Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15196 del 22/07/2016


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile sez. trib., 22/07/2016, (ud. 14/07/2016, dep. 22/07/2016), n.15196

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – rel. Presidente –

Dott. BOTTA Raffaele – Consigliere –

Dott. DE MASI Oronzo – Consigliere –

Dott. ZOSO Liana Maria Teresa – Consigliere –

Dott. BRUSCHETTA Ernestino – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 5412-2012 proposto da:

COMUNE DI LANCIANO, in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente

domiciliato in ROMA VIA ANAPO 29, presso lo STUDIO LEGALE DI GRAVIO,

rappresentato e difeso dall’avvocato GIOVANNI CARLINI giusta delega

in calce;

– ricorrente –

contro

P.M.T.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 910/2011 della COMM.TRIB.REG.SEZ.DIST. di

PESCARA, depositata il 19/12/2011;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

14/07/2016 dal Presidente e Relatore Dott. DOMENICO CHINDEMI;

udito per il ricorrente l’Avvocato ANTONUCCI per delega dell’Avvocato

CARLINI che ha chiesto l’accoglimento;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CUOMO Luigi, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

Con sentenza n. 910/10/01, depositata il 13.12.2011, la Commissione Tributaria Regionale dell’Abruzzo, sezione staccata di Pescara, dichiarava inammissibile, perchè tardivo, l’appello proposto dal Comune di Lanciano avverso la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Chieti n. 270/01/2010 che, in relazione all’avviso di accertamento e liquidazione ICI, per l’anno 2006, per la somma di Euro 152,00, nei confronti di P.M.T., aveva dichiarato cessata la materia del contendere avendo la contribuente dimostrato di avere puntualmente pagato l’imposta richiesta, condannando il Comune al pagamento delle spese del giudizio.

Il Comune di Lanciano impugna la sentenza della Commissione Tributaria Regionale deducendo i seguenti motivi:

a) violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 38, comma 2, art. 137 c.p.c. e segg., rilevando come la consegna della sentenza presso l’URP del Comune di Lanciano eseguita personalmente dal difensore della parte, non può avere effetti in riferimento alla decorrenza del termine breve di impugnazione, dovendo essere effettuata la notifica ai sensi dell’art. 170 c.p.c. su istanza di parte;

b) violazione e falsa applicazione del D.Lgs. art. 38, comma 2, vizio di motivazione, rilevando come erroneamente sia stata ritenuta regolare la notifica effettuata al Comune con consegna di fotocopia della ricevuta di deposito all’Ufficio U.R.P. e non all’ufficio protocollo;

c) omessa motivazione sulla censura relativa alla condanna alle spese del giudice di 1^ grado.

La intimata non ha svolto attività difensiva.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

I primi due motivi di ricorso, esaminati congiuntamente in quanto connessi, sono infondati ed assorbenti del terzo.

Il D.L. n. 40 del 2010 ha modificato le modalità di notifica della sentenza tributaria: per effetto dell’innovazione la sentenza potrà essere notificata anche a mezzo posta, mediante plico senza busta raccomandato con avviso di ricevimento, ovvero dal ricorrente per consegna diretta all’Ufficio o all’Ente locale, che ne rilascia copia; quanto all’Ufficio dell’Agenzia, o all’Ente locale, potrà provvedere alla notifica sia a mezzo di messo comunale, sia a mezzo di messo speciale autorizzato.

Ratio della legge è di agevolare la notifica evitando il termine lungo per l’impugnazione.

Il novellato D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 38, comma 2, ha sostituito, alla previsione tassativa della notificazione della sentenza a mezzo di ufficiale giudiziario e con le modalità di cui all’art. 137 c.p.c. e ss., la più ampia gamma di modalità di notifica contemplata dalla norma generale sulle comunicazioni e notificazioni nel processo tributario.

Ai fini della notifica non è pertanto più necessario avvalersi dell’ufficiale giudiziario. Inoltre, viene prevista la possibilità di depositare presso la segreteria, nei successivi 30 giorni, l’originale o copia autentica dell’originale notificato ovvero la copia autentica della sentenza consegnata o spedita per posta, con fotocopia della ricevuta di deposito o della spedizione a mezzo raccomandata postale unitamente all’avviso di ricevimento.

Tale procedura è stata seguita dal contribuente e deve ritenersi regolare, così come affermato dalla CTR. Appare irrilevante ai fini di inficiare la regolarità della notifica la consegna all’Ufficio U.R.P. del Comune e non presso l’Ufficio protocollo, non essendo previsto dalla normativa la consegna tassativa presso tale ufficio del Comune ed avendo, comunque, accettato tale ufficio la consegna della sentenza, apponendovi il timbro di consegna; tra le competenze dell’Ente, L. n. 150 del 2000, ex art. 8, rientrano anche quelle di attuare la L. n. 241 del 1990 (trasmissione di atti all’organo competente) e di assicurare la reciproca informazione tra I’URP e le altre strutture operanti nell’Amministrazione.

Va rigettato anche il terzo motivo di ricorso in quanto l’ente impositore è stato condannato al rimborso delle spese processuali per un errore del concessionario che ha accreditato l’imposta riscossa al Comune di Francavilla e non a quello di Lanciano, rispondendo l’ente dell’errore del suo concessionario e ben potendo essere esercitata azione di rivalsa nei confronti del responsabile dell’errore, non essendo configurabile un litisconsorzio necessario tra ente locale e concessionario, spettando la legittimazione passiva all’ente titolare del credito tributario.

In tal caso il giudice non è tenuto a disporre d’ufficio l’integrazione del contraddittorio, soprattutto nel caso in cui non sia stata formulata, come nel caso di specie, alcuna richiesta da parte del Comune.

Va, conseguentemente, rigettato il ricorso.

Nessuna pronuncia va emessa sulle spese in mancanza di attività difensiva dell’intimata.

Va, comunque, stigmatizzato il comportamento del Comune che ha impegnato la Corte di Cassazione per un giudizio del valore di Euro 152, ben potendosi profilare anche un possibile danno erariale per i costi sostenuti per proporre un ricorso per cassazione che appariva già “prima facie” infondato e, comunque, all’evidenza antieconomico.

PQM

rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, il 14 luglio 2016.

Depositato in Cancelleria il 22 luglio 2016

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA