Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15326 del 25/07/2016

Cassazione civile sez. lav., 25/07/2016, (ud. 10/05/2016, dep. 25/07/2016), n.15326

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BERRINO Umberto – Presidente –

Dott. D’ANTONIO Enrica – Consigliere –

Dott. DORONZO Adriana – rel. Consigliere –

Dott. RIVERSO Roberto – Consigliere –

Dott. CAVALLARO Luigi – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 19226-2010 proposto da:

C.V., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

EMANUELE GIANTURCO 6, presso lo studio dell’avvocato NICOLA ELMI,

che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato GIANFRANCO

PANERI, giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, C.F.

80078750587, in persona del suo Presidente e legale rappresentante

pro tempore, in proprio e quale mandatario della S.C.C.I. S.P.A. –

Società di Cartolarizzazione dei Crediti I.N.P.S. C.F. (OMISSIS),

elettivamente domiciliati in ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso

l’Avvocatura Centrale dell’Istituto, rappresentati e difesi dagli

avvocati ANTONINO SGROI, LELIO MARITATO e LUIGI CALIULO, giusta

delega in atti;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 396/2009 della CORTE D’APPELLO di GENOVA,

depositata il 28/07/2009 R.G.N. 90/2008;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

10/05/2016 dal Consigliere Dott. ADRIANA DORONZO;

udito l’Avvocato NICOLA ELMI;

udito l’Avvocato LELIO MARITATO;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

MATERA Marcello, che ha concluso per l’estinzione per sopravvenuta

cessazione della materia del contendere.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. Con ricorso al Tribunale di Chiavari, C.V. proponeva opposizione contro il verbale ispettivo dell’11 agosto 2005, con cui era stato accertato il suo debito per contributi dovuti quale titolare della farmacia (OMISSIS) per la posizione di P.M.T., sua madre e coadiutrice nell’impresa familiare costituita ex art. 230 bis c.p.c..

2. Il Tribunale accoglieva parzialmente l’opposizione e dichiarava l’illegittimità del verbale di accertamento nella parte in cui aveva disposto l’iscrizione della P. presso la gestione commercianti Inps, disponendo la rideterminazione delle sanzioni già applicate al C..

3. Contro la sentenza, tanto il C. quanto l’INPS proponevano appello e la Corte d’appello di Genova, con sentenza depositata in data 28 luglio 2009, in totale riforma della sentenza di primo grado, respingeva le domande proposte dal ricorrente.

4. La Corte territoriale, per quanto qui ancora di interesse, riteneva fondata la pretesa dell’Inps con riguardo all’iscrizione della P. nella gestione autonoma commercianti in quanto ella svolgeva l’attività di coadiutrice nell’impresa familiare in modo abituale e prevalente, quale addetta alle questioni contabili, non rilevando peraltro l’ulteriore requisito della prevalenza dell’attività lavorativa, la quale suppone lo svolgimento di una diversa attività economica, nella specie non dedotta.

5. Contro la sentenza il C. ha proposto ricorso per cassazione sulla base di sei motivi, cui ha resistito l’Inps con controricorso. All’udienza di discussione, prima della relazione della causa, il procuratore del ricorrente ha dato atto che tra le parti è intervenuta una transazione che ha determinato la cessazione della materia del contendere ed ha chiesto che il giudizio sia estinto. L’Inps ha confermato la circostanza dell’accordo e ha aderito alla richiesta di estinzione del giudizio.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Deve essere dichiarata cessata tra le parti la materia del contendere, essendo venuto meno l’interesse delle stesse alla pronuncia giudiziale di merito in conseguenza della transazione di cui sopra con la quale le parti hanno definito bonariamente le opposte pretese. Le spese del giudizio devono essere compensate in ragione dell’accordo intervenuto tra le parti.

PQM

La Corte dichiarata cessata tra le parti la materia del contendere.

Compensa tra le parti le spese del giudizio.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 10 maggio 2016.

Depositato in Cancelleria il 25 luglio 2016

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