Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15255 del 24/06/2010

Cassazione civile sez. trib., 24/06/2010, (ud. 12/05/2010, dep. 24/06/2010), n.15255

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – Presidente –

Dott. MERONE Antonio – Consigliere –

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Consigliere –

Dott. D’ALESSANDRO Paolo – rel. Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

Tecno Byte s.a.s. di M. De Ferrari & C. in liquidazione, in

persona

dei liquidatori, elettivamente domiciliata in Roma, Corso Vittorio

Emanuele II n. 18, presso il Dott. G. Marco Graz, rappresentata e

difesa dall’avv. Masnata Gianluigi giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate, in persona del Direttore, domiciliata in Roma,

via dei Portoghesi 12, presso l’Avvocatura generale dello Stato, che

la rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Liguria, sez. 1, n. 102 del 4/12/07.

udito l’avv. Gialuigi Masnata;

udito il PM, in persona del sostituto procuratore generale Dott.

MARINELLI Vincenzo, che ha aderito alla relazione.

 

Fatto

CONSIDERATO IN FATTO

Che il Consigliere relatore, nominato ai sensi dell’art. 377 c.p.c., ha depositato la relazione scritta prevista dall’art. 380 bis, nei termini che di seguito si trascrivono:

“La società in epigrafe propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Liguria che ha rigettato l’appello contro la pronuncia di primo grado, che aveva respinto il ricorso della società contro un avviso di accertamento per IRPEF, IVA e IRAP. L’Agenzia resiste con controricorso.

Il ricorso contiene quattro motivi. Può essere trattato in camera di consiglio, alla stregua delle considerazioni che seguono:

Con il primo motivo la società deduce la nullità della notificazione a mezzo posta dell’avviso di udienza dinanzi alla CTR Liguria, per essere la relata priva di indicazioni riguardo all’ora della consegna ed alla persona cui il plico sarebbe stato consegnato.

Il mezzo è manifestamente infondato.

Premesso che nessuna norma prescrive l’indicazione dell’ora della consegna, si rileva che l’avviso di ricevimento prodotto dalla ricorrente, relativo a raccomandata indirizzata alla società presso l’avv. Alessandro Pallotta, reca una sottoscrizione illeggibile nello spazio dedicato alla firma del destinatario, cosicchè deve presumersi che la raccomandata sia stata ricevuta dallo stesso avv. Pallotta, e tale presunzione può essere vinta solo mediante la proposizione di querela di falso (Cass. 24852/06).

Con il secondo motivo la ricorrente deduce la insanabile inesistenza della notificazione dell’accertamento, siccome effettuata non a Savignone, sede della società, dal messo comunale competente, bensì a Rapallo e Genova, a mezzo dei messi di tali comuni, personalmente ai soci liquidatori, senza qualificazione alcuna.

Il mezzo è improcedibile, non essendo stato depositato, come richiesto dall’art. 369 c.p.c., n. 4, l’atto di accertamento notificato.

Con il terzo motivo la ricorrente lamenta violazione di legge e vizio di motivazione quanto al merito della questione.

Il terzo motivo è inammissibile apparendo chiaro dai momenti di sintesi formulati che la ricorrente invoca dal giudice di legittimità un nuovo esame del merito della questione.

Con il quarto motivo la ricorrente, sotto il profilo della violazione di legge, si duole dell’illegittimità dell’avviso di accertamento, in quanto basato su revisione relativa ad un solo semestre.

Il quarto motivo è improcedibile, come il secondo, non essendo stato depositato, come richiesto dall’art. 369 c.p.c., n. 4, l’atto di accertamento notificato”;

che la ricorrente ha presentato una memoria;

che il collegio condivide la proposta del relatore, ritenuta l’inammissibilità del secondo controricorso notificato dall’Agenzia delle Entrate;

che pertanto il ricorso va rigettato, con la condanna della società ricorrente al pagamento delle spese, liquidate in Euro 2.100,00 di cui Euro 2.000,00 per onorari, oltre spese generali ed accessori di legge.

P.Q.M.

la Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese, liquidate in Euro 2.100,00 di cui Euro 2.000,00 per onorari, oltre spese generali ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Tributaria, il 12 maggio 2010.

Depositato in Cancelleria il 24 giugno 2010

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA