Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15353 del 03/06/2021

Cassazione civile sez. VI, 03/06/2021, (ud. 24/03/2021, dep. 03/06/2021), n.15353

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – Consigliere –

Dott. CATALDI Michele – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – rel. Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 31597-2019 proposto da:

STUDIO LEGALE ASSOCIATO ” G.G. – N.M.”, in

persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente

domiciliati in ROMA, VIA CIPRO 77, presso lo studio dell’avvocato

GERARDO RUSSILLO, rappresentati e difesi dall’avvocato GIUSEPPE

GLICERIO;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI N.

12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende, ope legis;

– controricorrente –

contro

AMMINISTRAZIONE DELLE FINANZE DELLO STATO;

– intimati –

avverso la sentenza n. 1637/12/2019 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE DELLA SICILIA, depositata il 13/03/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 24/03/2021 dal Consigliere Relatore Dott. COSMO

CROLLA.

 

Fatto

CONSIDERATO IN FATTO

1. Lo Studio legale Associato G.G. – N.M. proponeva ricorso davanti alla Commissione Tributaria Provinciale di Agrigento avverso l’avviso di accertamento con cui l’Agenzia delle Entrate, all’esito di indagini finanziarie aventi ad oggetto le movimentazione sui conti bancari, aveva determinato un maggiore reddito imponibile per l’anno 2010, pari ad Euro 82.616,00, a fronte di quello dichiarato di Euro 35.655,00 recuperando a tassazione le maggiori imposte Irpef ed Iva.

2. La Commissione Tributaria Provinciale accoglieva il ricorso sul presupposto che il contribuente aveva fornito la prova delle giustificazioni addotte.

3. La sentenza veniva impugnata dall’Agenzia delle Entrate e la Commissione Regionale Tributaria della Sicilia accoglieva l’appello rilevando che l’accertamento fiscale era fondato sulle presunzioni di redditi dei versamenti bancari mentre il contribuente non aveva fornito elementi probatori a giustificazione dei versamenti.

4. Avverso la sentenza della CTR il contribuente ha proposto ricorso per Cassazione affidandosi ad un unico motivo. L’Agenzia delle Entrate si è costituita depositando controricorso.

5 Sulla proposta avanzata dal relatore ai sensi del novellato art. 380-bis c.p.c., risulta regolarmente costituito il contraddittorio. Il contribuente ha depositato memoria illustrativa.

Diritto

RITENUTO IN DIRITTO

1. Con l’unico complesso motivo di impugnazione lo Studio ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c., in riferimento al D.P.R. n. 633 del 1973, artt. 32, 37 e 38, del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 51, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, e inosservanza dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, per avere la CTR malgovernato i principi del riparto dell’onere della prova non addossando all’Amministrazione finanziaria l’onere di dimostrare i fatti costitutivi posti a fondamento dell’accertamento e per aver utilizzato un diverso criterio di valutazione delle rimesse affluite nei conti correnti personali degli avvocati G. e M. ed in particolare per non aver rilevato che il versamento sul conto dell’avv. G. derivava da un prelevamento fatto pochi giorni prima dal conto dello studio.

1.1. Va rigettata l’eccezione preliminare di inammissibilità del ricorso in quanto non notificato in file non nativo digitale. In calce alla relata di notifica vi è l’attestazione che l’atto nativo è digitale e ed è sottoscritto dal legale digitalmente.

L’intimata in ogni caso si è costituito e difeso, ed ha perciò sanato qualsiasi ipotetica nullità (ex multis Cass. n. 13857/2014).

2. Il motivo è fondato, in difformità della proposta del relatore. 2.1 Giova ricordare che questa Corte è ferma nel ritenere che “la presunzione legale “iuris tantum” nascente dal D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32, comma 1, n. 2, può essere vinta dal contribuente soltanto se offre la prova liberatoria che dei movimenti sui conti bancari egli ha tenuto conto nelle dichiarazioni, o che gli accrediti e gli addebiti registrati sui conti non si riferiscono ad operazioni imponibili, occorrendo all’uopo che vengano indicati e dimostrati dal contribuente la provenienza e la destinazione dei singoli pagamenti con riferimento tanto ai termini soggettivi dei singoli rapporti attivi e passivi, quanto alle diverse cause giustificative degli accrediti e dei prelievi (Cass. n. 26111/2015, Cass. n. 21800/2017). Ne consegue che il contribuente è tenuto a fornire non una prova generica, ma una prova analitica, con indicazione specifica della riferibilità di ogni versamento bancario, in modo da dimostrare come ciascuna delle singole operazioni effettuate sia estranea a fatti imponibili, dovendo poi il giudice verificare in modo rigoroso l’efficacia dimostrativa delle prove fornite a giustificazione di ogni singola movimentazione accertata, rifuggendo da qualsiasi valutazione di irragionevolezza ed inverosimiglianza dei risultati restituiti dal riscontro delle movimentazioni bancarie (cfr. tra le tante Cass. n. 2649/2018, Cass. n. 26111/2015, Cass. n. 21800/2017) “.

2.2 Nella fattispecie in esame la CTR esaminando e valutando la documentazione prodotta dalla contribuente, ha affermato che laddove il ricorrente ha giustificato in modo specifico e circostanziato i singoli versamenti tali importi non sono stati conteggiati dall’Ufficio come redditi mentre sono state considerate operazioni bancarie fiscalmente rilevanti i flussi per un importo complessivo di Euro 49.936,00 per i quali non è stata fornita adeguata prova o giustificazione.

2.3 La Commissione regionale non ha tuttavia proceduto ad una valutazione rigorosa delle prove apportate dalla contribuente a giustificazione delle operazioni bancarie oggetto di contestazione; in particolare non sono stati debitamente apprezzati quegli elementi documentali addotti dall’avv. G.G. dai quali si evince che i versamenti sul conto personale erano avvenuti a qualche giorno di distanza tempo dai prelevamenti dai conti dello Studio.

2.4 Al riguardo questa Corte ha precisato che “in mancanza di espresso divieto normativo e per il principio di libertà dei mezzi di prova, il contribuente può fornire la prova contraria anche attraverso presunzioni semplici, dovendo in questo caso il giudice di merito “individuare analiticamente i fatti noti dai quali dedurre quelli ignoti, correlando ogni indizio (purchè grave, preciso e concordante) ai movimenti bancari contestati, il cui significato deve essere apprezzato nei tempi, nell’ammontare e nel contesto complessivo, senza ricorrere ad affermazioni apodittiche, generiche, sommarie o cumulative” (Cass. n. 11102/2017).

Il ricorso va quindi accolto con cassazione della sentenza e rinvio della causa alla Commissione Tributaria Regionale della Sicilia in diversa composizione anche per la regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimità.

PQM

La Corte;

accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa alla Commissione tributaria regionale della Sicilia in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 24 marzo 2021.

Depositato in Cancelleria il 3 giugno 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA