Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15245 del 12/07/2011

Cassazione civile sez. I, 12/07/2011, (ud. 22/02/2011, dep. 12/07/2011), n.15245

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUCCIOLI Maria Gabriella – Presidente –

Dott. SALVAGO Salvatore – Consigliere –

Dott. BERNABAI Renato – Consigliere –

Dott. DOGLIOTTI Massimo – rel. Consigliere –

Dott. CAMPANILE Pietro – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

C.A. (c.f. (OMISSIS)), elettivamente domiciliata

in ROMA, VIALE DELLE MILIZIE 1, presso gli avvocati SPINOSO ANTONINO,

NAPOLITANI SIMONA, rappresentata e difesa dall’avvocato POLIMENI

DOMENICO, giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA;

– intimato –

sul ricorso 14597-2008 proposto da:

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, in persona del Ministro pro tempore,

domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA

GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope legis;

– controricorrente e ricorrente incidentale –

contro

C.A., elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE DELLE

MILIZIE 1, presso gli avvocati SPINOSO ANTONIO, NAPOLITANI GABRIELLA,

rappresentata e difesa dall’avvocato POLIMENI DOMENICO, giusta

procura a margine del ricorso principale;

– controricorrente al ricorso incidentale –

avverso il decreto della CORTE D’APPELLO di CATANZARO, depositato il

30/03/2007, n. 653/04 R.E.R.;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

22/02/2011 dal Consigliere Dott. MASSIMO DOGLIOTTI;

udito, per la ricorrente, l’Avvocato COTRONEO ATTILIO, per delega,

che ha chiesto l’accoglimento del ricorso principale, rigetto

dell’incidentale;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CICCOLO Pasquale Paolo Maria che ha concluso per l’inammissibilità o

rigetto del primo motivo del ricorso principale, accoglimento del

secondo motivo e inammissibilità o rigetto del ricorso incidentale.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con ricorso ritualmente depositato, C.A. impugnava il decreto della Corte d’Appello di Catanzaro del 20-3-2007, che aveva condannato il Ministero della Giustizia al pagamento di somma in suo favore, quale equa riparazione del danno morale per irragionevole durata di procedimento, in punto durata del procedimento.

Resiste con controricorso il Ministero, che pure propone ricorso incidentale, per violazione della L. n. 89 del 2001, art. 2.

e omessa motivazione.

Resiste a tale ricorso, con controricorso, la C..

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Vanno riuniti i ricorsi, ai sensi dell’art. 335 c.p.c. Quanto al ricorso principale, il Giudice a quo ha correttamente considerato il periodo di ragionevole durata del procedimento, quello eccedente, e ha determinato il danno morale in conformità ai parametri CEDU e alla giurisprudenza di questa Corte (Euro 10.438,88; procedimento presupposto: 1 grado: marzo 1991 – pendente alla data del deposito, settembre 2006; durata ragionevole: 5 anni, stante la necessità di complesse indagini tecniche). Per giurisprudenza consolidata la determinazione dalla data va calcolata alla data del deposito del ricorso e non a quella del decreto della Corte di merito (per tutte, Cass. n. 15 del 2011).

Va pertanto rigettato il ricorso.

Va invece dichiarato inammissibile il ricorso incidentale, ai sensi dell’art. 366 bis c.p.c., in quanto il ricorso stesso, nel primo motivo relativo al vizio di motivazione, è privo della sintesi omologa al quesito di diritto (per tutte, Cass. n. 2694/2008), e nel secondo presenta un quesito del tutto apodittico ed estraneo alla fattispecie concreta (chiede il Ministero se debba tenersi conto del comportamento delle parti e della complessità dell’iter processuale, desumibili dagli atti di causa) (al riguardo, Cass. S.U. n. 26020 del 2008).

Il tenore della decisione richiede che siano compensate le spese del presente giudizio.

P.Q.M.

La Corte riunisce i ricorsi; rigetta il ricorso principale e dichiara inammissibile quello incidentale; dichiara compensate le spese del presente giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il , 22 febbraio 2011.

Depositato in Cancelleria il 12 luglio 2011

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