Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15222 del 11/07/2011

Cassazione civile sez. III, 11/07/2011, (ud. 09/06/2011, dep. 11/07/2011), n.15222

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FINOCCHIARO Mario – Presidente –

Dott. MASSERA Maurizio – Consigliere –

Dott. SEGRETO Antonio – Consigliere –

Dott. VIVALDI Roberta – Consigliere –

Dott. FRASCA Raffaele – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

B.A.S. (OMISSIS), C.M.

(OMISSIS) (coniugi), elettivamente domiciliati in ROMA, VIA

DEL VIMINALE 38, presso lo studio dell’avvocato MACEDONIO VINCENZO,

che li rappresenta e difende, giusta procura speciale in calce al

ricorso;

– ricorrenti –

contro

T.L. (OMISSIS), selettivamente domiciliata in

MARINO, VIA LUIGI MANCINELLI 60 (Studio Avv. CLAUDIO PROSSOMARITI),

presso lo studio dell’avvocato PETRICONE DOMENICO, che la rappresenta

e difende, giusta delega a margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 5030/2007 della CORTE D’APPELLO di ROMA del

30.11.07, depositata il 07/04/2009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

09/06/2011 dal Consigliere Relatore Dott. RAFFAELE FRASCA.

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. COSTANTINO

FUCCI.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

Quanto segue:

p. 1. C.M. e S.B.A. hanno proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza del 7 aprile 2009, con la quale la Corte d’Appello di Roma, in riforma parziale della sentenza resa in primo grado dal Tribunale di Velletri ed in accoglimento dell’appello principale proposto da T.L., ha dichiarato cessato al 14 settembre 1996 un contratto di comodato immobiliare ed ha condannato essi ricorrenti al rilascio dell’immobile che ne era oggetto ed al risarcimento dei danni per il ritardato rilascio.

Al ricorso ha resistito con controricorso la T..

2. Essendo il ricorso soggetto alle disposizioni di cui al D.Lgs. n. 40 del 2006 e prestandosi ad essere trattato con il procedimento di cui all’art. 380 bis c.p.c., nel testo anteriore alla L. n. 69 del 2009, è stata redatta relazione ai sensi di detta norma, che è stata notificata agli avvocati delle parti e comunicata al Pubblico Ministero presso la Corte.

Considerato quanto segue:

1. Nella relazione ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c. si sono svolte le seguenti considerazioni:

“… 3. – Il ricorso appare inammissibile – come eccepito anche dalla resistente – perchè proposto senza l’osservanza dell’art. 366 bis c.p.c., applicabile ad esso nonostante l’abrogazione intervenuta il 4 luglio 2009 per effetto della L. n. 69 del 2009, art. 47, posto che l’art. 58, comma 5, della legge ha disposto che la norma abrogata rimanesse ultrattiva per i ricorsi notificati – come quello in esame – dopo quella data avverso provvedimenti pubblicati anteriormente (si vedano: Cass. (ord.) n. 7119 del 2010; Cass. n. 6212 del 2010 Cass. n. 26364 del 2009; Cass. (ord.) n. 20323 del 2010).

Il primo ed il secondo motivo, rispettivamente deducenti vizio di violazione di norme sul procedimento e di norme di diritto sostanziale, non si concludono con la formulazione del prescritto quesito di diritto (necessario anche in relazione al vizio ai sensi del n. 4 dell’art. 360 c.p.c: Cass. n. 4329 del 2009), mentre il terzo – dedotto ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5 – non si conclude e nemmeno contiene il momento di sintesi espressivo della cd. “chiara indicazione”, cui alludeva l’art. 366 bis c.p.c. (si veda, fra tante, Cass. sez. un. n. 20603 del 2007)”.

2. Il Collegio condivide le argomentazioni e le conclusioni della relazione, alle quali nulla è necessario aggiungere.

Il ricorso è dichiarato inammissibile.

Le spese del giudizio di cassazione seguono la soccombenza e si liquidano in dispositivo.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Condanna i ricorrenti alla rifusione alla resistente delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in Euro quattromiladuecento, di cui duecento per esborsi, oltre spese generali ed accessori come per legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Terza Civile, il 9 giugno 2011.

Depositato in Cancelleria il 11 luglio 2011

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