Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15253 del 01/06/2021

Cassazione civile sez. trib., 01/06/2021, (ud. 21/01/2021, dep. 01/06/2021), n.15253

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. BALSAMO Milena – Consigliere –

Dott. DELL’ORFANO Antonella – Consigliere –

Dott. CIRESE Marina – rel. Consigliere –

Dott. MARTORELLI Raffaele – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 5714-2014 proposto da:

EQUITALIA NORD SPA, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DELLE

QUATTRO FONTANE 161, presso lo studio dell’avvocato SANTE RICCI,

rappresentata e difesa dall’avvocato MAURIZIO CIMETTI;

– ricorrente –

contro

COLLEGNO 2000 SRL, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DELLA

MECENATE 27, presso lo studio dell’avvocato ANDREINA DI TORRICE,

rappresentata e difesa dagli avvocati PIETRO BISCONTI, PAOLO

MERENDINO;

– controricorrente –

e contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI n. 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, cha la rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 7/2013 della COMM. TRIB. REG. SICILIA,

depositata il 10/01/2013;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

21/01/2021 dal Consigliere Dott. MARINA CIRESE.

 

Fatto

RITENUTO

CHE:

con ricorso in data 30.1.2008 la società Collegno s.r.l. impugnava dinanzi alla CTP di Palermo cinque cartelle di pagamento iscritte a ruolo dalla Agenzia delle Entrate di (OMISSIS) (per mancato riconoscimento delle agevolazioni fiscali di cui alla L. n. 388 del 2000, art. 33), recanti l’intimazione al pagamento della somma complessiva di Euro 160.872,00 eccependo vizi nella procedura di notificazione e vizi propri delle cartelle di pagamento quali il difetto di sottoscrizione, di motivazione e di mancata indicazione del responsabile del procedimento.

La CTP di Palermo accoglieva il ricorso ritenendo fondate le censure svolte da parte del contribuente.

Proposto appello avverso detta pronuncia da parte di Equitalia Nord s.p.a., la CTR della Sicilia con sentenza in data 10.1.2013 rigettava l’appello ritenendo “..pienamente condivisibili le motivazioni ed argomentazioni a supporto della decisione impugnata da Equitalia”.

Avverso detta pronuncia Equitalia Nord s.p.a. proponeva ricorso per cassazione articolato in tre motivi. La controparte si costituiva con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

1. Con il primo motivo di ricorso rubricato “Nullità della sentenza per omessa e/o insufficiente motivazione ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5,” parte ricorrente censurava la sentenza impugnata, in quanto non avrebbe dato conto delle ragioni per le quali aveva ritenuto che le argomentazioni poste a base dell’appello di Equitalia Nord non fossero degne di accoglimento.

2. Con il secondo motivo di ricorso rubricato “Violazione e falsa applicazione di norme di diritto ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3. Violazione del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 25, violazione e falsa applicazione del D.M. 28 giugno 1999, della L. n. 212 del 2000, art. 7, e della L. n. 241 del 1990, art. 21 septies, in relazione al requisito della sottoscrizione” parte ricorrente deduceva che fermo restando quanto dedotto come motivo n. 1 del ricorso, la motivazione della sentenza di primo grado cui quella di appello si richiama, contrasta con la corretta applicazione ed interpretazione delle norme indicate in quanto la mancata sottoscrizione della cartella di pagamento non può essere considerata quale causa di invalidità dell’atto.

3. Con il terzo motivo di ricorso rubricato “Violazione e falsa e/o contraddittoria applicazione di norme di diritto ex art. 360 c.p.c., n. 3. Violazione del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 25, violazione e falsa applicazione del D.M. 28 giugno 1999, della L. n. 212 del 2000, art. 7, e della L. n. 241 del 1990, artt. 5, 21 septies e 21 octies, del D.L. n. 248 del 2007, art. 36, comma 4 ter, in relazione al requisito dell’indicazione del responsabile del procedimento” parte ricorrente censurava la sentenza di primo grado in quanto aveva ritenuto che anche l’indicazione del responsabile del procedimento fosse da ritenersi elemento essenziale della cartella di pagamento.

Il primo motivo di ricorso è fondato.

Va premesso che ricorre il vizio di motivazione apparente della sentenza, (così riqualificato il vizio denunciato) denunziabile in sede di legittimità ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, quando essa, benchè graficamente esistente, non renda, tuttavia, percepibile il fondamento della decisione, perchè recante argomentazioni obiettivamente inidonee a far conoscere il ragionamento seguito dal giudice per la formazione del proprio convincimento, non potendosi lasciare all’interprete il compito di integrarla con le più varie, ipotetiche, congetture.

In particolare ricorre il vizio di omessa o apparente motivazione della sentenza allorquando il giudice di appello abbia sostanzialmente riprodotto la decisione di primo grado, senza illustrare – neppure sinteticamente – le ragioni per cui ha inteso disattendere tutti i motivi di gravame, limitandosi a manifestare la sua condivisione della decisione di prime cure (vedi Sez. 1, n. 16057/2018).

Nella specie la sentenza impugnata si limita a confermare la decisione dei giudici di primo grado ritenendo tout court pienamente condivisibili le motivazioni ed argomentazioni a supporto della decisione impugnata e quindi senza dare conto delle ragioni sottese alle conclusioni raggiunte.

Gli altri motivi sono assorbiti.

In conclusione, in accoglimento del primo motivo di ricorso, assorbiti gli altri, la sentenza impugnata va cassata con rinvio alla CTR della Sicilia, in diversa composizione. Alla stessa demanda altresì la regolamentazione delle spese del giudizio.

PQM

La Corte:

in accoglimento del primo motivo di ricorso, assorbiti gli altri, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla CTR della Sicilia, in diversa composizione, cui demanda altresì la regolamentazione delle spese del giudizio.

Così deciso in Roma, nella adunanza camerale effettuata da remoto, il 21 gennaio 2021.

Depositato in Cancelleria il 1 giugno 2021

 

 

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