Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15251 del 16/07/2020

Cassazione civile sez. VI, 16/07/2020, (ud. 26/02/2020, dep. 16/07/2020), n.15251

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DORONZO Adriana – Presidente –

Dott. ESPOSITO Lucia – rel. Consigliere –

Dott. RIVERSO Roberto – Consigliere –

Dott. PONTERIO Carla – Consigliere –

Dott. MARCHESE Gabriella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 7731-2019 proposto da:

A.M., elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso

la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentata e difesa dagli avvocati AMEDEO

SORGE, ALFREDO SORGE;

– ricorrente –

contro

PROVINCIA ITALIANA DELL’ISTITUTO DELLE PICCOLE SORELLE DEI POVERI, in

persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA DI SANTA COSTANZA 27, presso lo studio

dell’avvocato EMANUELE MONTEMARANO, che la rappresenta e difende

unitamente all’avvocato PAOLA FIORINDO;

– controricorrente –

contro

FALLIMENTO (OMISSIS) SRL, ISTITUTO DELLE POVERE FIGLIE DELLA

VISITAZIONE DI MARIA;

– intimati –

avverso la sentenza n. 6771/2017 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,

depositata il 26/02/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 26/02/2020 dal Consigliere Relatore Dott. ESPOSITO

LUCIA.

Fatto

RILEVATO

CHE:

La Corte d’appello di Napoli confermava la sentenza di primo grado che aveva dichiarato prescritti i diritti per differenze retributive vantati da A.M. nei confronti di (OMISSIS) s.r.l. e dell’ISTITUTO DELLE POVERE FIGLIE DELLA VISITAZIONE DI MARIA, in ragione di rapporto di lavoro che ella assumeva instaurato solo formalmente con la società, successivamente fallita, pur se da sempre addetta alle pulizie presso la casa di riposo per anziani gestita dal convenuto Istituto;

osservava la Corte territoriale che il rapporto di lavoro era pacificamente cessato nell’aprile del 1998, che non era idonea a interrompere la prescrizione quinquennale la notifica del ricorso del precedente giudizio introdotto nel 1998, perchè il ricorso era stato dichiarato inammissibile per genericità, che il ricorso originario di cui al presente giudizio, benchè depositato nel 2002, era stato notificato oltre il termine prescrizionale quinquennale in ragione delle molte richieste di rinotifica risultanti dai verbali di udienza, che, quanto al tentativo di conciliazione, non vi era prova che fosse stata effettuata comunicazione alla (OMISSIS) s.r.l. nè alle altre parti, mentre l’ulteriore atto interruttivo presente in atti risultava spedito il 29/7/2003, talchè, a considerare l’ipotesi, più favorevole a parte ricorrente, di insussistenza di stabilità reale, il termine prescrizionale quinquennale, ex art. 2948 c.c., doveva ritenersi compiuto;

avverso la sentenza propone ricorso per cassazione A.M. sulla base di unico motivo;

l’ISTITUTO DELLE POVERE FIGLIE DELLA VISITAZIONE DI MARIA resiste con controricorso, mentre il fallimento di (OMISSIS) s.r.l. rimane intimato;

la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., è stata notificata alla parte costituita, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

Con unico motivo la ricorrente deduce omesso corretto esame dei documenti prodotti, violazione di legge e disapplicazione del D.Lgs. n. 80 del 1998, art. 410, violazione di legge ex art. 360 c.p.c., n. 3, osservando che i giudici di merito avevano ritenuto maturata la prescrizione confondendo le date relative ai vari atti interruttivi legittimamente prodotti sin dal giudizio di primo grado, dai quali risultava che la prescrizione era stata interrotta quanto meno nei confronti di (OMISSIS) s.r.l. in bonis;

rileva che erroneamente la corte territoriale aveva ritenuto valida ed efficace l’eccezione di prescrizione, tenuto conto, in particolare, che non era contestato l’avvenuto esperimento del tentativo di conciliazione, come da comunicazione avvenuta nel 2001 da parte della DPL della data di esperimento del relativo tentativo, che non si svolse per assenza di parte intimata;

il ricorso è inammissibile sia perchè le censure sono prive di specificità quanto ai termini delle presunte violazioni (manca l’esatta indicazione delle date degli atti e del relativo conteggio ai fini della prescrizione), sia per difetto di trascrizione e allegazione del documento da cui si desumerebbe l’interruzione della prescrizione (comunicazione del tentativo di conciliazione), posto che è onere della parte ricorrente, in ossequio al principio di autosufficienza, consentire alla Corte di Cassazione di verificare se quanto afferma trovi effettivo riscontro, anche sulla base degli atti o documenti prodotti sui quali il ricorso si fonda, la cui testuale riproduzione, in tutto o in parte, è richiesta quando la sentenza è censurata per non averne tenuto conto (Cass. n. 24340 del 04/10/2018, Cass. n. 24340 del 04/10/2018);

in ragione della dichiarata inammissibilità del ricorso le spese sono liquidate secondo soccombenza nei confronti della controparte costituita, mentre alcun provvedimento viene adottato nei confronti dell’altra parte, che non ha svolto attività difensiva;

in considerazione della statuizione d’inammissibilità, sussistono i presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Condanna la ricorrente al pagamento in favore della controparte costituita delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in complessivi Euro 3.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali al 15% e accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 26 febbraio 2020.

Depositato in Cancelleria il 16 luglio 2020

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