Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15240 del 16/07/2020

Cassazione civile sez. VI, 16/07/2020, (ud. 04/03/2020, dep. 16/07/2020), n.15240

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MOCCI Mauro – Presidente –

Dott. CAPRIOLI Maura – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – rel. Consigliere –

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 29811-2018 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

HDI GLOBAL SE;

– intimata –

avverso la sentenza n. 1033/11/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della LOMBARDIA, depositata il 12/03/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 04/03/2020 dal Consigliere Relatore Dott. DELLI

PRISCOLI LORENZO.

Fatto

FATTI DI CAUSA

Rilevato che:

la Commissione Tributaria Provinciale accoglieva il ricorso della parte contribuente e la Commissione Tributaria Regionale respingeva l’appello dell’Agenzia delle entrate in quanto la società contribuente avrebbe compiuto attività che costituiscono componenti essenziali dell’operazione di assicurazione, come tali non assoggettabili ad IVA; l’Agenzia delle entrate proponeva ricorso affidato ad unico motivo di impugnazione mentre la parte contribuente non si costituiva.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Considerato che:

con l’unico motivo di ricorso, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, l’Agenzia delle entrate denuncia violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 1, art. 3, comma 1, art. 10, comma 1, n. 2, nonchè del D.Lgs. n. 471 del 1997, art. 6, comma 8, per avere la CTR errato nel ritenere che non fossero soggetti a recupero tassazione IVA i compensi percepiti dalla società di assicurazione delegata dalla altre compagnie coassicuratrici per la gestione delle attività relative ai sinistri coassicurati;

considerato che secondo questa Corte:

in tema di IVA, l’attività oggetto della clausola di delega al coassicuratore non è esente ai sensi del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 10, comma 1, n. 2, poichè la coassicurazione non modifica la ripartizione “pro quota” del rischio tra i coassicuratori, nè concerne aspetti essenziali dell’attività d’intermediario o di mediatore di assicurazione, con particolare riguardo alla ricerca di potenziali clienti, e, pertanto, la stessa non ha natura assicurativa, neppure in via accessoria: non è quindi possibile riconoscere l’esenzione dall’IVA alle operazioni svolte in esecuzione della clausola di delega affermandone l’assimilabilità a quelle assicurative (Cass. nn. 11442, 11443 e 21302 del 2018);

considerato che la CTR non si è conformata al suddetto principio laddove ha ritenuto che al compimento di attività meramente esecutive e di servizi consistenti nella riscossione del premio e nella quantificazione e liquidazione dell’indennizzo – pur in assenza della copertura di un rischio in cambio di un premio sulla base di complessi calcoli attuariali (che costituiscono gli elementi causali tipici del contratto di assicurazione) – potesse riconoscersi l’esenzione dall’IVA assimilandolo all’attività assicurativa;

ritenuto pertanto fondato il motivo di impugnazione, il ricorso dell’Agenzia delle entrate va conseguentemente accolto e la sentenza impugnata va cassata con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, in diversa composizione, anche per le spese del presente giudizio.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 4 marzo 2020.

Depositato in Cancelleria il 16 luglio 2020

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