Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1518 del 23/01/2020

Cassazione civile sez. I, 23/01/2020, (ud. 15/10/2019, dep. 23/01/2020), n.1518

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CAMPANILE Pietro – Presidente –

Dott. SCOTTI Umberto Luigi Cesare Giuseppe – Consigliere –

Dott. MELONI Marina – rel. Consigliere –

Dott. PARISE Clotilde – Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 32996/2018 proposto da:

N.D., elettivamente domiciliato in Roma Via Sesto Rufo 23,

presso lo studio dell’avvocato Taverniti Bruno, che lo rappresenta e

difende unitamente all’avvocato Mastrangelo Vincenzo;

– ricorrente –

contro

Ministero Dell’interno Commissione Territoriale Riconoscimento

Protezione Internazionale Bari;

– intimato –

avverso la sentenza n. 529/2018 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,

depositata il 21/03/2018;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

15/10/2019 da Dott. MELONI MARINA.

Fatto

FATTI DI CAUSA

La Corte di Appello di L’Aquila con sentenza in data 13/3/2018, ha dichiarato inammissibile l’appello avverso l’ordinanza del Tribunale di L’Aquila in ordine al rigetto delle istanze avanzate da N.D. nato in (OMISSIS), volte, in via gradata, ad ottenere il riconoscimento dello status di rifugiato, del diritto alla protezione sussidiaria ed il riconoscimento del diritto alla protezione umanitaria.

Il richiedente asilo proveniente dal Gambia aveva riferito alla Commissione Territoriale per il riconoscimento della Protezione Internazionale di essere partito dal proprio paese a causa del clima di violenza generalizzata dovuto alla situazione socio-politica del paese nonchè perchè aveva bisogno di cure per aver contratto una malattia agli occhi

Avverso la sentenza della Corte di Appello di L’Aquila il ricorrente ha proposto ricorso per cassazione affidato ad un motivo.

Il Ministero dell’Interno non ha spiegato difese.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Con unico motivo di ricorso il ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione dell’art. 702 quater c.p.c., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in quanto la Corte di Appello dell’Aquila ha ritenuto inammissibile l’appello perchè proposto con citazione anzichè con ricorso.

Il ricorso proposto è improcedibile in quanto non risulta depositata la sentenza impugnata.

Infatti sebbene nell’indice degli allegati al ricorso risulta alla lettera A) la voce ” duplicato cartaceo dell’originale informatico della sentenza della Corte di Appello di L’Aquila”, tale atto non è presente nel fascicolo. La voce “copia autentica del provvedimento impugnato” sulla nota di deposito a suo tempo compilata al momento dell’iscrizione del ricorso all’Ufficio del Ruolo Generale è depennata.

Per quanto sopra il ricorso proposto va dichiarato improcedibile. Nulla per le spese. Ricorrono i presupposti processuali per l’applicazione del doppio contributo di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, ove dovuto.

P.Q.M.

Dichiara improcedibile il ricorso. Ricorrono i presupposti processuali per l’applicazione del doppio contributo di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, ove dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Prima della Corte di Cassazione, il 15 ottobre 2019.

Depositato in Cancelleria il 23 gennaio 2020

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