repertorio N. 47.637;

– ricorrente –

contro

G.C.;

– intimati –

sul ricorso 15970-2005 proposto da:

G.C. (OMISSIS) domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la

Cancelleria della CORTE Di CASSAZIONE, rappresentato e difeso

dall’avv. DI GIOVANNI LOREDANA con delega a margine del

controricorso con ricorso incidentale;

– ricorrente –

e contro

ASSITECA BROKER ASSIC SPA;

– intimati –

avverso la sentenza n. 977/2004 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,

emessa il 11/10/2004; depositata il 24/11/2304; R.G.N. 100/01;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza dei

03/05/2010 dal Consigliere Doti. ANNAMARIA AMBROSIO;

udito l’Avvocato TALO CASTALDI (per delega Avvocato GIOVANNI MANGIA);

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

LECCISI Giampaolo che ha concluso peri il rigetto del ricorso

principale e assorbimento del ricorso incidentale.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1.1. Con sentenza in data 8-5-2000, il Tribunale di Pescara – decidendo sull’opposizione proposta da G.C. avverso il decreto ingiuntivo di pagamento della somma L. 43.463.873 in favore della s.p.a. ASSITECA Broker di Assicurazioni, a titolo di premio della polizza, stipulata per il tramite del suddetto broker con i Lloyd’s di Londra, per la copertura assicurativa di opere esposte in una mostra, organizzata dal G., nella qualità di direttore dell’Istituto di studi e ricerche “(OMISSIS)” – revocava il decreto ingiuntivo opposto per la ritenuta inidoneità della prova offerta in sede monitoria (in quanto la polizza risultava quietanzata); condannava, nello stesso tempo, il G. al pagamento della somma ingiunta, ritenendo acquisita nel giudizio di opposizione la prova della simulazione della quietanza.

1.2. La decisione gravata da impugnazione in via principale dal G. e in via incidentale dall’ASSITECA s.p.a., era riformata dalla Corte di appello dell’Aquila, la quale, con sentenza in data 24-11-2004, rigettava l’appello incidentale e, in accoglimento di quello principale, rigettava la domanda dell’ASSITECA, che condannava alle spese del doppio grado.

1.3. Avverso detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione la s.p.a. ASSITECA, svolgendo tre motivi, illustrati anche da memoria.

Ha resistito G.C., depositando controricorso e svolgendo, a sua volta, ricorso incidentale.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Preliminarmente occorre procedere ex art. 335 c.p.c. alla riunione dei ricorsi, principale e incidentale, avverso la medesima sentenza.

1.1. La Corte di appello – andando in contrario avviso rispetto al Tribunale – ha ritenuto che, avuto riguardo al valore di confessione stragiudiziale proprio della quietanza apposta sulla polizza, l’esistenza del fatto estintivo dell’ obbligazione dedotta in sede monitoria, potesse essere contestata solo mediante la prova dei fatti richiesti dall’art. 2732 c.c. e non già allegando la simulazione, come aveva fatto l’opposta-ingiungente; ha, quindi, rilevato l’inammissibilità della prova orale ammessa in primo grado, in applicazione del comb. disp. degli artt. 2722 e 2726 c.c. ritenendo assorbito – in considerazione della prova del pagamento rappresentata dalla quietanza – ogni altro motivo di impugnazione.

2. Ricorso principale – 2.1. Con il primo motivo di ricorso si denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 1414 c.c. in riferimento all’art. 360 c.p.c.. Al riguardo parte ricorrente lamenta che la Corte di appello si sia limitata ad esaminare le eccezioni dell’opponente, senza verificare i contenuti della documentazione depositata dalla difesa dell’ASSITECA, da cui risultava che il G. aveva usufruito della apposizione della quietanza di pagamento sulle polizze assicurative, al fine di consentire il trasporto di opere e l’allestimento di mostre presso la “(OMISSIS)”, sebbene il pagamento avvenisse sempre successivamente.

2.1.1 – Il motivo è, per un verso, privo di autosufficienza, per la genericità del riferimento alla documentazione su cui. si fonda la censura, e, per altro verso, comunque, infondato.

Sotto il primo versante viene in rilievo il principio di diritto, affermato dalla giurisprudenza di questa Corte anche in riferimento al regime processuale anteriore al D.Lgs. n. 40 del 2006 (che ha codificato il principio nell’art. 366 c.p.c., n. 6) secondo cui, ad integrare il requisito della cosiddetta autosufficienza del motivo di ricorso per cassazione concernente la valutazione da parte del giudice di merito di prove documentali, proposto ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5 (ma la stessa cosa, è da dirsi quando la valutazione deve essere fatta ai fini dello scrutinio di un vizio di violazione di legge ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3 o di un vizio integrante error in procedendo ai sensi dei nn. 1, 2 e 4 di detta norma), occorre non solo ritrascrivere il testo integrale, o la parte significativa del documento nel ricorso per cassazione, al fine di consentire il vaglio di decisività, ma anche specificare gli argomenti, deduzioni o istanze che, in relazione alla pretesa fatta valere, siano state formulate nel giudizio di merito, pena l’irrilevanza giuridica della sola produzione, che non assicura il contraddittorio e non comporta, quindi, per il giudice alcun onere di esame, e ancora meno di considerazione dei documenti stessi ai fini della decisione (cfr. Cass. n. 18506/2006). Siffatte indicazioni, in funzione dell’autosufficienza, si giustificavano al lume della previsione dell’art. 369 c.p.c, comma 2, vecchio n. 4, che sanzionava (come, del resto, ora il nuovo) con l’improcedibilità la mancata produzione dei documenti fondanti il ricorso, producibili (in quanto prodotti nelle fasi di merito) ai sensi dell’art. 372 c.p.c, comma 1.

Il motivo è, comunque, infondato, giacchè in buona sostanza sollecita il ricorso a presunzioni semplici, che – come si vedrà di seguito – non risulta consentito nel caso di specie, avuto riguardo al comb. disp. degli artt. 2722 e 2729 c.c..

2.2. Con il secondo motivo di ricorso si denuncia omessa motivazione circa un punto decisivo della controversia prospettato dalle parti o rilevabile d’ufficio in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 5. Al riguardo parte ricorrente lamenta che la Corte di appello non si sia pronunciata sul punto dell’inammissibilità ex art. 345 c.p.c. della eccezione di compensazione del credito derivante da un preteso accordo di sponsorizzazione, formulata dal G. solo in grado di appello.

2.2.1. Il motivo è inammissibile, per difetto di interesse (art. 100 c.p.c).

I giudici di secondo grado non hanno preso specifica posizione sulla questione, perchè hanno ritenuto acquisita la prova dell’estinzione dell’obbligazione dedotta in sede monitoria sulla base della quietanza, accogliendo il motivo di impugnazione con cui si deduceva l’inammissibilità della prova orale in tema di simulazione e reputando, perciò, “assorbiti” (cfr. pag. 12 della sentenza impugnata) gli altri motivi di gravame principale, tra i quali quello (sub 8 pag. 7 della stessa sentenza) relativo alla pretesa sponsorizzazione.

Orbene, a fronte di una questione dichiarata assorbita dalla sentenza impugnata, parte ricorrente non può ritenersi soccombente rispetto al problema specifico, per cui vi è carenza di interesse della stessa parte a censurare la presunta omissione. Invero nel giudizio di cassazione, è inammissibile il ricorso (sia principale che, eventualmente, incidentale condizionato) con il quale si sollevano questioni che siano rimaste assorbite, avendo il giudice di merito attinto la ratio decidendi da altre questioni di carattere decisivo, in quanto tali questioni, in caso di accoglimento del ricorso, possono essere riproposte davanti al giudice di rinvio (cfr., tra le tantissime, Cass. 15 febbraio 2008, n. 3796; Cass. 19 ottobre 2006, n. 22501; Cass. 18 ottobre 2006, n. 22346).

2.3. Con il terzo motivo di ricorso si denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 2722 c.c. in riferimento all’art. 360 c.p.c., n. 3. Al riguardo parte ricorrente deduce che il divieto di prova orale di cui all’art. 2722 c.c. riguarda solo le convenzioni e non è quindi riferibile alla quietanza, che è atto unilaterale; osserva, quindi, che, nella specie, la prova della simulazione della quietanza in calce alla polizza Lloyd’s emergeva non solo dall’ampia documentazione depositata, ma anche dalla prova testimoniale.

2.3.1. Il motivo è infondato.

Invero la Corte territoriale ha fatto corretta applicazione del principio affermato dalle SS.UU. con sentenza 13 maggio 2002, n. 6877, secondo cui non è ammissibile la prova testimoniale diretta a dimostrare la simulazione assoluta della quietanza che dell’avvenuto pagamento costituisce documentazione scritta, ostandovi l’art. 2726 c.c. il quale, estendendo al pagamento il divieto, sancito dall’art. 2722 c.c., di provare con testimoni patti aggiunti o contrari al contenuto del documento contrattuale, esclude che con tale mezzo istruttorio possa dimostrarsi l’esistenza di un accordo simulatorio concluso allo specifico fine di negare l’esistenza giuridica della quietanza, nei confronti della quale esso si configura come uno di quei patti, anteriori o contestuali al documento, che, appunto, il combinato disposto dei citati artt. 2722 e 2726 vieta di provare con testimoni in contrasto con la documentazione scritta di pagamento.

Anche più di recente (cfr. sent. 7 settembre 2007, n. 18882) questa Corte ha avuto modo di ribadire l’esistenza del divieto di prova testimoniale o anche per presunzioni al fine di dimostrare la simulazione assoluta della quietanza (come pretenderebbe, invece, l’odierna ricorrente), osservando che la quietanza costituisce atto unilaterale di riconoscimento del pagamento e integra, tra le parti, confessione stragiudiziale – proveniente dal creditore e rivolta al debitore – che fa piena prova della corresponsione di una specifica somma di denaro per un determinato titolo, con la conseguenza che l’esistenza del fatto estintivo (pagamento) da essa attestato può essere contestata soltanto mediante la prova degli stessi fatti (errore di fatto o violenza) richiesti dall’art. 2732 c.c., per privare di efficacia la confessione, essendo irrilevanti il dolo e la simulazione.

In definitiva il ricorso principale va rigettato.

3. Ricorso incidentale – Il ricorso incidentale, con il quale “si insiste per l’accoglimento del motivo di appello” concernente la pretesa di compensazione con credito derivante da sponsorizzazione, deve ritenersi oggettivamente condizionato e risulta, pertanto, assorbito.

Le spese del giudizio di legittimità sono equamente compensate per l’intero, avuto riguardo alla natura della principale questione, sulla quale i giudici, del merito si sono espressi difformemente.

PQM

La Corte riunisce i ricorsi; rigetta il ricorso principale, assorbito quello incidentale; compensa interamente tra le parti le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 3 maggio 2010.

Depositato in Cancelleria il 28 giugno 2010

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA