Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15310 del 03/06/2021

Cassazione civile sez. VI, 03/06/2021, (ud. 11/03/2021, dep. 03/06/2021), n.15310

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. ESPOSITO Francesco – Consigliere –

Dott. CATALDI Michele – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 38690-2019 R.G., proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, rappresentata e difesa dall’AVVOCATURA GENERALE DELLO

STATO, presso la quale è domiciliata in Roma, alla via dei

Portoghesi n. 12;

– ricorrente –

contro

AMBIENTE & SVILUPPO Soc. coop. a r.l., in persona del legale

rappresentante pro tempore, M.G., rappresentata e difesa,

per procura speciale in calce al controricorso, dall’avv. Maurizio

VILLANI, presso il cui studio legale, sito in Lecce, alla via

Cavour, n. 56, è elettivamente domiciliata;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1772/22/2019 della Commissione Tributaria

Regionale della Puglia, Sezione Staccata di Lecce, depositata in

data 04/06/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

giorno 11/03/2021 dal Consigliere Lucio LUCIOTTI.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. L’Agenzia delle Entrate ricorre con un unico motivo, cui replica l’intimata Ambiente & Sviluppo società consortile a r.l. con controricorso, per la cassazione della sentenza in epigrafe indicata la quale, in controversia avente ad oggetto l’impugnazione di avviso di accertamento per IRES ed IRAP relative all’anno d’imposta 2007, ha rigettato l’appello proposto dalla predetta società avverso la sfavorevole sentenza di primo grado sul presupposto che le spese per il compenso del comitato tecnico e per l’assistenza al cantiere fossero inerenti all’attività sociale.

2. Sulla proposta avanzata dal relatore ai sensi del novellato art. 380 bis c.p.c., risulta regolarmente costituito il contraddittorio.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Con l’unico motivo di ricorso la difesa erariale deduce la nullità della sentenza impugnata per violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4, art. 118 disp. att. c.p.c. e art. 111 Cost., comma 6, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, per avere la CTR deciso l’appello con motivazione meramente apparente, essendosi limitata ad asserire che la contribuente avrebbe dimostrato “con appropriate argomentazioni e con una sufficiente documentazione” che i costi contestati fossero inerenti e deducibili, senza spiegare le valutazioni sottese a tale conclusione.

2. Il Collegio ritiene, in difformità dalla proposta del relatore, che il motivo sia infondato e vada rigettato.

3. Come affermato da questa Corte nel giudizio vertente tra le stesse parti (ricorso iscritto al n. 38648/2019 R.G., deciso all’adunanza del 21/01/2021) ed avente ad oggetto un avviso di accertamento relativo a diverso anno d’imposta (2006), le cui argomentazioni questo Collegio condivide:

– si è in presenza di una tipica fattispecie di “motivazione apparente”, allorquando la motivazione della sentenza impugnata, pur essendo graficamente (e, quindi, materialmente) esistente e, talora, anche contenutisticamente sovrabbondante, risulta, tuttavia, essere stata costruita in modo tale da rendere impossibile ogni controllo sull’esattezza e sulla logicità del ragionamento decisorio, e quindi tale da non attingere la soglia del “minimo costituzionale” richiesto dall’art. 111 Cost., comma 6 (tra le altre: Cass., Sez. 1″, 30 giugno 2020, n. 13248);

– nella specie, dopo aver enunciato l’approdo del ragionamento decisorio, secondo cui, “nel merito, le doglianze dell’appellante sono infondate, poichè il costo relativo al compenso del Comitato Tecnico e a quello concernente all’assistenza cantiere sono inerenti”, ed aver illustrato i caratteri della nozione di “inerenza” della spesa all’attività imprenditoriale secondo il testo normativo del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 109 (“la nozione di inerenza consiste in un rapporto tra spese sostenute e attività d’impresa che siano finalisticamente ordinati alla produzione del reddito con un evidente nesso di causalità (…)”, anche con un cenno all’interpretazione giurisprudenziale della norma richiamata (“La Suprema Corte ha chiarito che il concetto di inerenza di un costo deve essere collegato all’intera attività d’impresa e non ai soli ricavi in senso stretto che da tale spesa possono scaturire”), la sentenza impugnata ha ritenuto che la contribuente “abbia dimostrato con appropriate argomentazioni e con una sufficiente documentazione che siano inerenti e quindi deducibili i costi per il compenso del Comitato Tecnico e il costo per l’assistenza cantiere”;

– la ricorrente ravvisa in tale ragionamento una sorta di iato nella concatenazione logica delle argomentazioni addotte per giustificare la conseguenzialità della decisione rispetto alla sussunzione della fattispecie concreta nel paradigma normativo della fattispecie astratta, assumendo che la sentenza impugnata nella parte relativa all’esame del secondo motivo di appello – sia carente nell’illustrazione delle prove idonee a confortare la decisione medesima;

– secondo questa Corte, in tema di valutazione delle prove ed in particolare di quelle documentali, il giudice di merito è tenuto a dare conto, in modo comprensibile e coerente rispetto alle evidenze processuali, del percorso logico compiuto al fine di accogliere o rigettare la domanda proposta, dovendosi ritenere viziata per apparenza la motivazione meramente assertiva o riferita solo complessivamente alle produzioni in atti (così: Cass., Sez. 3, 30 maggio 2019, n. 14762);

– dunque, la ricorrenza di tale vizio presuppone un richiamo generico alla documentazione prodotta dalle parti (o anche di una sola parte), la cui vaghezza ed indeterminatezza impedisca di comprendere e di ricostruire l’iter del ragionamento decisorio in relazione all’assolvimento dell’onere probatorio delle parti;

– al di là di ogni considerazione sulla correttezza del decisum, tuttavia, non si può ritenere che la sentenza impugnata sia insufficiente ed incoerente sul piano della logica giuridica, contenendo una adeguata esposizione delle ragioni sottese all’accoglimento dell’appello anche in relazione al vaglio del materiale probatorio;

– infatti, il testuale riferimento alla “sufficiente documentazione” deve (e non può che) essere necessariamente collegato alla esclusiva rappresentazione delle “spese per il compenso del comitato tecnico e per l’assistenza al cantiere”, rispetto alle quali l’amministrazione finanziaria ha contestato l’effettiva “inerenza” all’attività imprenditoriale della contribuente;

– per cui, si deve escludere che l’omessa specificazione possa ingenerare incertezza o confusione nell’individuazione dei documenti valorizzati dal giudice di merito ai fini della decisione, essendone agevole la postuma determinazione sulla base del relativo contenuto.

4. Pertanto, stante l’infondatezza del motivo dedotto, il ricorso deve essere rigettato con condanna della ricorrente alle spese processuali nella misura liquidata in dispositivo, da distrarsi a favore del difensore antistatario della parte vittoriosa, il quale ha dichiarato di aver anticipato gli esborsi e di non aver riscosso i compensi.

Rilevato che risulta soccombente una parte ammessa alla prenotazione a debito del contributo unificato per essere amministrazione pubblica difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, non si applica il D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, (Cass., Sez. 6 – L, Ordinanza n. 1778 del 29/01/2016, Rv. 638714).

P.Q.M.

rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento in favore della controricorrente delle spese processuali, che liquida in Euro 7.800,00 per compensi, oltre al rimborso delle spese forfettarie nella misura del 15 per cento dei compensi e agli accessori di legge, da distrarsi a favore dell’avv. Maurizio Villani, antistatario.

Così deciso in Roma, il 11 marzo 2021.

Depositato in Cancelleria il 3 giugno 2021

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