Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15333 del 20/06/2017

Cassazione civile, sez. VI, 20/06/2017, (ud. 15/02/2017, dep.20/06/2017),  n. 15333

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCHIRO’ Stefano – Presidente –

Dott. CIRILLO Ettore – rel. Consigliere –

Dott. MANZON Enrico – Consigliere –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. SOLAINI Luca – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 6936/2016 proposto da:

STUDIO INFERMIERISTICO ASSOCIATO TREVIGIANO associazione

professionale, C.F. (OMISSIS), in persona del legale rappresentante

pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA SANT’ANDREA

DELLA VALLE 3, presso lo studio dell’avvocato ALBERTO DONNINI,

rappresentato e difeso dall’avvocato ANDREA CODEMO;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1344/31/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di VENEZIA, depositata il 08/09/2015;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 15/02/2017 dal Consigliere Dott. ETTORE CIRILLO.

Fatto

RAGIONI DELLA DECISIONE

La Corte, costituito il contraddittorio ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c. (come modificato dal D.L. 31 agosto 2016, n. 168, convertito con modificazioni dalla L. 25 ottobre 2016, n. 197), osserva con motivazione semplificata:

Lo Studio infermieristico associato trevigiano ricorre per la cassazione della sentenza della CTR-Veneto che l’8 settembre 2015 ha negato il rimborso dell’IRAP versata per gli anni d’imposta dal 2008 al 2010. Il fisco resiste con controricorso.

La parte ricorrente erroneamente censura – per violazione di norme di diritto sostanziali (D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 2; artt. 2727, 2729 c.c.) – la sentenza d’appello perchè stima l’attività della parte contribuente fornita del requisito dell’autonoma organizzazione laddove essa è espletata in forma associata.

La decisione del giudice regionale non si discosta, infatti, dai principi regolativi ora definitivamente certificati da Cass. Sez. U, Sentenza n. 7371 del 14/04/2016, laddove si afferma che l’esercizio di professioni in forma societaria costituisce – ex lege – presupposto dell’imposta regionale sulle attività produttive, senza che occorra accertare in concreto la sussistenza di un’autonoma organizzazione, questa essendo implicita nella forma di esercizio dell’attività (conf. Cass. 18920/2016per l’esercizio in forma associata).

Nella specie il rapporto degli infermieri con l’associazione professionale e di questa con una struttura sanitaria privata porta la fattispecie in esame ben al di fuori del perimetro esonerativo della cd. medicina di gruppo. Questa, ai sensi del D.P.R. n. 270 del 2000, art. 40, non è un’associazione tra professionisti, ma un diverso organismo promosso dal servizio sanitario nazionale, per la sola medicina di base, così come ha chiarito Cass. Sez. U, Sentenza n. 7291 del 13/04/2016.

Il che esclude che ricorrano nelle specie i parametri di esonero dall’imposta riguardo all’attività della parte contribuente, non risultando peraltro nè concrete alterazioni del regime legale del ragionamento probatorio e nè altre censure in punto di fatto – neppure ai sensi del riformulato art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5), comunque precluse dalla cd. “doppia conforme” nei gradi di merito (Cass. s.u. 8053/2014).

Conseguentemente il ricorso può essere deciso in camera di consiglio ai sensi dell’art. 375 c.p.c., comma 1, con ordinanza di rigetto in forma semplificata e compensazione di spese in ragione del recente consolidamento della giurisprudenza di legittimità in materia.

PQM

 

La Corte rigetta il ricorso e compensa le spese.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, il 15 febbraio 2017.

Depositato in Cancelleria il 20 giugno 2017

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