Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1520 del 22/01/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 1520 Anno 2018
Presidente: IACOBELLIS MARCELLO
Relatore: CARBONE ENRICO

ORDINANZA
sul ricorso iscritto al n. 4683/2017 R.G. proposto da
Agenzia delle entrate, rappresentata e difesa dall’Avvocatura
generale dello Stato, presso i cui uffici in Roma alla via dei
Portoghesi n. 12 è domiciliata;
– ricorrente contro
Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza s.p.a.;
– intimata avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale
dell’Emilia Romagna n. 2005/6/16 depositata il 15 luglio 2016.
Udita la relazione svolta dal Consigliere Enrico Carbone
nell’adunanza ex art. 380-bis c.p.c. del 6 dicembre 2017.
ATTESO CHE
Circa l’avviso di liquidazione dell’imposta proporzionale di
registro notificato alla Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza su
sentenza di revocatoria fallimentare di rimesse bancarie della
Cadeo s.p.a., l’Agenzia delle entrate impugna per cassazione il
rigetto dell’appello erariale contro l’annullamento di primo grado.

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Data pubblicazione: 22/01/2018

- Il Collegio ha disposto adottarsi la motivazione semplificata.
– Il ricorso denuncia violazione dell’art. 20 d.P.R. 131/1986, art. 8
tariffa parte I d.P.R. 131/1986, per aver il giudice d’appello
ritenuto che l’imposta di registro fosse dovuta in misura fissa.
– Il ricorso è fondato: in tema di imposta di registro sugli atti
giudiziari, la sentenza di revocatoria fallimentare di rimesse

annullamenti, ma alla tassa proporzionale stabilita per le
condanne, perché tale sentenza non opera la semplice
caducazione della rimessa, ma attua un autentico trasferimento
di ricchezza in favore della procedura esecutiva, la quale invero
acquisisce beni in precedenza ad essa sottratti (Cass.
21160/2005 Rv. 584574, Cass. 16814/2017 Rv. 644890).
– Il ricorso va accolto e la sentenza cassata; non occorrendo
accertamenti di fatto, la causa è decisa nel merito, col rigetto
dell’impugnazione dell’avviso di liquidazione.
– Compensate per i gradi di merito in ragione dell’alterno sviluppo
processuale, le spese sono regolate per soccombenza quanto al
giudizio di legittimità.
P. Q. M.
Accoglie il ricorso, cassa la sentenza e – decidendo nel merito rigetta l’impugnazione dell’avviso di liquidazione; compensa le
spese dei gradi di merito e condanna l’intimata a rifondere
all’Agenzia delle entrate le spese del giudizio di legittimità, che
liquida in C 4.100,00 per compensi, oltre spese prenotate debito.
Così deciso in Roma, il 6 dicembre 2017.

bancarie non è soggetta alla tassa fissa prevista per gli

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