Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15237 del 12/07/2011

Cassazione civile sez. un., 12/07/2011, (ud. 10/05/2011, dep. 12/07/2011), n.15237

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VITTORIA Paolo – Primo Presidente f.f. –

Dott. ELEFANTE Antonio – Presidente di sezione –

Dott. FELICETTI Francesco – Consigliere –

Dott. GOLDONI Umberto – Consigliere –

Dott. BUCCIANTE Ettore – Consigliere –

Dott. SPIRITO Angelo – rel. Consigliere –

Dott. PETITTI Stefano – Consigliere –

Dott. TIRELLI Francesco – Consigliere –

Dott. SAN GIORGIO Maria Rosaria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

MA.LE., M.P.A., M.C.,

elettivamente domiciliati in ROMA, VIA F. CONFALONIERI 5, presso lo

studio dell’avvocato MANZI ANDREA, che li rappresenta e difende

unitamente all’avvocato TOSI GIANANGELO, per delega in calce al

ricorso;

– ricorrenti –

contro

PROVINCIA DI VARESE;

– intimata –

per regolamento di giurisdizione in relazione al giudizio pendente n.

584/2010 del TRIBUNALE di VARESE;

udito l’avvocato Ludovica FRANZIN per delega dell’avvocato Andrea

Manzi;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

10/05/2011 dal Consigliere Dott. ANGELO SPIRITO;

lette le conclusioni scritte del Sostituto Procuratore Generale Dott.

Libertino Alberto RUSSO, il quale chiede che le Sezioni unite della

Corte di cassazione dichiarino la giurisdizione del giudice

ordinario, con le statuizioni conseguenti.

La Corte:

Fatto

RILEVATO IN FATTO

Il ricorso per regolamento di giurisdizione in esame spiega che: la soc. In.V.A. di Varese ottenne l’autorizzazione alla realizzazione e gestione di un impianto di smaltimento e compostaggio rifiuti, la cui attività fu sospesa dalla Provincia di Varese con provvedimento del 27 agosto 2003, impugnato dalla società innanzi al TAR;

il G.A., con provvedimento del 19 novembre 2003, sospese l’efficacia dell’atto impugnato;

nel gennaio 2004 la Provincia di Varese trasmise alla Procura delle Repubblica notizia di reato nei confronti di P.A. M. (legale rappresentante della soc. In.V.A.) ed il PM procedette al sequestro probatorio dell’impianto;

le varie impugnazioni proposte condussero al dissequestro dell’area ed i collegati procedimenti penali a carico del M. si conclusero tutti con sentenze assolutorie;

nel gennaio 2010, M.P.A., sua moglie Ma.Le. e sua figlia M.C. hanno citato in giudizio, innanzi al G.O., la Provincia di Varese per il risarcimento del danno patrimoniale e biologico (cfr. pagg. 12-13 citazione introduttiva) “con riflessi esistenziali” che essi sostengono essere derivato dalla condotta illegittima, persecutoria e priva di fondamento della convenuta;

nel giudizio civile la Provincia s’è costituita, senza eccepire alcunchè in tema di giurisdizione ed “il giudice civile ha ritenuto di fondare su tale questione la decisione, opportunamente rilevandolo nei confronti delle parti alla prima udienza”;

i M. e la Ma. hanno, dunque, proposto il regolamento in esame, perchè sia dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario;

non ha resistito la Provincia di Varese;

il P.G., ritenendo ammissibile il proposto regolamento, ha chiesto che sia dichiarata la giurisdizione del G.O.;

osserva che:

il ricorso è ammissibile, dovendosi ribadire il principio secondo cui il regolamento preventivo di giurisdizione può essere proposto da ciascuna parte e, quindi, anche dall’attore nel giudizio di merito, sussistendo il suo interesse concreto ed immediato alla definizione della questione, onde evitare che l’eventuale risoluzione in sede di merito possa essere modificata a seguito di impugnazione (ritardando così la definizione della controversia), ed ottenere un giusto processo di durata ragionevole (S.U. 7 novembre 2008, n. 26792; S.U. 21 settembre 2006, n. 20504; S.U. 20 aprile 2006, n. 9169);

il ricorso è fondato, siccome il danno lamentato è posto in collegamento eziologico non con i provvedimenti amministrativi emessi dalla Provincia, bensì con l’attività di questa, concretatasi in segnalazioni e denunce alle quali seguirono i procedimenti penali a carico del M., nonchè in comportamenti successivi all’assunzione di provvedimenti amministrativi emessi nei confronti della società;

condotta, dunque, che non accede all’attività provvedimentale della P.A., non costituisce espressione di potere autoritativo e non è direttamente correlata alla gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti (oggetto dell’attività della società);

occorre pure rilevare che l’azione civile è stata intrapresa da soggetti (i M. e la Ma.) diversi dalla società (l’In.V.A.) destinataria dei provvedimenti amministrativi, i quali lamentano un loro diverso ed autonomo pregiudizio, consistito nell’avere subito (quali garanti) le azioni esecutive dei creditori della società poi fallita;

non occorre provvedere in ordine alle spese del giudizio per il regolamento preventivo di giurisdizione.

P.Q.M.

Dichiara la giurisdizione del giudice ordinario.

Così deciso in Roma, il 10 maggio 2011.

Depositato in Cancelleria il 12 luglio 2011

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