Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15117 del 15/07/2020

Cassazione civile sez. VI, 15/07/2020, (ud. 04/03/2020, dep. 15/07/2020), n.15117

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – rel. Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

Dott. RUSSO Rita – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 30173-2018 proposto da:

D.M.U., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,

presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato

MONICA MENNELLA;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– resistente –

avverso la sentenza n. 1497/19/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE del LAZIO, SEZIONE DISTACCATA di LATINA, depositata il

08/03/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 04/03/2020 dal Consigliere Relatore Dott. ESPOSITO

ANTONIO FRANCESCO.

Fatto

RILEVATO

che:

Con sentenza in data 8 marzo 2018 la Commissione tributaria regionale del Lazio, sezione distaccata di Latina, respingeva l’appello proposto da D.M.U. avverso la decisione della Commissione tributaria provinciale di Latina che aveva parzialmente accolto il ricorso proposto dal contribuente, socio della Tre Stelle s.r.l., società a ristretta base partecipativa, contro l’avviso di accertamento con il quale, a seguito della rideterminazione del reddito della società, veniva recuperato a tassazione il maggior reddito del contribuente in relazione alla sua quota di partecipazione. Riteneva la CTR che, essendo stata alla stessa udienza trattata e decisa la causa relativa alla società partecipata, con conferma della rideterminazione del reddito societario, “tale reddito societario, così come rideterminato, deve essere confermato, pro quota, per il socio ricorrente”. Rilevava, inoltre, che “l’appartenenza della società stessa ad una ristretta cerchia famigliare, come nella specie, può costituire, sul piano degli indizi, elemento di prova dell’avvenuta distribuzione tra i soci dei maggiori utili extra-bilancio pro-quota. Del resto al riguardo, la parte contribuente che ne era onerata non ha fornito adeguate prove contrarie”. Avverso la suddetta sentenza il contribuente ha proposto ricorso per cassazione deducendo tre motivi.

L’Agenzia delle entrate ha depositato mero atto di costituzione. Sulla proposta del relatore ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c. risulta regolarmente costituito il contraddittorio camerale.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Con il primo motivo il ricorrente denuncia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione dell’art. 112 c.p.c. per avere omesso la CTR di pronunciarsi sui motivi di appello formulati dal contribuente, reputando dirimente la decisione assunta in pari data dallo stesso Collegio nel giudizio promosso dalla Tre Stelle s.r.l.

Con il secondo motivo si denuncia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione dell’art. 295 c.p.c., per non avere la CTR disposto la sospensione del processo in attesa del passaggio in giudicato della sentenza emessa nei confronti della società.

Con il terzo motivo si denuncia, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, comma 2, e dell’art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4, nonchè degli artt. 111 e 24 Cost., per avere la CTR motivato la sentenza per relationem alla decisione assunta in pari data nei confronti della società, senza alcuna autonoma valutazione dei fatti di causa.

Va prioritariamente esaminato il secondo motivo di ricorso, in quanto involgente la sospensione del processo.

Il motivo è fondato.

Come dedotto dal ricorrente, avverso la sentenza emessa nei confronti della Tre Stelle s.r.l. è stato proposto ricorso per cassazione e la relativa controversia risulta ancora pendente. Trova pertanto applicazione, nel caso di specie, il consolidato principio di diritto in base al quale “In tema di imposte sui redditi, nell’ipotesi di società di capitali a ristretta base sociale, l’accertamento relativo agli utili extracontabili della società, anche se non definitivo, è presupposto dell’accertamento presuntivo nei riguardi del singolo socio, in ragione della sua quota di partecipazione agli utili sociali, sicchè l’impugnazione dell’accertamento “pregiudicante” costituisce, fino al passaggio in giudicato della pronuncia che lo riguarda, condizione sospensiva, ex art. 295 c.p.c., ai fini della decisione della lite sull’accertamento “pregiudicato” relativo al singolo socio, la cui esistenza e persistenza grava sul contribuente che la invochi sotto forma di allegazione e prova del processo scaturente dall’impugnazione del provvedimento impositivo (Cass. n. 4485 del 2016; Cass. n. 23323 del 2014).

Restano assorbiti gli altri due motivi di ricorso.

In conclusione, in accoglimento del secondo motivo di ricorso, assorbiti il primo ed il terzo, la sentenza impugnata va dunque cassata, con rinvio alla Commissione tributaria regionale del Lazio, sezione distaccata di Latina, in diversa composizione, la quale provvederà anche in ordine alle spese del presente giudizio.

P.Q.M.

Accoglie il secondo motivo di ricorso, assorbiti il primo e il terzo; cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria regionale del Lazio, sezione distaccata di Latina, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 4 marzo 2020.

Depositato in Cancelleria il 15 luglio 2020

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