Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15325 del 12/07/2011

Cassazione civile sez. VI, 12/07/2011, (ud. 27/05/2011, dep. 12/07/2011), n.15325

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SETTIMJ Giovanni – Presidente –

Dott. PICCIALLI Luigi – Consigliere –

Dott. MATERA Lina – Consigliere –

Dott. BIANCHINI Bruno – Consigliere –

Dott. BERTUZZI Mario – rel. est. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

G.M.A., residente in (OMISSIS), rappresentata e

difesa

per procura a margine del ricorso dall’Avvocato RUGGIERO Stefano,

elettivamente domiciliata presso il suo studio in Roma, largo Lucio

Apuleio n. 11;

– ricorrente –

contro

Comune di Roma, in persona del Sindaco, rappresentato e difeso per

procura a margine del controricorso dall’Avvocato RAIMONDO Angela,

selettivamente domiciliato, presso l’Avvocatura comunale in Roma, Via

del Tempio di Giove n. 21;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 4658 del Tribunale di Roma, depositata il 25

febbraio 2010;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

27 maggio 2011 dal Consigliere relatore Dott. Mario Bertuzzi;

udite le conclusioni del Procuratore Generale, in persona del

Sostituto Procuratore Generale Dott. Costantino Fucci.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Il Collegio, letto il ricorso proposto, con atto notificato il 15 luglio 2010, da G.M.A. per la cassazione della sentenza n. 4658 del 25 febbraio 2010 con cui il Tribunale di Roma aveva rigettato il suo appello per la riforma della pronuncia di primo grado che, dopo avere accolto la sua opposizione avverso il verbale di accertamento che le contestava una violazione del codice della strada, aveva disposto la compensazione integrale delle spese di lite, avendo ritenuto il giudicante privi di fondamento i motivi dedotti dalla ricorrente avverso il verbale;

letto il controricorso del Comune di Roma;

rilevato che il primo motivo di ricorso, che denunzia violazione o falsa applicazione degli artt. 91, 92 e 118 disp. att., e 132 cod. proc. civ. e art. 111 Cost., e vizio di motivazione, censura la sentenza impugnata per non avere accolto, senza sul punto fornire idonea motivazione, l’appello della parte pur riconoscendo che la compensazione delle spese da parte del giudice di primo grado era stata disposta, in violazione dell’art. 92 cod. proc. civ., senza indicare specifiche ragioni;

che il secondo motivo di ricorso denunzia vizio di ultrapetizione, per avere il giudice a quo confermato la pronuncia di primo grado di compensazione delle spese in forza di una nuova e diversa rivalutazione dell’opposizione, nonostante che sul punto non fosse stato proposto appello da parte del l’Amministrazione;

vista la relazione redatta ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ., dal Consigliere delegato Dott. Mario Bertuzzi, che ha concluso per la fondatezza del ricorso, osservando che:

“il ricorso appare manifestamente fondato, tenuto conto che il Tribunale, pur dando atto dell’assenza di motivazione del capo della pronuncia di primo grado che aveva disposto la compensazione delle spese in mancanza di soccombenza reciproca, accertando in tal modo la violazione dell’art. 92 cod. proc. civ., comma 2, ha tuttavia confermato la sentenza impugnata in forza di una nuova valutazione dell’opposizione, ponendo in essere un’indagine che gli era preclusa, dal momento che la mancanza di impugnazione della controparte rendeva il giudizio sulla fondatezza del ricorso in opposizione ormai definitivo e quindi non più sindacabile, nemmeno al limitato fine di provvedere sulla regolamentazione delle spese”;

rilevato che la relazione è stata regolarmente comunicata al Procuratore Generale, che non ha svolto controsservazioni, e notificata alle parti;

ritenuto che le argomentazioni e la conclusione della relazione meritano di essere interamente condivise, apparendo rispondenti sia a quanto risulta dall’esame degli atti di causa che alle norme di legge applicabili; che, pertanto, il ricorso va accolto, con conseguente cassazione della sentenza impugnata e rinvio della causa ad altra Sezione del Tribunale di Roma, che provvedere anche alla liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per la liquidazione delle spese, ad altra Sezione del Tribunale di Roma.

Così deciso in Roma, il 27 maggio 2011.

Depositato in Cancelleria il 12 luglio 2011

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